Baltasar Gracián

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Baltasar Gracián, S.J.
Presbitero
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Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 57 anni
Nascita Belmonte de Calatayud
8 gennaio 1601
Morte Tarazona
6 dicembre 1658
Sepoltura
Appartenenza
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Vestizione 1619
Professione religiosa 1631
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Ordinazione presbiterale 1627
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Collegamenti esterni
Invito all'ascolto
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Baltasar Gracián (Belmonte de Calatayud, 8 gennaio 1601; † Tarazona, 6 dicembre 1658) è stato un presbitero e letterato spagnolo.

Cenni biografia

Poco o nulla si sa dei primi anni di vita di Baltasar Gracián, forse proveniente da una famiglia di recente conversione al cristianesimo chiamati in Spagna cristianos nuevos. Entrò nel collegio dei gesuiti di Calatayud con già un'ottima preparazione letteraria che gli permise di accorciare il percorso accademico. Fu poi nel collegio di Huesca, dove nel 1627 fu ordinato sacerdote e nel 1631 emise i voti definitivi.

Nell'estate del 1636 tornò in Aragona, a Huesca, come confessore e predicatore. Qui ebbe modo di stringere amicizia con l'erudito e mecenate Vincencio Juan de Lastanosa e grazie al suo aiuto l'anno seguente poté pubblicare la sua prima El Héroe (L'eroe).

Dal 1642 al 1644 fu vicedirettore del collegio di Tarragona, dove fu cappellano militare sul campo di battaglia di Lerida durante la Sollevazione della Catalogna. Al termine di questa campagna militare si ammalò e fu quindi inviato a Valencia in convalescenza. Grazie alla magnifica biblioteca dell'ospedale di Valencia preparò una nuova opera, El Discreto (Il discreto) che fu pubblicata a Huesca 1646. Tornato in questa città insegnò teologia morale fino al 1650. Fu durante questo periodo che poté più attivamente dedicarsi alla letteratura. Pubblicò Oráculo manual y arte de prudencia (Oracolo manuale e arte della prudenza, 1647) e la seconda versione del Trattato dell'acutezza (1648).

Con la pubblicazione della prima parte della sua più importante opera letteraria El Criticon (Il Criticone), apparsa nel 1651 sotto lo pseudonimo di García de Marlones e senza il preventivo consenso dei suoi superiori, padre Gracián si attirò l'accusa di scrittore mondano. La seconda parte fu pubblicata nel 1653. Le critiche all'interno del suo Ordine si resero più aspre alla pubblicazione della terza parte nel 1657. Critiche che gli procurarono la destituzione dalla cattedra di Sacra Scrittura ch'egli teneva a Saragozza dal 1652, il divieto di predicare e infine l'esilio.

A partire dal 1658 Gracián fu confinato a Graus, un paesino nei dintorni di Huesca. Dopo poco tempo Gracián scrisse al Generale della Compagnia per sollecitare il suo ingresso in un altro ordine religioso. La sua domanda non fu accettata, ma si decise di attenuargli la pena: nell'aprile del 1658 fu trasferito al collegio di Tarazona.

Queste vicissitudini marcarono profondamente nel morale ma anche nel fisico padre Gracián, ammalatosi in giugno non poté assistere alla congregazione provinciale di Calatayud e il 6 dicembre 1658, morì nel collegio gesuita di Tarazona.

Opere

  • El Héroe, 1637.
  • El Político don Fernando el Cathólico, 1640.
  • El Discreto, 1646.
  • Oráculo manual y arte de prudencia, 1647.
  • Agudeza y arte de ingenio, 1648.
  • El Comulgatorio, 1655.
  • El Criticón (3 voll.), 1651-1657.
Bibliografia
  • Eugenio Mele, Adami, Giovanni Matteo, in Enciclopedia Italiana Treccani, (1929), online
  • (ES) Diccionario histórico de la Compañía de Jesús, Vol. 2, p. 1796, online