Basilica di Santa Maria sopra Minerva (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.

Basilica di Santa Maria sopra Minerva
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Roma-Santa Maria sopra Minerva.jpg
Roma, Basilica di Santa Maria sopra Minerva
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Via del Beato Angelico, 35 - 00186 Roma
Telefono +39 06 69920384
Fax
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web Sito ufficiale
Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione Maria Vergine
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.P.
Sigla Ordine reggente O.P.
Fondatore papa Bonifacio VIII
Data fondazione
Architetto
Stile architettonico Gotico
Inizio della costruzione XIII secolo, fine
Completamento XIX secolo, fine
Distruzione
Soppressione
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Strutture preesistenti Oratorio di Maria Vergine
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°53′53″N 12°28′42″E / 41.898056, 12.478333 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Basilica di Santa Maria sopra Minerva (latino: Basilica Sanctae Mariae supra Minervam) è una chiesa di Roma situata nel rione Pigna.

La basilica è luogo sussidiario di culto della Parrocchia di Santa Maria in Aquiro. Inoltre, è sede del titolo cardinalizio di Santa Maria sopra Minerva: l’attuale titolare è il cardinale Cormac Murphy-O’Connor.

Storia

Nell'VIII secolo esisteva un oratorio dedicato alla vergine con il toponimo di Minervum[1]. L'oratorio passò ai frati predicatori nel 1266 ed entrò a far parte di un complesso conventuale domenicano noto anche come insula sapientiae.

Dopo aver ospitato, durante l'antichità, diversi edifici di culto, quali il tempio di Iside e Serapide, nel 1266 divenne sede dell'ordine domenicano e ospitò, tra l'altro, la Congregazione del Sant'Uffizio. Vi ebbero luogo due conclavi e l'elezione dei Papi Eugenio IV (1431) e Niccolò V (1447).

Gli edifici conventuali domenicani, (con la Sala dei Papi) ed il Salone monumentale della Biblioteca Casanatense, dopo la soppressione del 1870, ospitano anche la Biblioteca della Camera dei deputati e la Biblioteca del Senato.

Nel 1280 fu iniziata la costruzione della basilica gotica a tre navate da parte dei Domenicani, grazie ai finanziamenti donati da papa Bonifacio VIII e da molti fedeli.

I lavori di restauro e di ampliamento continuarono fino alla fine del XIX secolo attraverso i diversi periodi storici.

Dal 1566 è basilica minore cardinalizia.

Facciata

L'obelisco berniniano

Per lungo tempo, la facciata della basilica si mantenne sostanzialmente simile a quella di Basilica di Santa Maria in Aracoeli, ad eccezione del quattrocentesco portale, finemente lavorato.

Sulla parte destra della facciata si possono confrontare alcuni indicatori del livello del fiume Tevere, posti nei secoli in occasione di alluvioni. Il più antico risale al 1422, durante il pontificato di Martino V, mentre quello indicante il livello più alto raggiunto risale al gennaio 1548; il più recente è del dicembre 1870.

Di stile prevalentemente abruzzese (con elementi romanici e rinascimentali), la facciata non tradisce minimamente lo stile architettonico usato per l'interno, che è invece quello gotico.

Sul piazzale antistante la facciata si trova un obelisco egizio issato su di un basamento del Bernini decorato con un grazioso elefantino, chiamato familiarmente "il pulcin de la Minerva".

Interno

I tre portali esterni sono quattrocenteschi.

Al suo interno l'edificio conserva pregevoli opere del Quattrocento e del Cinquecento di Filippino Lippi, Antoniazzo Romano, Raffaellino del Garbo) e la statua giovanile del Cristo portacroce di Michelangelo.

Vi sono le tombe del cardinale, scrittore e umanista Pietro Bembo, oltre ai due papi medicei Leone X e Clemente VII. Nella cappella di San Raimondo di Peñafort, il monumento del cardinale Giovanni Diego de Coca (morto nel 1477), opera di Andrea Bregno e l'affresco Cristo giudice tra due angeli di Melozzo da Forlì.

Nella basilica si trovano le urne reliquiario di:

Altre cappelle

Navata di Santa Maria sopra Minerva

Cappella del fonte battesimale

La cappella del fonte battesimale è la prima immediatamente a destra: fu il cardinale Scipione Borghese a commissionarne nel 1639 la decorazione andata poi perduta nella ricostruzione effettuata dall'architetto napoletano Filippo Raguzzini nel 1724. In occasione del giubileo del 2000 sulla parete di fondo è stata collocata una tela raffigurante Noli me tangere, opera rinascimentale del valtellinese Marcello Venusti.

E' presente il sepolcro dell'archivista Antonio Castalio, risalente al 1533.

Cappella dell'Annunziata

La sesta cappella a destra deve il suo nome all'omonima confraternita istituita nel XV secolo dal cardinale domenicano Giovanni Torquemada per fornire di dote le fanciulle povere.

Rifatta dall'architetto Carlo Maderno, accoglie l'Annunciazione (1500), capolavoro di Antoniazzo Romano ed il monumento funebre di papa Paolo IV.

Convento

La chiesa della Minerva fu unita ad uno dei più importanti conventi dell'Ordine Domenicano. Sviluppatosi progressivamente nel corso del XIV secolo, il convento divenne, nel corso dell'età moderna, la sede generale dell'ordine.

Alla fine del Cinquecento, per impulso del maestro generale Vincenzo Giustiniani, il convento fu ampliato ed abbellito. Intorno al chiostro della Cisterna furono creati, attraverso un processo di sopraelevazione, l'appartamento del maestro generale, una grande sala destinata a biblioteca ed una serie di appartamenti di rappresentanza, attualmente noti come "Sale Galileo" ed appartenenti alla Biblioteca della Camera dei deputati. Queste ultime furono adornate da un ciclo di affreschi celebrativi dei meriti dell'Ordine Domenicano nella lotta contro l'eresia, attribuiti a Francesco Allegrini e realizzati verso il 1660.

All'inizio del Settecento, nell'area del convento fu collocata la Biblioteca Casanatense, di cui i domenicani ebbero la gestione, ma non la proprietà. Utilizzato come caserma durante l'occupazione napoleonica di Roma (1808 - 1814), il convento fu definitivamente espropriato dallo Stato italiano dopo il 1870 e destinato a sede del Ministero delle poste e del Ministero della Pubblica Istruzione.

Note
  1. Si credeva che la chiesa fosse sorta sopra il tempio di "Minerva Chalcidica", noto dalle fonti per essere stato costruito da Domiziano nel Campo Marzio. Il tempio è stato tuttavia in seguito collocato in corrispondenza dell'odierna chiesa di Santa Marta, in piazza del Collegio Romano, probabilmente legato al Divorum: Francesca De Caprariis, "Minerva Chalcidica, Templum" in Eva Margareta Steinby, Lexicon Topographicum Urbis Romae, III, Roma 1996, p.255.
Bibliografia
  • Giancarlo Palmerio-Gabriella Villetti, Storia edilizia di S. Maria sopra Minerva in Roma, 1275-1870 Roma, Viella, 1989.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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