Storie della vita di san Benedetto da Norcia (Luca Signorelli, Sodoma)

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Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma StorieS.Bendetto 1505-08.jpg
Sodoma, Storie della vita di san Benedetto da Norcia (lato orientale), 1505 - 1508, affresco
Storie della vita di san Benedetto da Norcia
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Toscana
Regione ecclesiastica Toscana
Provincia Siena
Comune

Asciano

Località Chiusure
Diocesi Abbazia territoriale di Monte Oliveto Maggiore
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, chiostro grande, perimetro interno
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza
Luogo di provenienza Ubicazione orginaria
Oggetto ciclo di dipinti murali
Soggetto Storie della vita di san Benedetto da Norcia
Datazione 1497 - 1508 ca.
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
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Ambito culturale Ambito toscano
Autori
  • Luca Signorelli
  • Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi)
    detto il Sodoma
Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni

Le Storie di san Benedetto da Norcia è un ciclo di dipinti murali, realizzati ad affresco, in una prima fase tra il 1497 e il 1499 da Luca Signorelli (1445 ca.-1523) e successivamente completati, tra il 1505 e il 1508, da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (1477-1549), ubicato nel perimetro interno del Chiostro grande dell'Abbazia di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano (Siena).

Descrizione

Soggetto

Il ciclo di dipinti murali illustra la vita di san Benedetto da Norcia (480 ca.-547) in 36 scene[1] ispirate al racconto di san Gregorio Magno nel Libro II dei Dialoghi (593-594) e vengono di seguito descritte, seguendo l'ordine storico della biografia del Santo, non quello cronologico della composizione, poiché la decorazione iniziò dalla parete occidentale, quella dell'attuale ingresso al chiostro, nella quale sono ubicati i nove dipinti eseguiti dal Signorelli.

Sotto a ogni scena compare una didascalia, in italiano, descrittiva dell'episodio.

Lato orientale

Le scene del lato orientale vennero interamente dipinte, tra il 1505 e il 1508, ad affresco dal Sodoma. Esse raffigurano:

Storie della vita di san Benedetto da Norcia, lato est
N. Immagine Soggetto Descrizione Iscrizione
1 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.BendettosirecaaRoma 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia lascia la casa paterna e si reca a Roma[2] Il giovane Benedetto, in sella a un cavallo bianco si gira per un ultimo affettuoso saluto ai familiari con i volti malinconici. La donna seduta sulla mula è la nutrice Cirilla, che come persona di fiducia fu posta al seguito del giovane. Da notare:
  • la bimba cui un cagnolino morde la falda della veste;
  • due asini portabagagli (uno dei due mancante delle zampe anteriori), con un conduttore che beve dal fiasco.
  • sullo sfondo, una raffigurazione fantastica di Norcia, dove nella piazza si scorge un impiccato.
COME BENEDETTO LASCIA / LA CASA PATERNA E RECASI / A STUDIO A ROMA
2 Asciano Abb.MonteOliveto Sodoma S.BendettoabbandonascuolaRoma 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia abbandona la scuola di Roma[3] La scena è ambientata in un'aula a portico, dove compaiono:
  • al centro la cattedra con il rettore che legge e ai lati i suoi discepoli;
  • a destra, è ritratto il giovane Benedetto proprio nel momento dell'abbandono risoluto della scuola;
  • nel lato sinistro, si nota una veduta di Castel Sant'Angelo e del fiume Tevere.
COME BENEDETTO / ABBANDONA LA SCUOLA / DI ROMA
3 Asciano Abb.MonteOliveto Sodoma S.Bendettoriparacapisterorotto 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia ripara miracolosamente il capistero rotto dalla sua balia Cirilla[4] Nella scena divisa in due parti, si notano:
  • a sinistra, la nutrice, in piedi e affranta, alla quale è caduto di mano il capistero,[5] accanto a lei il Santo, inginocchiato che sta pregando Dio, davanti al quale si trova il recipiente risaldato;
  • a destra, un gruppo di persone che ammirano il vassoio, aggiustato e appeso a una colonna, tra i quali si riconoscono i familiari del pittore e lui stesso di fronte a loro, isolato, in abiti da cavaliere.
COME BENEDETTO / RISALDA LO CAPISTERO / CHE ERA ROTTO
4 Asciano Abb.MonteOliveto Sodoma S.BenedettoriceveabitomonacoRomano 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia riceve l'abito eremitico dal monaco Romano[6] L'anziano monaco dà un abito come il suo a san Benedetto, inginocchiato, ai suoi piedi; sullo sfondo appare sul pendio di una montagna il borgo di Subiaco. COME ROMANO MONACO / DÀ LO ABITO EREMITICO / A BENEDETTO
5 Asciano Abb.MonteOliveto Sodoma S.BenedettocavernanutritoRomano 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia nella caverna nutrito dal monaco Romano[7] La scena inserita in uno splendido paesaggio, presenta il Santo in preghiera davanti a una grotta, mentre dall'alto il monaco Romano cala il cibo in un cesto, la cui fune era munita di campanella che dondolando suonava, ma il demonio con un sasso la ruppe. Si noti, il volto di san Benedetto che non è più incorniciato dai lunghi capelli biondi e presenta una leggera barba. COME LO DIMONIO / ROMPE LA CAMPANELLA
6 Asciano Abb.MonteOliveto Sodoma S.Benedetto-invitato-daprete 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia invitato a pranzo dal prete nel giorno di Pasqua[8] Nella scena divisa in due parti, si osservano:
  • a destra, il sacerdote che, al richiamo di una misteriosa voce, rivolge la fronte in alto, alla finestra, dalla quale penetra una mistica luce e sulla quale è posta la figura di Gesù Cristo redentore e dietro di lui nella stanza il domestico prepara il pranzo;
  • a sinistra, san Benedetto seduto davanti alla mensa, imbanditagli dalla carità, ha il volto aperto al ringraziamento e il sacerdote inginocchiato, in atteggiamento d'ammirazione, sembra quasi scusarsi del povero cibo recato, accanto ai due il domestico, in piedi, che mesce il vino.
COME UN PRETE ISPIRATO / DA DIO PORTA DA MANGIARE A BENEDETTO NEL GIORNO / DELLA PASQUA
7 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto+contadini 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia riceve doni dai contadini[9] Nella scena si vedono:
  • a sinistra, san Benedetto seduto sulla roccia, in atteggiamento composto, ispirato e solenne, intento a insegnare;
  • a destra, alcuni contadini, realisticamente resi nelle vesti e nei gesti, con volti differenti e assorti nell'ascolto.
COME BENEDETTO AMMAESTRA / NELLA SANTA DOTTRINA / I CONTADINI CHE LO VISITANO
8 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-tentatodemonio 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia tentato dal demonio si getta nudo nel cespuglio di rovi[10] Nella scena si notano:
  • a sinistra, san Benedetto seduto affranto, quasi vinto, che si regge la testa con una mano;
  • in alto, l'angelo buono che mette in fuga lo spirito del male con un corpo dalle fattezze femminili che traspaiono tra i veli;
  • a destra, il Santo sfugge alle tentazioni gettandosi nudo nel roveto.
COME BENEDETTO / TENTATO D'IMPURITÀ / SUPERA LA TENTAZIONE
9 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto.abate+monaci 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia accetta di diventare abate di un gruppo di monaci'[11] Nel dipinto si vede san Benedetto, in piedi, davanti al quale sono alcuni monaci inginocchiati. Sullo sfondo, il loro cenobio verso il quale il gruppo con il Santo si incammina. COME BENEDETTO AI PRIEGHI / DI ALCUNI EREMITI / ACCONSENTE AD ESSERE LORO / CAPO ED ABBATE
10 10 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-benedicevinoavvelenato 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia benedice il vino avvelenato[12] L'episodio gregoriano racconta che, essendo i monaci molto trascurati e rilassati nelle regole, san Benedetto cominciò a riprenderli: prima dolcemente e poi più autorevolmente. Essi, però, insofferenti a ogni disciplina pensano di liberarsi di lui offrendogli una coppa di vino avvelenato, la provvidenza salva il Santo facendo sì che il bicchiere si spezzi al momento della benedizione. Si notano:
  • i volti dei monaci (gli stessi della scena precedente) variamente contratti e irritati, mentre quello di san Benedetto segnato da un naturale sdegno e dal perdono;
  • nel fondo del corridoio, dietro le spalle di san Benedetto, i monaci che preparano il vino avvelenato.
COME BENEDETTO SPEZZA / COL SEGNO DELLA CROCE UN / BICCHIERE DI VINO AVVELENATO
11 11 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-costruisce12monasteri 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia fa edificare dodici monasteri[13] Al centro, della scena san Benedetto con una verga sulla mano destra, guarda verso l'impalcatura, dando ordini a un muratore seduto sopra. Si nota:
  • l'imbianchino dipinge con una lunga canna piumata gli archi già ultimati;
  • un muratore sale sulla scala trasportando il materiale;
  • uno scalpellino, in primo piano, sta lavorando una pietra in modo energico e vivo.
COME BENEDETTO / COMPIE LA EDIFICAZIONE / DI DODICI MONASTERI

