Diavolo

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(Reindirizzamento da Demonio)
Raffaello Sanzio e Giulio Romano, San Michele Arcangelo sconfigge satana (1518); Parigi, Museo del Louvre

Il Diavolo (dal latino diábolus, derivato direttamente dal greco Διάβολος, Diábolos, cioè "Colui che divide": dal verbo διαβάλλω, diabállo, che significa "separare") o satana (Ebraico שָׂטָן Shaitan , in greco Σατανᾶς, Satanâs, in latino Satanas, in Aramaico שִׂטְנָא satani;) cioè "Avversario"; "accusatore") e gli altri demoni sono angeli, cioè puri spiriti (CCC 330), creati da Dio e decaduti per avere liberamente rifiutato di servire Dio e il suo disegno. La loro scelta contro Dio è definitiva. Essi odiano l'uomo e tentano di associarlo alla loro ribellione contro Dio. Questi spiriti, nella consapevolezza di non poter mai raggiungere la superiorità di Dio, si trovano in uno stato di perenne sofferenza. Tuttavia, nella loro invidia e superbia, sono orgogliosi d'aver ripudiato l'onnipotenza Divina.[1]

Nella Tradizione e nelle Scritture

Le Sacre Scritture parlano del diavolo centinaia di volte: dal terzo capitolo della Genesi (tentazione di Adamo ed Eva) agli ultimi capitoli dell'Apocalisse. Gesù stesso è venuto nel mondo per sottrarre il mondo al potere di satana e distruggere le sue opere (1Gv 3,7-10; 1Gv 5,18-21). Satana, infatti, è il principe di questo mondo, ma non può nulla contro il Cielo (Gv 12,28-32), (1Gv 5,19).

Contrariamente a ciò che avviene per le creature terrestri, gli Angeli (e i demoni) non hanno tutta la vita per potersi redimere e scegliere liberamente l'amore di Dio, bensì devono immediatamente, all'istante stesso della loro creazione, scegliere se amare o odiare Dio cioè "cadere".[2]

Tale "caduta" (Ap 12,9) di questi spiriti, creati con libera scelta, consiste nell'avere radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori:

  • "Diventerete come Dio" (Gen 3,5).
  • "II diavolo è peccatore fin dal principio" (Gv 3,8),
  • "padre della menzogna" (Gv 8,44).

In principio il primo demone fu satana, creato con il nome di Angelo "Lucifero" (dal latino Lucifer, cioè "Portatore di luce") e quindi creatura buona che per sua libera scelta ha rinnegato Dio a favore del male (Is 14,11-15, Ez 28,12 14-16). Decadendo ha preso il nome di "satana" (Lc 10,18; CCC,391).

La sconfitta di satana contro il Cielo è ben interpretata nell'Apocalisse di Giovanni dove, Michele e la schiera degli angeli, combatterono, vincendo, contro gli altri angeli ribelli (12,7).

Secondo Cristo il diavolo è chiamato anche Beelzebùl (Mt 12,22-29; Lc 11,15) (dal nome dalla divinità fenicia Baal, e la cui traduzione letterale è "Signore delle Mosche"), ma anche maligno, belial, mefistofele o lucifero (è anche chiamato mitricoleon poiché, secondo un'antica tradizione ebraica, si fa piccolo con i grandi e grande con i piccoli.

Il diavolo tenta in continuazione l'umanità cercando con ogni mezzo e astuzia di allontanarla da Dio. Spesso ricorre anche alla possessione dell'anima per terrorizzarla e guidarla nel peccato (At 26,18).

I documenti del Concilio Vaticano II che parlano di Satana

Il Concilio Vaticano II non ha omesso di mettere in guardia contro l'attività del diavolo, richiamando con efficacia il costante insegnamento della Chiesa. Il testo più forte è sicuramente GS 37 (di cui si fa menzione chiara ed esplicita nei nn. 2851-2852-2853-2854 del CCC). Ma occorre anche leggere GS 2, GS 13, GS 22, SC 6, AG 3, AG 9, AG 14, LG 5, LG 16, LG 35, LG 48, LG 63, DH 11.

« Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene. »

Gesù, l'esorcista per eccellenza

Mattia Preti, Gesù Cristo sconfigge Satana (16551656), olio su tela; Napoli, Museo di Capodimonte

