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Annunciazione a Maria
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
L'Annunciazione a Maria è l'annuncio fatto a Maria dall'Angelo Gabriele e narrato in Vangelo di Luca 1,26-38, all'interno del cosidetto Vangelo dell'infanzia di Luca (1,5-2,52). Il contenuto dell'annuncio è la nascita di Gesù, che "sarà chiamato santo e figlio di Dio" (Lc 1,32).
La Chiesa cattolica e la Chiesa Ortodossa ne fanno memoria il 25 marzo.
Indice |
Significato
Per genere letterario e valore storico la narrazione dell'infanzia di Gesù si differenzia dal resto del Vangelo: il suo intento è prettamente teologico.
Il racconto affonda le radici nell'Antico Testamento e richiama i racconti di vocazione e le nascite prodigiose in esso narrate. Le parole dell'Angelo a Maria sono infatti un intreccio di riferimenti all'Antico Testamento.
Nel Nuovo Testamento il termine "annuncio" indica un'azione speciale e precisa: far conoscere le opere di Dio e comunicare la sua volontà di salvezza. È un messaggio che tocca l'esistenza di colui che l'accoglie e lo interpella nel profondo. Per tutto il Nuovo Testamento il termine "annuncio" consiste in primo luogo nella proclamazione del Vangelo che significa proprio "lieto annuncio".
Con l'annuncio viene fatto sapere ad ogni uomo che Dio gli è vicino e opera per lui. La risposta di Maria all'Angelo, e la preghiera pronunciata in casa di Elisabetta, il Magnificat, sono la consapevole presa di coscienza di questo straordinario operare di Dio.
Nell'arte
L'Annunciazione è, per l'arte, uno dei temi più affascinanti dell'intero Vangelo di Luca.
È un soggetto in cui si mescolano mistica e realismo, e bene si presta ad essere inserito sia nei cicli di pitture dedicate a Maria, sia come scena isolata.
Nei quadri in cui compare solo Maria, come nel celeberrimo dipinto di Antonello da Messina, questa viene detta Annunciata.
La facile divisione delle immagini dell'Annunciazione in due sezioni ha favorito la diffusione del tema sul retro delle ante mobili di trittici o altari a sportelli.
La sensibilità dei pittori e degli scultori ha saputo cogliere di volta in volta le reazioni psicologiche di Maria, la natura affascinante dell'Angelo, la volontà di Dio, l'arredo, i dettagli descrittivi carichi di particolare simbologia.
Nell'arte bizantina
In ambito bizantino compare la rara iconografia tratta dal Protovangelo di Giacomo: l'Annunciazione è ambientata accanto ad un pozzo, dove Maria si era recata ad attingere l'acqua con una brocca.
Il tema presenta soluzioni diverse da quelle trovate nell'iconografia occidentale: l'Angelo, ad esempio, appare a Maria appena fuori della porta di casa.
La brocca con cui si appresta a prendere l'acqua diventa simbolo della Madonna che al momento dell'Annunciazione si prepara per essere "recipiente" dell'acqua viva: Gesù. L'acqua ha infatti un forte valore simbolico nella Sacra Scrittura: chi beve l'acqua viva dell'insegnamento cristiano non avrà più sete spirituale (cfr. la Pericope della Samaritana, Gv 4). Maria nell'Annunciazione acconsente ad essere colei che porta al mondo quest'acqua viva.
Un esempio di iconografia ispirata al Protovangelo di Giacomo è il mosaico con storie del Nuovo Testamento detto Annuncio a Maria (XII secolo), che si trova a Venezia nella Basilica di San Marco.
Il percorso visivo nelle Annunciazioni
Nella grande maggioranza delle Annunciazioni lo schema iconografico sottolinea:
- la sorpresa di Maria che resta turbata all'annuncio;
- l'amore puro, verginale, simboleggiato dal giglio che l'Angelo porta in mano;
- la modestia e l'umiltà di Maria, rese attraverso l'atteggiamento schivo e la semplicità degli arredi;
- la devozione di Maria al Signore esplicitata mediante il libro di preghiere aperto davanti a lei.