Lato meridionale

Nelle scene del lato meridionale, che furono anche queste interamente dipinte, tra il 1505 e il 1508, ad affresco dal Sodoma, sono raffigurati:

Storie della vita di san Benedetto da Norcia, lato sud
N. Immagine Soggetto Descrizione Iscrizione
12 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-accoglieSS.Mauro+Placidofanciulli 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia accoglie san Mauro e san Placido fanciulli[14] Nella scena si vedono i due ragazzi Mauro e Placido, giunti da Roma, accompagnati dai rispettivi padri e dal loro seguito, che vengono accolti con un atteggiamento di amore paterno da san Benedetto. Nel dipinto si notano:
  • la classica monumentalità del gruppo principale con il Santo e quello con i cavalieri e gli armati, tra i quali spicca uno splendido cavallo;
  • nello sfondo, monumenti di Roma;
  • nei due gruppi, tra i personaggi sono ritratti Luca Signorelli e altri pittori contemporanei.
COME BENEDETTO RICEVE / LI DUE GIOVANETTI ROMANI / MAURO E PLACIDO
13 13 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-esorcizzamonaco 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia esorcizza un monaco[15] Nella scena, suddivisa in tre momenti, si osservano: COME BENEDETTO LIBERA / UN MONACO INDEMONIATO / PERCUOTENDOLO
14 14 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-fascaturiresorgente 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia fa scaturire la sorgente di un fiume[16] Nel dipinto si vedono: COME BENEDETTO PREGATO / DAI MONACI PRODUCE L'ACQUA / DALLA CIMA DEL MONTE
15 15 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-riattaccamanicoscure 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia immerge il manico della scure nell'acqua e la lama miracolosamente torna a posto[17] La scena è suddivisa in tre tempi:
  • un monaco (nel racconto gregoriano è detto il Goto), smarrito, osserva il manico della roncola caduta nelle acque del lago;
  • il monaco, inginocchiato e addolorato, accompagnato san Mauro, racconta a san Benedetto l'accaduto;
  • il Santo, curvo sulle acque del lago, immerge il manico e la lama miracolosamente torna a posto. Si nota: a destra, sul lago, alcuni bagnanti che praticano il pugilato e altri che si divertono.
COME BENEDETTO FA / TORNARE NEL MANICO UN / RONCONE CHE ERA CADUTO / NEL FONDO DEL LAGO
16 16 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-salvaS.Placido 1505-08.jpg San Mauro mandato da san Benedetto da Norcia salva san Placido tirandolo per i capelli[18] La scena è suddivisa in due parti: COME MAURO MANDATO / A SALVARE PLACIDO / CAMMINA SULLE ACQUE
17 17 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-trasformavinoinserpente 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia converte in serpente un fiasco di vino nascostogli da un garzone[19] L'episodio gregoriano, narrato nel capitolo XVIII dei Dialoghi, racconta che un garzone, mandato a portare due fiaschi di vino al Santo ne aveva nascosto uno per tenerlo per sé, ma questo viene convertito in serpente.

