Erode Agrippa I

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Erode Agrippa I
Personaggio del Nuovo Testamento
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Erode Agrippa I dal "Promptuarii Iconum Insigniorum"
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Nascita 10 a.C.
Morte 44
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Collegamenti esterni
Erode Agrippa I detto il Grande (in latino: Marcus Iulius Agrippa; 10 a.C.; † 44) è un personaggio del Nuovo Testamento, re giudeo. Era nipote di Erode il Grande e figlio di Aristobulo IV e Berenice (a sua volta figlia di Salomè I, sorella di Erode), quando nel 39 fu investito del titolo di re.

Negli Atti degli Apostoli viene citato con il nome di Re Erode. Fece uccidere Giacomo il Maggiore.

Biografia

Giuseppe Flavio narra che, dopo l'assassinio del padre, il giovane Agrippa fu inviato da Erode il Grande alla corte imperiale di Roma. Qui entrò in confidenza con l'imperatore Tiberio che lo considerò alla stregua di suo figlio Druso di cui divenne anche amico. Alla morte di Druso, Agrippa, che aveva assunto comportamenti eccessivamente stravaganti, fu obbligato a lasciare Roma.

Dopo una breve periodo in cui rimase nell'ombra, lo zio Erode Filippo tetrarca, che aveva sposato la sorella di Agrippa, Erodiade, lo nominò agoranomos (supervisore dei mercati) di Tiberiade e gli elargì una grande somma di denaro. In seguito lo zio ritirò questo suo sostegno economico ed Agrippa fu costretto a lasciare la Giudea, recandosi prima ad Antiochia e poi tornando a Roma, dove fu accolto nuovamente bene da Tiberio e dove prese a frequentare costantemente Caligola, allora molto popolare. Fu però ascoltato casualmente dal suo liberto Eutiches mentre diceva che avrebbe preferito vedere la morte di Tiberio e l'ascesa al trono di Caligola. Eutiches lo tradì ed Agrippa fu messo in prigione dall'imperatore.

In seguito alla morte di Tiberio e all'ascesa dell'amico Caligola, Agrippa fu nominato governatore dei territori di Betania e Trachonite, che erano stati assegnati in precedenza ad Erode Filippo ed in seguito alla tetrarchia di Lysanias. Agrippa tornò a Roma con il titolo di re nel 39 e determinò la messa al bando di Erode Antipa, la cui tetrarchia gli fu quindi assegnata.

Dopo l'assassinio di Caligola nel 41, i consigli di Agrippa aiutarono ad assicurare l'ascesa di Claudio come imperatore, mentre faceva mostra di sé come fautore del Senato. Come ricompensa del suo aiuto, Claudio assegnò ad Agrippa il governo della Giudea, mentre il regno di Calcide in Libano fu, su sua richiesta, assegnato al fratello Erode III. Così Agrippa diventò uno dei maggiori principi dell'est; i territori che controllava furono in estensione pari a quelli del nonno Erode il Grande. Ritornò in Giudea e la resse con grande soddisfazione dei sudditi. Il suo zelo, privato e pubblico, verso il giudaismo è stato registrato sia da Giuseppe Flavio che dai rabbini e la narrazione negli Atti degli Apostoli ne è un tipico esempio.

Attorno a Pesach dell'anno 44, Giacomo il Maggiore, il figlio di Zebedeo e fratello di Giovanni, fu catturato per ordine di Agrippa e messo a morte. Agrippa procedette anche a mettere le mani su Pietro e lo imprigionò. Negli Atti degli Apostoli si narra che Dio abbia mandato un angelo per liberare Pietro dalla prigione. Dopo Pesach, Agrippa si recò a Cesarea dove fece celebrare dei giochi in onore di Claudio e gli abitanti di Tiro e Sidone gli si assoggettarono chiedendo la fine della guerra.

Secondo quanto raccontato negli Atti, Agrippa si dispose in pompa magna a riceverli nello stadio e si rivolse a loro da un trono, mentre la folla urlava che:

« ...la sua era la voce di un dio, non di un uomo. Ma l'angelo di Dio lo colpì e poco dopo morì e fu mangiato dai vermi. »

La storia degli Atti differisce da quella di Giuseppe Flavio, che descrive come, nel bel mezzo del suo trionfo, Agrippa vedesse un gufo posarsi sulla sua testa. Durante la sua prigionia ad opera di Tiberio, un simile presagio era stato interpretato come l'anticipazione del suo rapido rilascio, con l'avviso che, se avesse ricevuto in futuro un segno simile, sarebbe morto entro cinque giorni.

Fu colto immediatamente da violenti dolori e dopo pochi giorni morì. Giuseppe Flavio non parla dei "vermi", ma dice invece che accusò dolori al cuore ed all'addome e che morì dopo cinque giorni (Antichità giudaiche XIX libro, 346-350). Una terza versione non parla di elementi miracolosi ed afferma che Agrippa venne assassinato dai romani, disturbati dal suo crescente potere.

Conseguenze della morte

Al momento della sua morte, l'unico erede legittimo di Agrippa era il figlio adolescente, perciò l'imperatore Claudio decise di riportare la provincia Iudaea sotto il diretto controllo di Roma attraverso un Prefectus. A Gaio Cuspio Fado (44-46) successe nel governo Tiberio Giulio Alessandro fino al 48.

Nella letteratura

Erode Agrippa è una delle figure principali dei romanzi Io, Claudio (I, Claudius) e Claudius the God di Robert Graves e dei loro adattamenti televisivi dove è rappresentato come un amico di Claudio.

Bibliografia
  • Yohanan Aharoni & Michael Avi-Yonah, The MacMillan Bible Atlas, Revised Edition, p. 156 (1968 & 1977, Carta Ltd.).
Collegamenti esterni

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