Humbert
| Humbert Cardinale | |
|---|---|
| Nascita | Borgogna |
| Morte | Roma 5 maggio 1061 |
| Sepoltura | Basilica del Laterano |
| Ordinazione presbiterale | sì |
| Consacrazione vescovile | sì |
| Creato Cardinale |
1051 da Leone IX (vedi) |
| Incarichi ricoperti | |
| Collegamenti esterni | |
| (EN) Scheda su Salvador Miranda | |
Humbert (Borgogna; † Roma, 5 maggio 1061) è stato un cardinale francese.
Nato fra il 1000/1015, Borgogna, Francia. È anche indicato come Hubert, Huberto, Uberto, Umberto, Humbertus Burgundus, Humbert de Silva Candida e come Humberto di Mourmoutiers. Fu uno dei massimi fautori della riforma gregoriana della Chiesa dell'XI secolo.
Ministero presbiterale
Entrò nell'Ordine di San Benedetto nel monastero di Moyenmoutier, diocesi di Toul, Francia, come oblato, quando aveva quindici anni.
Ordinato presbitero: nessuna ulteriore informazione. Abate del monastero di Moyen Moutier. Fu amico del vescovo Bruno di Toul, futuro papa Leone IX, che lo chiamò a Roma dopo la sua elezione al papato nel 1049.
Ministero episcopale
Eletto arcivescovo di Palermo nella primavera del 1050; non andava mai alla sua sede. Consacrato: nessuna informazione trovata. Il 2 maggio 1050 partecipò al Sinodo Lateranense. Nel 1050 si oppose fermamente alle dottrine di Bérenger de Tours.
Ministero cardinalizio
Creato cardinale vescovo di Santa Rufina nel concistoro del 1051. Sottoscrisse una bolla papale emessa il 27 febbraio 1051, in San Lorenzo di Coltibuono, Firenze. Probabilmente poco dopo, si recò a Benevento come legato. Il 6 gennaio 1052 celebrò la Messa nel monastero di Moyen Moutier. Il 7 ottobre 1052 era presente a Ratisbona e il 14 marzo 1053 si trovava a Rimini con papa Leone IX. Sottoscrisse una bolla papale emessa il 10 giugno 1053 a Sale, Biferno. Dopo la battaglia di Civitate (o Civitella del Fortore) il 18 giugno 1053, nel sud Italia, il papa fu imprigionato a Benevento per nove mesi dai Normanni, insieme al cardinale Humbert. Assertore del primato romano, nel 1053, il cardinale Humbert rispose alla denuncia del rito latino da parte del patriarca Michele Cerulario di Costantinopoli con un opuscolo intitolato Adversus Graecorum calumnias ("Contro le calunnie dei Greci").
Nominato legato a Costantinopoli nel 1054, insieme al cardinale Federico di Lorena, futuro papa Stefano IX, e all'arcivescovo Pietro Alferio di Amalfi per un tentativo di riconciliazione e in risposta al desiderio dell'imperatore Costantino IX Monomaco di una riunione greco-romana. Mentre si trovava a Costantinopoli, il cardinale Umberto fu coinvolto in una disputa pubblica con i principali teologi bizantini; deluso dallo stallo nelle discussioni con i Greci e dal loro rifiuto delle sue inflessibili richieste di sottomissione alla Chiesa latina, il legato convocò una riunione formale nella Basilica di Santa Sofia il 16 luglio 1054 e scomunicò il patriarca come eretico. Successivamente, ci fu una generale condanna dell'intera Chiesa Greca Ortodossa; il patriarca Cerulario, con il Sinodo di Costantinopoli, scomunicò i legati.
La severità dottrinale del cardinale Humbert causò lo scisma definitivo tra le chiese orientale e occidentale. Fu legato in Germania nell'autunno del 1054. Il 12 aprile 1056 si trovava a Siena, e poi accompagnò papa Vittore II nel suo viaggio attraverso la Germania. Il 24 aprile 1057 si trovava al palazzo lateranense di Roma. L'8 maggio 1057 ricevette un privilegio papale, collegato ai proventi dall'altare maggiore della basilica di San Pietro. Bolle papali sottoscritte emesse il 13 maggio (a favore dell'abate del monastero di San Bertino), 14 giugno e 7 luglio 1057. Il 18 maggio 1057, a Montecassino, preparò l'elezione del cardinale Federico di Lorena come abate di quel monastero; dopo dieci giorni, il cardinale Humbert si recò in Toscana. Il 7 giugno 1057 si trovava ad Asti e il 23 luglio successivo ad Arezzo.