L'esorcismo è un'attività che Gesù ha svolto con frequenza nei suoi tre anni di vita pubblica. Molte pericopi dei Vangeli ci illuminano sulle facoltà di Gesù di scacciare i demòni[3]. Gesù dona inoltre ai discepoli il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattia e infermità[4] e, nell'esortare i suoi a parlare apertamente e senza timore, li mette in guardia su colui che ha il potere di far perire l'anima e il corpo nella Geenna[5]. Quando, poi, i discepoli mostrano al Maestro la propria soddisfazione per gli esiti favorevoli dei loro esorcismi, Cristo li mette in guardia dall'orgoglio[6]. Quando i demòni sono scacciati[7] avvengono guarigioni spirituali e interiori; guarigioni fisiche[8]. Nel Vangelo talvolta le malattie, guarite miracolosamente da Gesù, sono legate a un'azione straordinaria del demònio, mentre in molti altri casi hanno una origine naturale. Notiamo come Gesù libera e guarisce tra la folla presa dall'ammirazione[9]. Troviamo, liberazioni di uomini[10], donne[11] e bambini[12]. Notiamo ancora Gesù che parla dell’azione del demònio tentatore[13] e dà ai suoi apostoli il potere di scacciare lo spirito del Male[14], così come fa con i discepoli[15]. Mat insiste su varie liberazioni collettive, senza precisare il numero[16]. Luca, oltre a riportare gli episodi dell'indemoniato di Gerasa[17] e del ragazzo che gli Apostoli non erano riusciti a liberare[18], che troviamo anche in Matteo, riporta l'episodio della liberazione di una donna tenuta curva da diciotto anni per causa di una presenza demòniaca[19], ed ama insistere sulle liberazioni di molti[20]. Giovanni preferisce non soffermarsi su alcun episodio singolo, ma farci riflettere su osservazioni di carattere generale. Marco, già dall'inizio del suo vangelo, sottolinea per tre volte questo potere di Cristo[21] e la gente, acutamente, mette in relazione la predicazione di Gesù col suo potere di cacciare i demòni. In generale, nel N.T. possiamo rilevare centinaia di citazioni in cui viene menzionato il demònio e le sue opere. È importante sottolineare che negli stessi passi, è ovvia la vittoria di Cristo e la volontà della Salvezza.

Soggezione satanica

Tutta l'umanità è soggetta alle tentazioni sataniche, con le quali viene indotta al peccato.[22]

Tuttavia vi sono anime soggette anche alle possessioni e principalmente sono quelle che, volontariamente o meno, si avvicinano ai riti satanici e all'occultismo in genere o ricercano il potere, il benessere e la ricchezza ripudiando Dio e adorando il demonio (Mt 4,8-10). Queste anime, spinte dall'odio e dall'invidia, possono, con l'aiuto del demonio, indurre le possessioni e i malefici in coloro che sono estranei a queste pratiche occulte.

Non sono però escluse le vessazioni e le tentazioni inferte ai santi come, ad esempio, Padre Pio che subiva delle vere e proprie percosse o Madre Teresa di Calcutta che nella sua vita dedicata ai poveri e agli ammalati soffriva per le vessazioni spirituali.

Una delle più astute tentazioni di Satana trova concretezza nel far credere agli uomini che non esista o che l'inferno sia vuoto o inesistente. Questa menzogna è smentita molto palesemente nella Bibbia e soprattutto nei Vangeli. La Chiesa insegna che affermare l'inesistenza del diavolo è come non credere nella Sacre Scritture.

Le armi contro il demonio

La Chiesa, in relazione con le Sacre Scritture, nelle quali Gesù spesso libera le anime dal demonio, ci insegna come debellare questa forza satanica :

  • con il Battesimo, con il quale l'uomo è inizializzato al cristianesimo e liberato dalle forze del male a discapito del peccato originale. Con ciò non è possibile evitare il peccato durante la vita terrena, infatti in virtù del libero arbitrio donato da Dio, l'umanità è libera di scegliere come condurre la propria vita (CCC 1237 - 1731).
  • Con le virtù, in particolare la fortezza che assicura la fermezza e la costanza nella ricerca del bene. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni.
  • Con la preghiera, vera e propria arma contro l'influsso maligno[23][24].
  • Con la partecipazione liturgica e l'accostamento continuo ai Sacramenti come l'Eucaristia e la Confessione. Quest'ultima, in particolare, è la più temuta dal demonio in quanto vanifica e neutralizza tutto il suo lavoro di tentazione al peccato.[25]
  • Con il digiuno. Una vita sobria e non inquinata dai vizi, rende l'uomo meno vulnerabile all'influsso di satana.
  • Con l'Esorcismo. Contro le possessioni, i malefici e le tentazioni sataniche la Chiesa, offre questo magistero tramandatoci da Gesù in particolare nel Mt 10,8: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date."[26]