Il dipinto, suddiviso in due parti, presenta:

  • a sinistra, il garzone che presenta il fiasco a san Benedetto, il quale lo ammonisce;
  • a destra, il ritrovamento del fiasco con il serpente.
COME BENEDETTO CONVERTE / IN SERPE UN FIASCO DI VINO / NASCOSTOGLI DA UN GARZONE
18 18 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Bendetto-comandacorvo 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia comanda a un corvo di portare via il pane avvelenato[20] La scena narra il secondo attentato alla vita del Santo: un sacerdote di nome Fiorenzo, invidioso della fama di santità di Benedetto, gli manda un pane avvelenato, ma questi avvertito dalla Provvidenza divina lo getta a un corvo che lo porta via.

Il dipinto, suddiviso in tre momenti, presenta:

COME FIORENZO / TENTA DI AVVELENARE / BENEDETTO
19 19 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma Fiorenzo-mandaprostitute 1505-08.jpg Fiorenzo manda donne di malaffare al monastero[21] La scena raffigura l'episodio narrato da san Gregorio, nel quale il sacerdote Fiorenzo, deluso dal suo precedente attentato, manda alcune giovani donne a danzare sotto il monastero, nella speranza che la seduzione del piacere possa allontanare i monaci dai propri doveri: è questo atto contro san Benedetto e la sua opera che lo indurrà ad allontanarsi da Subiaco per raggiungere Montecassino.

Su un magnifico sfondo architettonico, la scena si presenta divisa in due gruppi:

  • a destra, le giovani donne, alcune danzanti, dagli sguardi e movenze che emanano fascino e grazia femminile;
  • a sinistra, i monaci che partono con il Santo per un'ignota destinazione.

Da notare l'influsso leonardesco nei volti femminili.

COME FIORENZO / MANDA MALE FEMMINE / AL MONASTERO

Lato occidentale

Le scene del lato occidentale vennero dipinte - tranne la prima e l'ultima - dal 1497 al 1499, ad affresco da Luca Signorelli, largamente aiutato dalla bottega. I dipinti interamente autografi del pittore cortonese sembrano essere solo due:

Le scene su questo lato raffigurano:

Storie della vita di san Benedetto da Norcia, lato ovest
N. Immagine Soggetto Descrizione Datazione Autore Iscrizione
20 20 Asciano Abb.MonteOlivetoMag B.Neroni S.Benedetto-inviaSS.Mauro+Placido 1534.jpg San Benedetto da Norcia manda san Mauro in Francia e san Placido in Sicilia[22] Il dipinto descrive l'invio di san Placido e san Mauro in missione evangelizzatrice, anche se questi due eventi sono accaduti in momenti differenti, poiché la partenza del primo per la Sicilia avvenne verso il 537, mentre quella del secondo per la Francia nel 546 circa.

Si nota la qualità inferiore dell'opera, rispetto agli altri dipinti del ciclo, poiché questa venne eseguita da Bartolomeo Neroni detto il Riccio, genero del Sodoma.