Quando Papa Vittore II morì il 28 luglio 1057, fu uno dei candidati raccomandati dal cardinale Federico di Lorena per succedere al defunto papa; alla fine, il cardinale Federico stesso fu eletto nuovo papa il 2 agosto successivo. Nominato cancelliere e bibliotecario di Santa Romana Chiesa dal suo amico Papa Stefano IX nel 1057. Bolle papali sottoscritte emesse il 18 ottobre (a Lucca), 2 e 22 novembre 1057 a Roma; 4 e 9 dicembre 1057, nel castello di Cassino, 7 febbraio 1058, nel castello di Cassino; 6 e 24 marzo 1058, nel Palazzo lateranense, Roma. Successivamente si recò in Toscana, dove ricevette la notizia della morte di papa Stefano IX, avvenuta il 29 marzo 1058, insieme al cardinale Pietro, vescovo di Tusculum, tornò a Roma.
A causa dell'elezione dell'antipapa Benedetto X il 5 aprile 1058, decise di lasciare Roma e trascorrere la Pasqua a Benevento; invece, accettò un invito dall'abate Desiderio e celebrò la Pasqua a Montecassino. Poco dopo tornò in Toscana e, il 9 luglio 1058, dedicò un oratorio a Vallombrosa. Nel dicembre 1058 partecipò alle ordinazioni di San Pietro a Monte Muro e di San Lorenzo di Coltibuono a Firenze. Fu a Roma dal 29 gennaio al 17 febbraio 1059 e il 2 marzo successivo, a Spoleto; l'8 marzo, a Osimo. Partecipò al Concilio Lateranense del 13 aprile 1059, in cui fu pubblicato il decreto sull'elezione papale in nomine Domini; ha contribuito alla redazione del documento; rimase a Roma fino a maggio. Nell'agosto 1059 si trovava a Benevento; e il 25 agosto a Melfi.
Sottoscrisse una bolla papale emessa il 14 ottobre 1059 a Perugia. Era a Firenze il 14 novembre successivo e vi rimase almeno fino al 20 gennaio 1060. Poi è andato ad incontrare il papa a Cesena il 10 febbraio 1060 e il 19 febbraio si recò a Fano; da lì, si diresse verso Roma. Rimase a Roma dal 15 aprile al 16 maggio 1060. Nell'autunno del 1060, visitò Farfa. Compare in documenti emessi al palazzo lateranense tra il 18 e il 30 aprile 1061.
Ha scritto numerose opere. Secondo Umberto, come affermato nella sua opera Adversus Simoniacos (1057-1060), i sacramenti impartiti dai simoniaci non potevano considerarsi validi in quanto eretici e dunque nemmeno le ordinazioni. Egli affermava che, da un punto di vista teologico, lo Spirito Santo non era presente nei simoniaci e quindi non potevano ordinare altri. Le sue rigide opinioni teologiche furono talvolta contestate dal cardinale Pietro Damiano, futuro santo, figura di spicco dell'ortodossia romana dell'XI secolo. Alcune fonti affermano che fu il primo cardinale francese.
Morte
Morì il 5 maggio 1061 a Roma. Fu sepolto nella basilica lateranense di Roma.
Successione degli incarichi
| Predecessore: | Cardinale vescovo di Santa Rufina | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Crescenzio (1049 - 1051) | 1051 - 1061 | Mainardo ((1061 - 1070) |
| Predecessore: | Vice-Cancelliere di Santa Romana Chiesa | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Federico di Lotaringia, bibliothecarius (1051-1057) | (1057-1061) | Bernardo (1060-1062) |
| Predecessore: | Bibliotecario di Santa Romana Chiesa | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Nicola di Sutri (attestato nel 904) | (1057-1061) | Bruno (1060- circa 1065) |
| Bibliografia | |
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| Voci correlate | |
| Collegamenti esterni | |
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- Vescovi di Palermo
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- Legati pontifici a Benevento
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