Secondo libro dei Maccabei

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Secondo libro dei Maccabei
Attavante, martirio dei sette fratelli ebrei, bibl ap vaticana bibbia ms. urb lat 2 f 174v.jpg
Martirio dei sette fratelli ebrei,
Sigla biblica 2Mac
Titolo originale
Altri titoli
Nazione [[]]
Lingua originale ebraico
Traduzione
Ambito culturale
Autore Anonimo
Note sull'autore
Pseudonimo
Serie
Collana
Editore
Datazione II secolo a.C.
Datazione italiana
Luogo edizione
Numero di pagine
Genere
Ambientazione
Ambientazione Geografica Terra Santa
Ambientazione Storica 176 - 160 a.C.

Personaggi principali:

Titoli dei racconti
Della serie {{{Serie}}}
Libro precedente Primo libro dei Maccabei
Libro successivo
Adattamento teatrale
Adattamento televisivo
Adattamento cinematografico
Note
Premi:
Collegamenti esterni:
ID ISBN

Il Secondo libro dei Maccabei (in greco B Μακκαβαίων, 2 makkabáion; in latino 2 Machabaeorum) è un libro storico della Bibbia. Narra avvenimenti successi in Israele attorno al 165 a.C., durante la persecuzione attuata verso gli ebrei da Antioco IV Epifane.

La sua importanza dottrinale viene dall'affermazione chiara della dottrina della risurrezione dei morti.

Analisi letteraria

Titolo

Il titolo proviene dal soprannome dato a Giuda, terzo figlio del sacerdote Mattatia; Giuda ricevette il soprannome di Maccabeo (in ebraico, "martello") a causa dei suoi successi militari; l'appellativo fu esteso poi ai suoi fratelli.

Autore

L'autore è ignoto. Molto probabilmente non è il medesimo del Primo libro dei Maccabei. Si suppone che sia un giudeo alessandrino o comunque influenzato dalla scuola letteraria egiziana. L'autore afferma di aver riassunto un'opera in cinque libri di un certo Giasone di Cirene (cfr. 2,19-32), del quale non si sa nulla.

Datazione

Il libro è databile alla fine del II secolo a.C., ed è redatto come compendio di un'opera più vasta. Rispetto al Primo libro dei Maccabei, questo secondo manifesta maggiore interesse per l'aspetto religioso.

Lingua

È scritto in un greco eccellente e colto, e ha uno stile molto retorico.

Contenuto

L'opera si apre con alcune lettere indirizzate ai giudei d'Egitto (1,1-2,18).

Il tema del Tempio appare in tutti i cinque quadri che compongono il testo (cfr. 3,1-15,37).

Il libro si incentra su due feste religiose:

  • la dedicazione del Tempio, collegata alla sua ricostruzione;
  • la festa commemorativa del giorno in cui Nicanore aveva minacciato il Tempio ed era stato ucciso.

Nel libro ha un posto di rilievo l'eresia sacrilega di un certo Eliodoro.

Relazione con il Primo libro dei Maccabei

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il libro non è la continuazione del primo libro dei Maccabei, ma tratta una parte degli stessi avvenimenti. Il Primo libro illustra il periodo storico dal 175 al 135 a.C., il Secondo si sofferma sugli avvenimenti tra gli anni 176 - 160 a.C.. I due libri divergono in molti aspetti e fatti, e ciò a causa delle diverse finalità dei due autori.

In varie parti il Secondo libro completa ed approfondisce quanto raccontato dal Primo.

Schema sinottico

Il contenuto dei due libri dei Maccabei:

Rilevanza dottrinale

Il libro è molto importante nella dottrina religiosa dell'Antico Testamento. È sua intenzione, tra le altre finalità, affermare l'esistenza degli angeli (11,8), la possibilità del suffragio per i morti (12,38-45) e la risurrezione della carne (c. 7).

Il libro elogia la testimonianza della fede fino al martirio e la speranza nella risurrezione (cc. 6-7).

Per l'esplicita affermazione dell'esistenza di uno stato di purificazione per le anime (purgatorio) il libro venne rifiutato da Lutero in quanto contrario alle sue 95 Tesi, nelle quali egli negava la liceità delle preghiere per i morti dottrina delle indulgenze.

Canonicità

Il libro è riconosciuto come canonico dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa Ortodossa, mentre è fuori dal canone ebraico e dal canone dalla maggior parte delle Chiese Protestanti.

La Bibbia greca dei Settanta riporta altri due libri dei Maccabei, ma essi sono considerati apocrifi dalla Chiesa cattolica.

Voci correlate
Collegamenti esterni