Monache Passioniste

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Monache Passioniste
in latino Religiosae Passionis Iesu Christi
SEGNO PASSIONISTA CON ULIVO E PALMA.jpg
Stemma dei passionisti.

Istituto di vita consacrata
Ordine monastico femminile di diritto pontificio

Altri nomi
Passioniste di clausura
Fondatore San Paolo della Croce e
Maria Crocefissa Costantini
Data fondazione 1771
Luogo fondazione Tarquinia
sigla C.P.
Titolo superiore
Approvato da Clemente XIV
Data di approvazione 1770
Abito abito, velo e mantello neri con lo stemma bianco dell'Ordine ricamato, cinta di cuoio.
Scopo vita contemplativa, la preghiera e la penitenza, con particolare devozione verso la Passione di Cristo
Costituzioni 1770
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Maria Crocifissa Costantini

Le Monache Passioniste, in latino Religiosae Passionis Iesu Christi, sono religiose di voti semplici dedite alla vita contemplativa appartenenti alla congregazione fondata nel 1771 da San Paolo della Croce con l'aiuto della venerabile Maria Crocifissa Costantini: le monache pospongono al loro nome la sigla C.P.

Storia

Sin dalla fondazione della Congregazione della Passione, Paolo della Croce (1694-1775) aveva pensato di dare vita a una comunità femminile di religiose di clausura che sostenesse con la preghiera e la penitenza l'apostolato missionario dei Passionisti: si dedicò quindi alla stesura delle costituzioni per le monache, che vennero approvate da papa Clemente XIV nel 1770.

Per l'erezione del primo monastero Paolo della Croce si rivolse ad una sua figlia spirituale, Maria Crocifissa Costantini (1713-1787), monaca benedettina a Corneto (l'odierna Tarquinia): nella città laziale venne fatto erigere un nuovo convento (su un terreno donato dai famigliari della Costantini) e il 3 maggio del 1771 la religiosa ne prese possesso con dieci postulanti. Come il primo ritiro dei Passionisti sul Monte Argentario, il monastero fu dedicato alla Presentazione di Maria SS.

Madre Maria Crocifissa (1713 - 1787) fu eletta superiora (presidente) della comunità e mantenne la carica sino alla morte. È stata dichiarata venerabile il 17 ottobre 1982.

Quello di Corneto/Tarquinia rimase l'unico monastero femminile Passionista sino al 1872, quando venne aperta una nuova casa a Mamers, in Francia; nel 1905 iniziò la fondazione del monastero di Lucca, secondo la predizione di santa Gemma Galgani, che desiderò entrare in quello di Tarquinia; nel 1910 la congregazione iniziò ad espandersi anche fuori dal continente europeo con la fondazione di un monastero a Pittsburgh U.S.A.. Successivamente si attuarono fondazioni di monasteri in America latina ed in Asia.

Carisma e diffusione

Le monache Passioniste sono religiose di clausura di diritto diocesano (non pontificio), di voti semplici, dedite alla penitenza ed alla preghiera contemplativa. Possono ricevere persone desiderose di fare gli esercizi spirituali o giornate di ritiro. Preparano anche fanciulle alla prima comunione. Comunicano allo stesso carisma dei religiosi del ramo maschile della congregazione, di cui adottano anche l'abito (nero, con un cuore bianco sormontato dalla croce recante l'iscrizione Iesu XPI Passio,e tre chiodi in basso, ricamati sul petto). Usano anche una cintura di cuoio per cingere i fianchi; indossano un mantello nero che reca sul lato sinistro il segno, come sull'abito.

Al 31 dicembre 2005, l'ordine contava 34 monasteri e 358 religiose.[1]

Note
  1. Dati statistici riportati dall'Annuario Pontificio per l'anno 2007, Città del Vaticano, 2007, p. 1524.
Collegamenti esterni

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