San Bruno di Colonia

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San Bruno di Colonia, O.Cart.
Presbitero
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Santo
Eremita

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Venanzio Pisani (ambito di), San Bruno di Colonia (prima metà del XIX secolo), olio su tela
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Titolo
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Età alla morte circa 71 anni
Nascita Colonia
1030 ca.
Morte Serra San Bruno
6 ottobre 1101
Sepoltura
Appartenenza
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Creazione
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerato da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione [[]]
Canonizzazione 1623
Ricorrenza 6 ottobre
Altre ricorrenze
Santuario principale
Attributi Crocifisso, teschio, mitria, asta della croce con foglie verdi di ulivo, sette stelle, globo terracqueo sotto i piedi
Devozioni particolari Invocato contro la peste
Patrono di Ordine dei certosini
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 6 ottobre:
« San Bruno, sacerdote, che, originario di Colonia in Lotaringia, nel territorio dell’odierna Germania, dopo avere insegnato la teologia in Francia, desideroso di condurre vita solitaria, fondò con pochi discepoli nella deserta valle di Chartroux un Ordine, in cui la solitudine eremitica si combinasse con una minima forma di vita comunitaria. Chiamato a Roma dal papa beato Urbano II, perché lo aiutasse nelle necessità della Chiesa, riuscì tuttavia a trascorrere gli ultimi anni della sua vita in un eremo vicino al monastero di La Torre in Calabria. »

San Bruno di Colonia (chiamato anche Brunone nella forma latinizzata) (Colonia, 1030 ca.; † Serra San Bruno, 6 ottobre 1101) è stato un monaco, presbitero e fondatore tedesco dei Certosini. Condusse prevalentemente una vita in solitudine eremitica.

Fonti biografiche

Le fonti sulla vita del Santo sono rare e lacunose. Questa carenza ha dato origine a una abbondante letteratura agiografica di scarso valore critico. La sua vita, dipinta in 22 quadri di Lesueur, ornava il chiostro della Chartreuse di Parigi, attualmente custoditi al Louvre. Recentemente i lavori di Dom Maurice Laporte e di Bernard Bligny, hanno aperto la via a una nuova agiografia, più sobria e attenta alle fonti storiche.

A parte qualche carta o lettera e del titolo funerario, conosciuto per una copia redatta nel XVI secolo, il più antico documento riguardante il Santo e una corta cronaca di 121 parole in latino, contenuta in un catalogo dei primi priori della Grande Chartreuse, conosciuto con il nome diChronique Magister scritta da Guigues I, quinto priore dell'eremo di Grenoble:

« Maestro Bruno, di nazionalità tedesca, di famiglia nobile, nella illustre città di Colonia. Molto erudito nelle lettere sia secolari che divine, fu canonico della Chiesa di Reims la cui importanza non è seconda a nessuna della chiese di Gallia; poi fu maestro nell'insegnamento. Avendo abbandonato il mondo, fondò l'eremo di Chartreuse e lo diresse per sei anni. Su ordine di Papa Urbano II, di cui fu in passato precettore, si recò alla curia romana, per aiutare il Pontefice con il suo sostegno e con i suoi consigli negli affari ecclesiastici. Ma non potendo sopportare i tumulti e il genere di vita della curia; bruciando per l'amore per la vita solitaria che non lo aveva mai abbandonato e del riposo contemplativo, abbandonò la curia, dopo aver rifiutato l'arcivescovado della Chiesa di Reggio al quale era stato eletto per volere del Papa. Si ritirò in un deserto di Calabria chiamato La Torre. Poi la, dopo aver riunito numerosi laici e chierici, si applicò per il resto dei suoi giorni alla vocazione della vita solitaria. Vi morì e vi venne sepolto, undici anni circa dalla sua partenza da Chartreuse. »

Regola

Bruno fu prima di tutto un modello per i suoi confratelli egli non ha redatto una regola monastica. La loro vita era retta dal principio (Statuti 1.1):

« Rimanendo sotto la guida dello Spirito Santo, formarono gradualmente, con l'aiuto dell'esperienza, una propria consuetudine di vita eremitica, che veniva tramandata ai posteri non per mezzo di scritti, ma con l'esempio. »

Solo con il quinto priore Guigo, si misero per scritto le Consuetudini della Grande Certosa, fu il primo testo scritto della Regola certosina. Nel tempo vennero apportate aggiunte e modifiche per adattarsi alle nuove situazioni storiche. Alla luce del Concilio Vaticano II vennero redatti nel 1971 gli Statuti rinnovati dell'Ordine certosino. Che hanno subito una ulteriore revisione per renderli conformi al nuovo Codice di Diritto Canonico del 1983, e approvati dal Capitolo Generale nel 1987 come Statuti dell'Ordine Certosino.

Il Culto

Il culto fu approvato da Leone X il 19 luglio del 1514 e venne esteso alla Chiesa universale da Gregorio XV il 17 febbraio del 1623. La Chiesa lo festeggia il 6 ottobre.

Bibliografia
  • Rosa Giorgi, Santi, col. "Dizionari dell'Arte", Mondadori Electa Editore, Milano 2002, pp. 72 - 73 ISBN 9788843596744
Voci correlate
Collegamenti esterni

Scheda su San Bruno di Colonia, sul sito SantieBeati.it

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