Tabor

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Monte Tabor
Monte Tabor.jpg
Il villaggio di Daburiyya, sulle pendici del monte Tabor, in Galilea
Paese bandiera Israele
Regione Galilea
Altezza 600 m s.l.m.
Coordinate 32°41′14″N 35°23′25″E / 32.6871, 35.3904
Santo Gesù
Miracolo Trasfigurazione di Gesù
Santuario Chiesa della Trasfigurazione
Monte Tabor è posizionata in Israele
Monte Tabor

Coordinate: 32°41′14″N 35°23′25″E / 32.6871, 35.3904

Il Monte Tabor è una montagna della Galilea, in Terra Santa, attualmente in territorio dello stato di Israele. Tradizionalmente viene identificato come l'"alto monte" sul quale avvenne la trasfigurazione di Gesù (Mt 17,1-8; Mc 9,2-8; Lc 9,28-36). Un'altra ipotesi è che la trasfigurazione sia avvenuta sul monte Ermon.

Nella Bibbia

La montagna viene menzionata per la prima volta nella Bibbia come il limite tra le aree di tre tribù perdute di Israele: quella di Zabulon, quella di Issachar e la tribù di Neftali (Gs 19,22).

Debora, la profetessa, mandò Barak sul monte Tabor per organizzare la lotta contro Sisara (Gdc 4,6).

Geologia

Il monte Tabor è in realtà una collina, che si eleva di circa 400 metri sulla pianura circostante; l'altezza della cima sul livello del mare è di circa 600 m.

La montagna non è un vulcano, ma un'area elevata circondata da terreni di subsidenza, che in geologia viene definita Horst. Nonostante la sua prossimità alle montagne di Nazaret, costituisce una formazione geologica separata.

Posizione strategica

Nei pressi della montagna passa l'importante strada di comunicazione tra il nord e il sud della Galilea, la Via Maris che procede dalla valle di Izreel verso nord in direzione della Siria e di Damasco. La posizione del monte, che sovrasta la giunzione stradale, con la sua forma tozza e prominente sull'area circostante, gli diede un valore strategico, e in effetti molte guerre sono state condotte nell'area in diversi periodi della storia.

Nella storia

Il periodo del Secondo Tempio di Gerusalemme

Nell'epoca del Secondo Tempio, il Monte Tabor era uno dei picchi montuosi sui quali era abitudine accendere fuochi per informare i villaggi del nord delle festività e dell'inizio del periodo della luna nuova.

Alessandro Maccabeo, condottiero militare della casa degli Asmonei, comandò una ribellione armata di 31.000 uomini provenienti dalla Giudea, contro Aulo Gabinio, governatore romano della Siria, che lo sconfisse in una battaglia nei pressi del monte Tabor. Circa 10.000 guerrieri ebrei vennero uccisi in battaglia, e lo stesso Alessandro Maccabeo venne catturato e ucciso.

Nel 66 d.C., durante la prima guerra giudaica, gli ebrei della Galilea si trincerarono sulla montagna, e lì riuscirono a resistere con successo contro l'assalto dei romani. Il Monte Tabor era una delle 19 fortificazioni preparate dai ribelli della Galilea, sotto il comando di Yosef Ben Matityahu. Questi fu catturato dai romani e graziato dai Flavi, e divenne in seguito Giuseppe Flavio. Secondo quanto lui stesso scrive nella sua opera La Guerra Giudaica, l'imperatore Tito Flavio Vespasiano inviò un'armata di 600 cavalieri, sotto il comando di Platsidus, con il compito di combattere i ribelli. Platsidus si rese conto dell'impossibilità di prendere la cima del monte con le forze a sua disposizione, e dunque chiese ai ribelli nella fortezza di scendere da essa per negoziare. Un gruppo di ribelli giudei discese dalla montagna fingendo il proposito di negoziare con Platsidus, ma venendogli incontro l'attaccarono. Inizialmente le forze romane si ritirarono, ma mentre si trovavano nella vallata, invertirono la marcia, dirigendosi di nuovo verso il monte, attaccarono i ribelli, e ne uccisero molti, ostruendo ai ribelli superstiti la via verso la cima del monte. Molti dei ribelli abbandonarono la Galilea e tornarono a Gerusalemme. Il resto dei ribelli rimase nella fortezza. Dopo aver esaurito le riserve d'acqua, parte di essi morì suicida, altri si arresero, consegnando infine il monte alle truppe di Platsidus.

Dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, l'insediamento ebraico sul monte Tabor venne rinnovato.

Prima dell'acquisto cristiano

Sul Tabor i bizantini costruirono le tre chiese di cui parla l'Anonimo Piacentino che le visiterà nel 570.

Un secolo dopo Arculfo vi trovò un gran numero di monaci, e il Commemoratorium de Casis Dei (IX secolo) menziona il vescovado del Tabor con diciotto monaci al servizio di quattro chiese. Successivamente, in epoca crociata, i Benedettini costruirono anche un'abbazia, circondando gli edifici di una cinta fortificata; la cima del monte venne spianata per costruirvi il monastero.

Distrutto il tutto dal sultano Al-Malik (1211-12) per costruirvi una fortezza, i cristiani vi tornarono nuovamente, costruendovi un santuario. Anche questo sarebbe stato distrutto per ordine del sultano Baibars (1263), lasciando il monte desolatamente abbandonato per oltre quattro secoli.

Del monastero rimane solo il portale d'ingresso in pietra, chiamato Porta del vento.

L'acquisto da parte dei cristiani

Chiesa della Trasfigurazione, sul Monte Tabor

Il Monte Tabor fu acquisito dai cristiani nel 1631 ad opera del Custode di Terra Santa Diego Campanile da Sanseverino, il quale mandò i frati ad abitarlo[1].

Due secoli dopo, nel 1854, essi cominciarono a studiare le rovine del passato, iniziando nuove costruzioni che culminarono con l'attuale Basilica a tre navate, eseguita su disegno dell'architetto Antonio Barluzzi; essa fu inaugurata nel 1924.

Possibilità di visita

Il luogo è visitato da molti turisti e pellegrini; la strada che si snoda lungo il fianco della montagna è chiusa al traffico, ma vi è un servizio di pullmini navetta che porta fino all'ingresso della spianata, oppure si può salire a piedi in circa 45 minuti dal parcheggio.

Note
  1. Basilio Pergamo, Il Padre Diego Campanile da Sanseverino (1574-1642), in Studi Francescani, Gennaio 1942.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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