Riferimenti biblici

Riferimenti a satana

Riferimenti a diavolo

Riferimenti a demonio

Riferimenti a maligno

Note
  1. In una delle presunte apparizioni mariane di Medjugorje, la veggente Mirjana chiese alla Madonna: "Mamma cara, non sarebbe possibile che un dannato si pentisse? E non potrebbe chiedere perdono? E Dio, non potrebbe prenderlo dall'inferno e portarlo in Paradiso?" La Madonna sorridendo rispose: "Dio certo che potrebbe! Ma sono loro che non vogliono." L'irreversibilità dell'eternità dell'inferno è libera scelta dei dannati e dei demoni.
  2. L'interpretazione dei principali Padri della Chiesa come San Girolamo, Tertulliano, Origene, nonché San Gregorio Magno, San Cipriano di Cartagine, San Bernardo di Chiaravalle e Sant'Agostino di Canterbury, concorda nell'affermare l'originario stato angelico di Satana e dei suoi demoni, la caduta dal Cielo dovuta alla loro superbia e al loro desiderio di usurpare Dio e infine la loro causalità efficiente nell'aver tentato l'uomo e nell'aver dunque introdotto la morte e il male nella Creazione, che di per sé era perfetta.
  3. Lc 14,32; Lc 9,42; Mt 8,32; Gv 14,30-31; Mc 1,25
  4. Mt 10, l; Mc 3,14-15; Lc 9,1
  5. Mt 10,28
  6. Lc 10, 20
  7. Mt 8,16 e At 10,38
  8. B. CÒ, Combatti la buona battaglia. Liberazione e guarigione, Edizioni Segno, Udine 2000, pp. 53-56
  9. Mt 8, 16-17; Mt 9, 32-33; Mt 12, 22-23
  10. Mc 1, 21-28; Lc 4, 31-37; Mc 5, 1-20; Lc 8, 26-39; Lc 2, 14-25
  11. Mt 15, 21-38; Lc 13 10-17
  12. Mt 17, 14-21; Mc 9, 14-29; Lc 9, 37-43
  13. Mt 13, 3-4.19; Lc 22, 31-32
  14. Mt 10, 1; Mc 6, 6-7.12-13
  15. Lc 10, 16-8-9, 16-20
  16. Mt 4,24; 8,16
  17. Lc 5,1-20
  18. Lc 9,14-29
  19. Lc 13,11-17
  20. Lc 4,40-41; 6,18-19; 8,2
  21. Mc 1,23-27
  22. Satana ha cercato invano di tentare anche Gesù come Vero Uomo, ma la fede, la preghiera e il digiuno hanno dato un duro colpo al demonio. In virtù di questo insegnamento l'uomo non deve avere alcun timore di Satana.
  23. Le preghiere più efficaci, a disposizione dei fedeli per il combattimento sono il Rosario, le preghiere di liberazione e le comuni preghiere cristiane. Alcune preghiere più appropriate sono: "Al Signore Gesù", "A Maria", "A San Michele", "Preghiera per benedire i luoghi di vita e di lavoro", "Preghiera contro il maleficio" e "Preghiera di liberazione - Salmo 90".
  24. Il carattere esorcistico del cristianesimo è ben descritto da San Paolo in Ef 6,10-12. Einrich Schlier ha spiegato così questa rappresentazione della lotta del cristiano, che oggi appare sorprendente o anche strana:
    « I nemici non sono carne e sangue [...], il contrasto va più nel profondo. Si rivolge contro una quantità innumerevole di nemici che sono instancabilmente all'attacco, avversari non ben definibili che non hanno veri nomi, ma solo denominazioni collettive; sono anche a priori superiori all'uomo e questo per la loro posizione superiore, per la loro posizione "nei cieli" dell'esistenza, superiori anche per l'impenetrabilità e l'inattaccabilità della loro posizione. La loro posizione è, appunto, l'"atmosfera" dell'esistenza, un'atmosfera che essi diffondono intorno a sé, essendo infine tutti ricolmi di una malvagità sostanziale e mortale. »
  25. Per Don Bosco il peccato era un nemico da combattere con la forza di due sacramenti, confessione e comunione. San Paolo e Don Bosco non hanno paura di chiamare per nome il male: peccato, diavolo, satana, tentatore.
  26. L'"Esorcismo Solenne" chiamato anche "Grande Esorcismo", può essere praticato solo da un presbitero e solo con il permesso del vescovo. Con ciò bisogna procedere con prudenza e osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. Contrariamente, se praticato da persone inesperte e non autorizzate, la situazione potrebbe sfuggire al controllo. L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. Per quanto riguarda i fedeli laici, il cardinale Joseph Ratzinger, quando fu Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in una circolare Inde ab aliquot annis, del 29 settembre 1985 al n°2 scrive:
    « Ai fedeli cristiani non è lecito neppure fare uso di forme d'esorcismo contro satana e gli angeli ribelli ricavate da quella ufficiale pubblicata per ordine del Sommo Pontefice Leone XIII e molto meno devono far uso del testo integrale di questo esorcismo. I vescovi, se necessario, ammoniscano i fedeli su questo punto. »
    Tuttavia la lettera precisa che questo richiamo non deve affatto allontanare i fedeli dal pregare per ottenere la liberazione propria e altrui, anzi, è particolarmente consigliabile quando si percepisce che l'azione del demonio si fa più intensa in noi e nelle famiglie, quando sono calpestati i diritti di Dio e dell'uomo, nelle relazioni fra Stati e nelle persecuzioni contro la Chiesa
Bibliografia
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