Attraverso i secoli, i vari movimenti artistici hanno saputo arricchire questi elementi fondamentali conferendo al tema dell'Annunciazione esiti di straordinaria bellezza.
Alcuni artisti hanno poi caricato la scena di ulteriore simbologia, introducendo relazioni con altri momenti della vita di Cristo. È il caso dei garofani rossi, associati alla Passione di Gesù, soprattutto in riferimento ai chiodi di garofano che oltre ad essere una spezia ricordano i chiodi con cui fu crocifisso. Questa simbologia è presente nelle seguenti opere:
- Carlo Braccesco, Annunciazione, 1480, Parigi, Louvre: tale opera mette in evidenza soprattutto il turbamento di Maria all'arrivo dell'Angelo; la Vergine è spaventata a tal punto da aggrapparsi ad una colonna nel tentativo di nascondersi, mentre cerca di difendersi con la mano alzata.
- Lorenzo Lotto, Annunciazione, 1527, Recanati, Pinacoteca comunale: qui si sottolinea il moto di spavento provocato dall'arrivo dell'Angelo, la conturbatio ("turbamento") che fa piegare Maria in una posa inginocchiata; l'Angelo reca in mano il giglio, segno di amore virginale, e tra le due figure compare un simbolo introdotto dall'artista: un gatto che fugge con la schiena inarcata; esso raffigura il male che fugge davanti alla rivelazione della potenza divina[1].
Altri artisti, pur mantenendo lo schema iconografico più diffuso, hanno posto la loro attenzione soprattutto alle parole dell'Angelo e alla risposta di Maria. L'Incarnazione del Figlio di Dio fu infatti possibile grazie all'accettazione di Maria, al suo sì alla volontà di Dio. In molte opere gli artisti hanno voluto scrivere il dialogo tra l'Angelo e Maria in una lunga frase che unisce i personaggi raffigurati.
Ciò avviene in particolare nell'Annunciazione opera di Maestro di Santa Verdiana (1470, Los Angeles, The Paul Getty Museum): in essa viene raffigurato l'interno della casa di Maria, dove la Vergine è raggiunta dalle parole di saluto dell'Angelo, che costituiscono una lunga scrittura. Una simbologia caratteristica introdotta da questo artista è la figura che invia lo Spirito Santo. Ha infatti le sembianze di Gesù, segno questo dell'identità sostanziale tra Dio Padre e Cristo.
Un'altra opera in cui il tema dell'Annunciazione si inserisce all'interno di una vasta e ricca simbologia è l'Annunciazione di Jan Van Eyck (1425-1430, Washington, National Gallery): l'Angelo, sontuosamente vestito con paramenti ricamati, regge la bacchetta degli Ostiari, gli incaricati di custodire le Chiese; l'artista sceglie di ambientare la scena all'interno di una grande chiesa, per richiamare la simbologia che lega Maria alla Chiesa; dietro la figura di Maria sono presenti tre finestre da cui promana la luce: è un'allusione alla Trinità, al centro della quale si inserisce Maria. Sul pavimento istoriato della Chiesa sono raffigurate poi scene bibliche nelle quali si manifesta la potenza di Dio: Davide che taglia la testa a Golia (1Sam 17,50-51); Sansone che fa crollare le colonne (Gdc 16,30). Maria resta la figura di maggiore rilievo. In un atteggiamento di devota accettazione risponde alla frase dell'Angelo "Ave gratia plena" ("Rallegrati, piena di grazia") con le parole: "Ecce ancilla Domini" ("Ecco la serva del Signore"). Si tratta di un particolare di enorme valenza simbolica: la Parola di Dio mette in comunicazione il divino con l'umano. Le parole dell'Angelo sono scritte da sinistra a destra, mentre quelle della Vergine da destra a sinistra.
- ↑ Nel Medioevo e nel Rinascimento il gatto è un animale caricato di valori simbolici negativi, ed è spesso associato alle streghe e al demonio
- Bruno Maggioni, Magnificat, in Enciclopedia del Cristianesimo, De Agostini, Novara, 2000
- Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, Electa, Roma, 2004
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