Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa

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Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa
Dioecesis Melphiensis-Rapollensis-Venusina
Chiesa latina
Cattedrale Melfi.jpg
vescovo Gianfranco Todisco
sede vacante
Suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Regione ecclesiastica Basilicata
   
Provincia italiana di Potenza
Collocazione geografica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
{{{suffraganee}}}
coadiutore:
vicario:
provicario
generale:
ausiliari:
Vescovi emeriti: Vincenzo Cozzi
Parrocchie 34
Sacerdoti 38 secolari e 14 regolari
1.692 battezzati per sacerdote
15 religiosi 48 religiose 10 diaconi
88.400 abitanti in 1.316 km²
88.000 battezzati (99,5% del totale)
Eretta XI secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni:
Largo Duomo 12, 85025 Melfi [Potenza], Italia
tel. +390972238604 fax. 0972323.84.29 @

Sito ufficiale

Dati dall'annuario pontificio 2011 riferiti al 2010 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa (in latino: Dioecesis Melphiensis-Rapollensis-Venusina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2010 contava 88.000 battezzati su 88.400 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Gianfranco Todisco.

Territorio

La diocesi comprende le città di Melfi, Rapolla e Venosa.

Sede vescovile è la città di Melfi, dove si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. A Rapolla è presente la Concattedrale di San Michele Arcangelo, mentre a Venosa sorge la * Concattedrale di Sant'Andrea di Venosa.

Il territorio è suddiviso in 32 parrocchie.

Storia

La diocesi di Venosa è di origine antica. Sebbene la tradizione voglia attribuire un'origine della Chiesa venosina ai tempi apostolici, il primo vescovo di cui vi siano notizie storiche certe risale alla seconda metà del V secolo. Dal 1068 fu suffraganea dell'arcidiocesi di Acerenza.

La diocesi di Melfi è stata eretta nell'XI secolo[1] ad opera di papa Niccolò II che rese la diocesi di Melfi immediatamente soggetta alla Santa Sede.

A Melfi si tennero cinque concili tra il 1059 e il 1137. Nel I concilio del 1059, a cui intervennero cento vescovi, papa Niccolò II riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni e nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria,[2] divenendo vassallo della Chiesa.

Nel 1067 si celebrò il II concilio, presieduto da papa Alessandro II.

Nel III concilio indetto da Urbano II nel 1089, oltre a questioni ecclesiastiche come il richiamo all'obbligo di celibato per il clero, venne bandita la Prima Crociata in Terra Santa.[3] Nello stesso concilio per la prima il pontefice concesse l'uso della mitra agli abati.

Il IV concilio fu personalmente presieduto nel 1101 da papa Pasquale II.

Al V Concilio del 1137 furono presenti papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II, che accolsero il rientro nell'obbedienza dell'abate di Montacassino Rainaldo, che aveva aderito al partito dell'antipapa Anacleto II.

La diocesi fu retta da vescovi illustri come Francesco Monaldeschi, Alessandro da Sant'Elpidio e Juan de Borja Llançol de Romaní.

Il 16 maggio 1528 Clemente VII unì la diocesi di Melfi con quella di Rapolla, di cui il primo vescovo noto è Orso o Ursone, nell'XI secolo e che era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il 27 giugno 1818 la diocesi di Lavello fu soppressa e il suo territorio fu incorporato nella diocesi di Venosa.

Il terremoto del 14 agosto 1851 devastò Melfi e Rapolla e distrusse i principali monumenti delle diocesi.

Il 14 ottobre 1901 fu fondata a Venosa la prima cassa rurale cattolica del Potentino, per iniziativa del vescovo Lorenzo Antonelli[4].

Il 30 aprile 1924, con mons. Alberto Costa, le diocesi di Melfi e Rapolla furono unite in persona episcopi alla diocesi di Venosa.

Il 21 agosto 1976 la diocesi di Venosa divenne suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza.

Il 30 settembre 1986 le diocesi furono unite in plena unione e la diocesi risultante è divenuta suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo[5].

Cronotassi dei vescovi

Vescovi di Melfi

Vescovi di Rapolla

Vescovi di Melfi e Rapolla

Vescovi di Venosa

Vescovi di Melfi-Rapolla-Venosa

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 88.400 persone contava 88.000 battezzati, corrispondenti al 99,5% del totale.

anno popolazione presbiteri diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1950 50.380 51.000 98,8 38 36 2 1.325 2 62 14
1970 49.000 49.350 99,3 35 27 8 1.400 8 70 17
1980 46.700 55.220 84,6 36 28 8 1.297 8 65 24
1990 82.000 91.000 90,1 58 43 15 1.413 3 19 106 32
1999 90.160 90.680 99,4 57 47 10 1.581 8 12 101 32
2000 90.140 90.600 99,5 54 44 10 1.669 9 12 100 32
2001 90.000 91.000 98,9 54 43 11 1.666 11 12 96 32
2002 89.000 90.900 97,9 56 46 10 1.589 10 12 98 32
2003 89.000 90.168 98,7 57 47 10 1.561 10 11 73 32
2004 89.000 90.000 98,9 57 46 11 1.561 10 11 73 32
2004 88.000 88.400 99,5 52 38 14 1.692 10 15 48 32
Note
  1. Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa su www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 10 novembre 2008
  2. Enrico Artifoni, Storia medievale , p. 336, Donzelli Editore, 1998 ISBN 88-7989-406-4
  3. AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, p. 16, Istituto Geografico De Agostini, 2006
  4. N. Lisanti, Lo Sviluppo del movimento cooperativo (1901-1914), p. 43
  5. Diocesi di Venosa su www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 10 novembre 2008
  6. Trasferito da Gallipoli da Ferdinando IV, senza ottenere la conferma pontificia. La Santa Sede considerò vacanti le sedi di Gallipoli e di Melfi, fino alla risoluzione della controversia nel concistoro del 27 febbraio 1792. L'Annuario Pontificio dopo il 1792 omette l'indicazione della sede da cui fu traslato l'arcivescovo di Capua.
Fonti
Fonti Melfi
Fonti Rapolla
Fonti Venosa
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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