1534 Bartolomeo Neroni detto il Riccio BENEDETTO INVIA / MAURO IN FRANCIA / E PLACIDO IN SICILIA
21 21 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli DiopunisceFiorenzo 1497-99.jpg Dio punisce Fiorenzo[23] In questa scena, la prima dipinta dal Signorelli, si vede un monaco inginocchiato davanti a san Benedetto che racconta come Dio ha punito il sacerdote Fiorenzo, mentre festeggiava per la propria vittoria, facendolo morire sotto le macerie della sua casa, improvvisamente crollata, dopo la partenza del religiosi. Si notano:
  • i volti sorpresi dei monaci;
  • il corpo di Fiorenzo tra le macerie;
  • quattro demoni che infieriscono sulle rovine della casa;
  • due demoni che portano via l'anima del malvagio, mentre un terzo lo percuote.
1497-1499 Luca Signorelli COME DIO PUNISCE FIORENZO
22 22 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.Benedetto-converteabitanti 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia converte gli abitanti di Montecassino[24] Il dipinto raffigura la prima evangelizzazione del territorio di Montecassino, dove sulla vetta sarà edificato il celebre monastero. Nella scena si vede:
  • in primo piano, san Benedetto, aiutato da due monaci, che predica il Vangelo agli abitanti del luogo;
  • in secondo piano, a destra, un gruppo di religiosi intenti ad abbattere con le funi il simulacro del dio Apollo all'interno di un ambiente di nitida e ancora pierfrancescana prospettiva.
1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO / EVANGELIZZA GLI ABITANTI / DI MONTE CASSINO
23 23 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.Benedetto-miracolopietra 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia e il miracolo della pietra[25] Il dipinto presenta come il demonio perseguitò in vari modi san Benedetto. Nella scena si vede:
  • al centro, tre monaci che dopo aver inutilmente provato a smuovere una grande pietra vi riescono solo quando non il Santo l'ha benedetta;
  • a sinistra, alcuni religiosi scavando trovano un idolo;
  • a destra, quattro monaci stanno spegnendo un fuoco fatuo.
1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO RISUSCITA / LO MONACELLO CUI ERA / CADUTO LO MURO ADOSSO
24 24 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.Benedetto-resuscitamonaco 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia resuscita un monaco ucciso dal crollo di un muro[26] La scena è il completamento della precedente, poiché narra come il demonio fa precipitare un monaco sotto le macerie dell'edificio che stava costruendo. Tre religiosi ne raccolgono il corpo e lo trasportano davanti al Santo che con la sua benedizione lo resuscita: quest'ultimo elemento iconografico anticipa il particolare del Trasporto di Gesù Cristo nel dipinto con la Pietà tra santi (1502-1503) del Duomo di Orvieto.[27] 1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO RISUSCITA / LO MONACELLO CUI ERA / CADUTO LO MURO ADDOSSO
25 25 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.Benedetto-rimprovera2monaci 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia rimprovera due monaci che avevano violato la Regola mangiando in una locanda[28] Il dipinto, un capolavoro di straordinario realismo con ben pochi confronti nella pittura italiana dell'epoca, presenta la scena con due monaci che pranzano in una locanda, e, sullo sfondo, a destra, san Benedetto che li rimprovera per aver violato la Regola che non consentiva ai religiosi di mangiare fuori da monastero.

L'opera, molto deteriorata, mostra l'interno di un'osteria, descritta con grande attenzione alla realtà quotidiana. È questa un'autentica e ampia cucina toscana, con la porta socchiusa contro la calura estiva, dove si notano:

  • in primo piano, Due avvenenti locandiere indaffarate (non senza qualche civetteria popolaresca) a servire i monaci, seduti davanti a un tavolo imbandito, visibilmente soddisfatti dal loro illecito desinare.
  • in secondo piano, Fanciullo che porta fra le mani un recipiente colmo e avanza, a piccoli passi, attento a non rovesciarne il contenuto.
  • Altre due donne, sullo sfondo, sono occupate nelle loro loquaci faccende domestiche.
  • Giovane di spalle (elemento tipicamente signorelliano) ritratto in controluce fra i due battenti semiaperti.
1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO / DICE ALLI MONACI DOVE E / QUANDO AVEVANO MANGIATO / FUORI DEL MONASTERO
26 Come benedetto rimprovera di violato digiuno lo fratello di valeriano monaco.jpg San Benedetto da Norcia rimprovera il fratello del monaco Valeriano per aver violato il digiuno[29] Nella scena, suddivisa in tre momenti, si vedono:
  • a destra, il giovane che ogni anno si recava digiuno a Montecassino con un compagno, sciancato e sbracato, dalle sembianze umane ma che si comprende essere il diavolo per le corna che spuntano fra i capelli, rivelando la sua essenza demoniaca;
  • a sinistra, in fondo, i due compagni intenti a rifocillarsi;
  • in primo piano, il Santo concede il perdono al giovane inginocchiato.
1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO / RIMPROVERA DI VIOLATO / DIGIUNO LO FRATELLO / DI VALERIANO MONACO
27 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.BendettoaccoglieTotila 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia riconosce il falso Totila[30] Questo dipinto e il successivo raccontano l'episodio dell'incontro tra san Benedetto e Totila, re dei goti. In questa prima scena si vede:
  • al centro, lo scudiero Riggo, inginocchiato e camuffato da Totila, giunge di fronte al Santo, il quale lo invita a spogliarsi delle vesti non sue;
  • la folla intorno composta di monaci e guerrieri esprime il suo stupore;
  • sullo sfondo Riggo, tornato all'accampamento, racconta la vicenda a Totila.

