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Malco

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Giotto, Pietro taglia l'orecchio a Malco mentre Giuda bacia Gesù, Cappella degli Scrovegni, Padova

Malco è il servo del sommo sacerdote Caifa a cui Pietro, nella concitazione scatenatasi al momento dell'arresto di Gesù nel Getsemani, amputa l'orecchio destro con un colpo di spada (Mt 26,51; Mc 14,47; Lc 22,50; Gv 18,10). Gesù, prima di consegnarsi alle guardie, lo guarisce (Lc 22,51)[1], prende le distanze dal gesto di Pietro (Mt 26,52; Lc 22,51; Gv 18,11) e riafferma la sua determinazione a bere il calice che il Padre gli sta porgendo.

Il nome del servo, così come il nome del feritore, è riportato soltanto dall'evangelista Giovanni[2].

Giovanni riporta un'altra informazione indiretta su Malco, quando identifica come suo parente uno di coloro che interrogano Pietro nel cortile della casa del sommo sacerdote (Gv 18,26)[3].

Nel testo greco dei Vangeli, Malco è sempre definito "il servo del sommo sacerdote", con l'articolo determinativo τόν ( = il): ciò fa pensare che non si trattasse di un semplice inserviente, bensì di un collaboratore personale ed importante del sommo sacerdote[4].

Il gesto di tagliare l'orecchio destro di una persona era all'epoca un marchio di infamia (cfr. Es 21,6; Dt 15,17). Abbiamo un riferimento storico ben preciso per questa usanza: a Tebutnis, in Egitto, nel 183 a.C., per marcare un uomo spregevole, gli fu tagliato un orecchio[5]. Del gesto si parla più volte in Giuseppe Flavio, ed era molto diffuso tra i Nabatei[6].

Non esistono altri documenti, eccettuati i Vangeli, che ci forniscano notizie su questo personaggio.

Significato del nome

Il nome Malco (in greco Μάλχος, Màlchos), deriva dalla radice semitica MaLaK, che significa "regnare", modificato con l'aggiunta di una finale greca.

Note
  1. Solo Luca riferisce l'atto di pietà di Gesù nei suoi confronti.
  2. Si ritiene che ciò sia dovuto al fatto che, nel momento in cui i sinottici scrivevano i rispettivi Vangeli, fossero ancora vivi coloro che avrebbero potuto vendicarsi su Pietro, e che fosse pertanto opportuno non fornire troppe informazioni sull'autore del ferimento. Giovanni scrive in epoca successiva, quando tale preoccupazione, evidentemente, è venuta meno per la morte o la conversione dei diretti interessati.
  3. Giovanni è l'unico tra gli evangelisti ad essere a conoscenza di questo particolare, probabilmente in virtù della familiarità che egli ha con il sommo sacerdote Caifa, come egli stesso spiega nel suo racconto (Gv 18,15-16).
  4. Per alcuni bisogna ritenere che non era lui a capo del gruppo di armati: la prontezza con cui il comandante e le guardie afferrano Gesù dopo il ferimento (Gv 18,12-13) non sono ritenute compatibili con l'ipotesi che Malco sia stato il comandante.
  5. Vittorio Messori, Patì sotto Ponzio Pilato?, SEI, 1992, cap. XXVII.
  6. Giuseppe Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, 1941, nota al par. 560.
Voci correlate

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