Erode Filippo II

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Erode Filippo II era figlio di Erode il Grande e di una sua moglie, Cleopatra di Gerusalemme. Era fratellastro di Erode Antipa e di Erode Archelao, e governò come "tetrarca" (titolo inferiore a "re" ed "etnarca") in un territorio periferico della Palestina (Iturea e Traconitide) tra il 4 a.C. - 34 d.C.

È menzionato fugacemente da Lc 3,1 dove viene identificato come "tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide". Altre due citazioni indirette di Filippo nei Vangeli riguardano la città presso le sorgenti del Giordano che il tetrarca fece ampliare e rinominò Caesarea in onore di Augusto (prima si chiamava Paneio). Questa città divenne presto nota come "Cesarea di Filippo", per distinguerla dall’omonima Cesarea, fatta costruire in Palestina da Erode il Grande (Mt 16,13 Mc 8,27).

La tradizione cristiana lo distingue da Erode Filippo I, suo fratellastro, il quale era sposato con Erodiade ma la donna lo tradì per il cognato, Erode Antipa. Giovanni Battista rimproverò questa relazione adulterina ed Erodiade chiese ed ottenne che gli fosse tagliata la testa.

Fonti storiche non cristiane

Le informazioni fornite da Luca sono confermate da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche[1]:

  • Filippo era tetrarca.
  • Filippo era "fratello" (in realtà fratellastro per parte di padre) di Erode Antipa.
  • Filippo governava la Traconitide e l’Iturea (corrispondente a parte del territorio chiamato "dominio di Zenodoro"),
  • Filippo era regnante nel 27-28 d.C., contemporaneamente agli altri personaggi citati.

L'intervento di Filippo su Paneio è riportato ancora in Antichità giudaiche da Giuseppe Flavio:

« Anche Filippo ingrandì Panea, la città vicino alle fonti del Giordano e la chiamò Cesarea; e la zona di Bethsaida sul lago di Genezareth la eresse al grado di città aumentandone gli abitanti e irrobustendone le fortificazioni; e la chiamò Giulia dal nome della figlia di Cesare. »
(Libro XVIII:28)

Filippo è citato anche in diversi passi di Guerra giudaica:

« Fra i presenti era anche Filippo, il fratello di Archelao, inviato amichevolmente da Varo col seguito di una scorta per due motivi: per appoggiare Archelao e per ottenere una parte del patrimonio di Erode nel caso che Cesare l'avesse ripartito fra tutti i suoi discendenti. »
(Libro II:83)
« Antipa ottenne la Perea e la Galilea, con una rendita di duecento talenti, mentre a Filippo furono attribuite la Batanea, la Traconitide, l'Auranitide e alcune parti dei possedimenti di Zenone presso la Paniade, con una rendita di cento talenti. »
(Libro II:95)

Di Erode Filippo II ci sono pervenute monete con la sua effigie.

Nella Collezione Abraham Sofaer, di Palo Alto, California, è conservata una moneta di Erode Filippo II, coniata a Paneas (Cesarea di Filippo), ed entrata in circolazione nel 30-31 d.C. Ha attorno un’iscrizione greca che legge Philippou (= [una moneta] di Filippo) ed il busto di Filippo il tetrarca. La data, «anno 34», appare all’interno di una ghirlanda sull’altro lato della moneta.

Note
  1. Libro XVII:189; Libro XVII:319; Libro XVIII:106 - 6

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