Si tratta di una scena affollata e impostata a un gusto teatrale.

1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO / DISCOPRE LA FINZIONE / DI TOTILA
28 28 Asciano Abb.MonteOlivetoMag L.Signorelli S.Benedetto-riceveTotila 1497-99.jpg San Benedetto da Norcia riceve la visita di Totila;[31] Dipinto integrativo del precedente, in cui si vede il vero Totila inginocchiato davanti al Santo, anche questo impostato come una scena teatrale. 1497-1499 Luca Signorelli COME BENEDETTO / RICONOSCE ED ACCOGLIE / TOTILA
29 Risurrezione di un giovane Il dipinto è andato distrutto per l'ingrandimento di una porta d'accesso al chiostro. 1497-1499 Luca Signorelli
30 30 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-predicedistruzioneMontecassino 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia predice la distruzione di Montecassino[32] Il dipinto raffigura la distruzione del monastero, vaticinata dal Santo: la devastazione a cui si allude è quella condotta dai Longobardi nel 581. Nella scena si nota:
  • a destra, sullo sfondo, san Benedetto addolorato predice a un nobile uomo di nome Teoprobo, in occasione di una sua visita al cenobio, la distruzione di Montecassino.
  • in primo piano, il gruppo formato da barbari vigorosi e fieri cavalli.
1505-1508 Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma COME BENEDETTO / PREDICE LA DISTRUZIONE / DI MONTE CASSINO

Lato settentrionale

Le scene del lato settentrionale vennero interamente dipinte, tra il 1505 e il 1508, ad affresco dal Sodoma. Esse raffigurano:

Storie della vita di san Benedetto da Norcia, lato nord
N. Immagine Soggetto Descrizione Iscrizione
31 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodomai S.Bendettoricevefarina+condivide 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia riceve farina in abbondanza e ne ristora i monaci[33] La scena narra la fiducia di san Benedetto nella divina Provvidenza. L'immagine raffigura un suo miracolo, quando nel monastero di Montecassino scarseggiava la farina e i monaci erano preoccupati di rimanere senza pane e per questo erano sfiduciati sul loro futuro. Dopo averli rimproverati per la mancanza di fede, il Santo li rassicura che il giorno seguente ne avrebbero avuto in abbondanza e cosi avvenne. Nella scena divisa in due parti si vedono: COME BENEDETTO OTTIENE / FARINA IN ABBONDANZA / E NE RISTORA I MONACI
32 32 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-appare2monaci 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia appare a due monaci e mostra loro il modello del monastero[34] L'episodio gregoriano narra che san Benedetto, invitato da un nobile di Terracina, inviò alcuni monaci a costruirvi un monastero, affermando che lui stesso andrà a dare indicazioni per la sua edificazione. Per questo il Santo apparirà in sogno al superiore della nuova comunità cenobitica. Nella scena, suddivisa in due parti, sono raffigurati:
  • a sinistra, san Benedetto con in mano un modello di una chiesa appare in sogno a due religiosi addormentati;
  • a destra, alcuni monaci e muratori intenti a varie attività.

Da notare:

  • nel monaco con il filo a piombo, tradizionalmente, si riconosce il ritratto di Giovanni da Verona (1457 ca.-1525), architetto, intarsiatore, miniatore e scultore, che in quel periodo si trovava a Monte Oliveto per realizzarne il coro.
  • l'iscrizione latina sulla parete di fondo del dormitorio nel quale si legge:

(LA) (IT)
« SIT NOX CUM SOMMO / ET SINE LITE DIES » « La notte sia con il sonno e il giorno senza litigio »
COME BENEDETTO APPARE A / DUE MONACI LONTANI E LORO / DISEGNA LA COSTRUZIONE / DI UN MONASTERO
33 33 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-scomunica2religiose 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia scomunica due religiose e le assolve dopo la loro morte[35] L'episodio gregoriano narra che due religiose, che vivevano nella propria casa, erano state ammonite da san Benedetto, perché spesso tormentavano un loro servo con parole offensive e maldicenze; ma esse, avevano perseverato nel loro cattivo vizio. Dopo la loro morte, una donna le vide uscire dal sepolcro e memore del rimprovero del Santo alle due religiose va da lui e gli racconta l'accaduto. San Benedetto dà alla donna un'elemosina da offrire per le due defunte e queste subito ritrovano la pace nel sepolcro. Nel dipinto si osserva:
  • a sinistra, le religiose che escono dalla tomba;
  • nel centro, la celebrazione della Messa e, davanti, alcuni fedeli che partecipano al rito. Si nota, due interessanti particolari: il gruppo dei cantori (a destra) e due bambini che giocano (in primo piano).
COME BENEDETTO SCOMUNICA / DUE RELIGIOSE E LE ASSOLVE / POI CHE FURONO MORTE
34 34 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto+cadaveremonaco 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia fa portare l'ostia consacrata sul cadavere di un monaco che la terra non vuole ricevere[36] Il dipinto raffigura la vicenda di un giovane monaco che era andato a visitare i propri genitori senza l'autorizzazione di san Benedetto. Essendo qui morto e sepolto, per due giorni il suo corpo non trovò pace e fu ritrovato sopra la terra. I familiari avvertono san Benedetto dell'accaduto, che gli ordina di porre sopra il morto l'eucaristia e subito il cadavere trova la pace nel sepolcro. La scena, suddivisa in due parti, presenta: COME BENEDETTO FA PORTARE / IL CORPO DI CRISTO SOPRA IL / CORPO DEL MONACO CHE LA / TERRA NON VOLEVA RICEVERE
35 35 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-perdonamonaco 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia perdona un monaco che tenta di fuggire dal monastero[37] L'episodio racconta di un giovane monaco che voleva lasciare il monastero, al quale san Benedetto concede - pur avendo cercato di farlo desistere - di andarsene, ma che, appena fuori, si vede venire incontro un terribile mostro, scorgendo in questo un segno divino, chiede perdono al Santo e rientra nel cenobio. Nel dipinto è presentato: COME BENEDETTO PERDONA / AL MONACO CHE VOLENDO / SFUGGIRE DAL MONASTERO / TROVA UN SERPENTE PER LA VIA
36 36 Asciano Abb.MonteOlivetoMag Sodoma S.Benedetto-liberacontadino 1505-08.jpg San Benedetto da Norcia libera dai legacci un contadino solo con lo sguardo[38] Nell'ultima scena è descritto l'episodio di un contadino che era stato legato e minacciato da un uomo crudele per impossessarsi dei suoi beni e che verrà salvato e liberato miracolosamente dal Santo. COME BENEDETTO SCIOGLIE / UN CONTADINO CHE ERA / LEGATO SOLO A GUARDARLO

Note stilistiche, iconografiche e iconologiche

Dipinti di Signorelli

  • I dipinti, seppur realizzati in grande fretta, denotano lo sforzo creativo dell'autore che immette, come sua consuetudine, più episodi nella stessa scena, distribuendo su vari piani della raffigurazione personaggi e momenti differenti del racconto.
  • Nelle scene si rileva l'originalità del linguaggio artistico del Signorelli, in particolare nella rappresentazione di figure piene di tensione, di vitalità e anche di intesa drammaticità. Esaminando, infatti, i dipinti, aldilà delle disparità stilistiche dovute all'impiego di vari collaboratori, sono da evidenziare le vivaci narrazioni inserite in paesaggi ariosi grazie a un chiaro impianto compositivo.

Dipinti del Sodoma

  • Nel ciclo di dipinti prosegue il progressivo cambiamento e maturazione artistica del Sodoma che era già iniziato negli affreschi eseguiti, tra 1502 e il 1503, nel Monastero di Sant'Anna in Camprena. In quel caso le componenti giovanili del suo stile "lombardo" già si erano mitigate con l'elaborazione di influssi umbro-toscani, conseguenti al suo trasferimento a Siena. A Monteoliveto, il pittore trae insegnamento dalle scene realizzate dal Signorelli, ma la gamma delle espressioni e fisionomie dei suoi personaggi spazia da quelle più caricaturali a quelle più soavi e delicate, palesando la diretta discendenza dagli studi sui tipi umani e sulle emozioni di Leonardo. L'accostamento all'opera di Leonardo non è solo dovuto ai ricordi della sua formazione giovanile, poiché nei dipinti vari elementi rimandano alla più vicina e recente Battaglia di Anghiari, risalente al soggiorno fiorentino del grande maestro del 1503.
  • Le ricorrenti citazioni a monumenti, scorci e architetture della Roma antica rimandano alla cultura antiquaria, vivace soprattutto nell'ambiente romano, mentre si riferiscono le rappresentazioni degli ambienti interni e le soluzioni prospettiche richiamano quelle del Bramante e i sapienti giochi di luce e di ombra risalgono alle sue giovanili esperienze formative in Lombardia.
  • Nelle scene, ma soprattutto nella decorazione a grottesche e a monocromo, Sodoma utilizza un repertorio ricco di mostri, capricci e fantasie che ricava e interpreta con grande libertà dalle fonti antiche e moderne, sia visive, sia letterarie che vanno dalle grottesche della Domus Aurea a Roma, alle decorazioni di antichi oggetti rituali, alle descrizioni degli esseri favolosi di Plinio, alle incisioni del Liber Cronicarum, redatto dal fisico e umanista Hartman Schedel e stampato a Norimberga nel 1493, mentre il fregio dipinto con il Trionfo di Nettuno (vicino al De profundis) è ripreso dalla Zuffa degli dei marini in un'incisione di Andrea Mantegna.

Notizie storico-critiche

Il ciclo di dipinti murali venne commissionato dall'abate Domenico Airoldi, a Luca Signorelli, che vi lavorò dal 1497 al 1499, ma chiamato alla più prestigiosa commissione della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto, abbandonò l'opera, che venne poi completata tra il 1505 e il 1508, da Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma: chiamato ancora dall'Airoldi che nel nel 1505 era stato rieletto superiore del monastero. Solo un dipinto, ubicato nel lato occidentale, fu eseguito da Bartolomeo Neroni detto il Riccio (1505 ca.-1571), genero del Sodoma.

Note
  1. Le scene, che attualmente si conservano sono 35, poiché una è andata distrutto con l'ingrandimento di una porta d'accesso al chiostro.
  2. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  3. Ibidem
  4. Ibidem
  5. Il capistero è un recipiente di legno, specie di vassoio rettangolare, adoperato per vari usi, come mondare il grano o anche lavarvi i panni e portarli sul capo.
  6. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri"
  7. Ibidem
  8. Ibidem
  9. Ibidem
  10. Ibidem
  11. Ibidem
  12. Ibidem
  13. Ibidem
  14. Ibidem
  15. Ibidem
  16. Ibidem
  17. Ibidem
  18. Ibidem
  19. Ibidem
  20. Ibidem
  21. Ibidem
  22. Ibidem
  23. Ibidem
  24. Ibidem
  25. Ibidem
  26. Ibidem
  27. Ibidem
  28. Ibidem
  29. Ibidem
  30. Ibidem
  31. Ibidem
  32. Ibidem
  33. Ibidem
  34. Ibidem
  35. Ibidem
  36. Ibidem
  37. Ibidem
  38. Ibidem
Bibliografia
  • R. Bartalini, Le occasioni del Sodoma: dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello, Editore: Donzelli, Roma 1996
  • Enzo Carli, Le storie di San Benedetto a Monteoliveto Maggiore, Editore: Silvana, Milano 1980
  • Congregazione Benedettina Olivetana (a cura di), Monte Oliveto Maggiore: l'abbazia nata da un sogno, Editore: L'Ulivo, Genova 2002
  • Fabio De Chirico et al. (a cura di), Luca Signorelli, Editore: Silvana, Milano 2012, pp.33-35, 79-80 ISBN 9788836622597
  • Antonio Paolucci, Luca Signorelli, col. "I Grandi Maestri dell'Arte", Editore: Scala, Firenze 1990, pp.34-43 ISBN 9788881170258
  • Touring Club Italiano (a cura di), Toscana, col. "Guide Rosse", Editore: Touring, Milano 2013, pp.629-634 ISBN 9770390107016
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