Pontificia Accademia Ecclesiastica

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Entrata del palazzo dell'Accademia Ecclesiastica (Piazza della Minerva, Roma)

La Pontificia Accademia Ecclesiastica è una prestigiosa istituzione della Chiesa cattolica, che cura la preparazione dei sacerdoti destinati al servizio diplomatico della Santa Sede presso le varie nunziature o presso la Segreteria di Stato della Santa Sede.

Storia

Fondata a Roma nel 1701 dall'abate Pietro Garagni (grazie all'illuminata idea del beato Sebastiano Valfrè di Torino) con il nome di Accademia dei Nobili Ecclesiastici, era inizialmente dedicata alla formazione diplomatica dei rampolli ecclesiastici delle famiglie nobiliari. A partire dal 2 giugno 1706 papa Clemente XI ne dispose il trasferimento presso Palazzo Severoli, in Piazza della Minerva, sua sede fino ad oggi.

Con la morte di Clemente XI e del cardinale Giuseppe Renato Imperiali, protettore dell'Accademia, questa si trovò a vivere una difficile situazione anche perché i Padri della Missione, ai quali era stata affidata la direzione dell'Istituto, la lasciarono nel 1739. Venne così chiusa per undici anni, e la sede trasformata in un edificio pubblico.

Nel mese di novembre del 1775, grazie all'intervento di papa Pio VI, furono riprese le attività, e venne nominato presidente il padre Paolo Antonio Paoli, Procuratore generale della Congregazione della Madre di Dio in Campitelli.

In seguito infatti all'estinzione dell'Ordine dei Canonici Regolari di Sant'Antonio di Vienna, assorbito dall'Ordine di Malta, i beni loro appartenenti che si trovavano entro i confini degli Stati Pontifici furono devoluti all'Accademia[1]. Poiché Sant'Antonio Abate era il Protettore dell'ordine estinto, dallo stesso papa Pio VI fu dichiarato Patrono dell'Accademia propter dictam unionem bonorum ("per detta unione dei beni").

Risale all'epoca del pontificato di Pio VI la consuetudine che un alunno dell'Accademia pronunci un discorso alla presenza del Santo Padre nella festa della Cattedra di San Pietro.

Con la rivoluzione del 1798 l'Accademia venne chiusa per cinque anni; fu riaperta per volontà di papa Pio VII nel 1803; questi ne riorganizzò i corsi sia di diritto che di teologia.

Anche Pio IX progettò una ristrutturazione dei corsi accademici, ma le vicende storiche del suo tempo imposero una nuova chiusura dell'istituzione, e tutti gli alunni furono licenziati al termine dell'anno scolastico (1847). Nei locali dell'Accademia, in seguito alle agitazioni popolari del 1848 e 1849, s’insediò il Ministero della Guerra e della Marina della Repubblica Romana, mentre i beni furono confiscati dalle truppe francesi.

Nel 1850 avvenne la definitiva trasformazione, che ne fece il luogo particolarmente dedicato alla preparazione dei chierici per il servizio diplomatico pontificio.

Nel 1878 papa Leone XIII, che era stato alunno dell'Accademia, modificò ulteriormente il piano di studi, introducendo per gli alunni l'obbligo di sostenere periodiche dissertazioni pubbliche.

Nei primi decenni del XX secolo, sotto la Presidenza di mons. Rafael Merry del Val, futuro Segretario di Stato di papa Pio X, l'Accademia divenne centro per la formazione degli ecclesiastici inglesi.

Paolo VI, anch'egli ex alunno dell'Accademia, e successivamente il beato Giovanni Paolo II, potenziarono le attività culturali dell'istituzione ponendola al passo con le esigenze culturali del III millennio.

Papa Benedetto XVI ha sostenuto ripetutamente l'attività dell'istituzione con i suoi insegnamenti e le visite, e ne ha sottolineato l'importanza per la vita della Chiesa.

Organizzazione

Direzione

La Pontificia Accademia Ecclesiastica è un'istituzione dipendente direttamente dalla Segreteria di Stato di Sua Santità e pertanto l'alta direzione della medesima spetta al Cardinale Segretario di Stato pro tempore (attualmente il cardinale Pietro Parolin).

La conduzione fattiva della casa di formazione spetta invece al Presidente, scelto e nominato dal Romano Pontefice con l'ausilio del Segretario di Stato: è sempre un Nunzio Apostolico, ovvero un ecclesiastico con grado di arcivescovo e con maturata esperienza diplomatica "sul campo".

Il Presidente, coadiuvato dal vicepresidente ha il compito di individuare sacerdoti idonei per il peculiare servizio diplomatico della Santa Sede, ha il compito altresì di accogliere e seguire tutti gli alunni e di organizzarne il corso formativo interno. Spetta all'economo dell'Accademia gestire il personale religioso presente nella casa (vi opera un gruppo di suore) e quello laico, come pure provvedere agli aspetti più tecnici della casa.

Alunni

I candidati invitati ogni anno a diventare alunni della Pontificia Accademia Ecclesiastica sono circa una dozzina. Essi sono sacerdoti, provengono dalle diverse diocesi del mondo e devono avere al massimo 35 anni di età.

Percorso formativo

Gli alunni seguono un doppio itinerario formativo. Innanzitutto sono avviati allo studio accademico presso le varie pontificie università ecclesiastiche presenti a Roma, fino al conseguimento del dottorato, solitamente nella facoltà di diritto canonico.

In secondo luogo è previsto un corso formativo "interno", a cui sono ammessi come studenti i soli alunni dell'Accademia. Il corso interno ha durata biennale e termina con un esame presso la Segreteria di Stato, la quale rilascia il relativo diploma. Il corso è incentrato sull'acquisizione da parte dei candidati ecclesiastici del contenuto di materie del settore diplomatico, tra cui: storia della diplomazia, stile diplomatico, lingue straniere (inglese e spagnolo).

Situazione attuale

Attualmente l'Accademia sta vivendo una situazione non particolarmente felice per varie situazioni concomitanti:

  • La scarsità di presentazione di candidati ecclesiastici da parte dei vescovi delle diocesi. La recente e prolungata crisi vocazionale ha affievolito di molto la presentazione o l'invio di candidati, nonostante questa missione sia ritenuta necessaria e di grande prestigio. Spesso oggi i candidati, che vengono offerti spontaneamente dai vescovi, sono ecclesiastici di scadente qualità e capacità, e tale presentazione può rappresentare un allontanamento dalla diocesi del presbitero come soluzione a problemi di vario genere.
  • Un criterio anagrafico troppo restrittivo, a scapito della formazione accademica e generale del candidato. Molti ritengono che oggigiorno il limite dei 35 anni per l'ammissione di un candidato sia troppo restrittivo, dato che lo sviluppo accademico e vocazionale dei giovani ecclesiastici contemporanei ha un'età media molto più elevata di un tempo. Il sacerdote contemporaneo il più delle volte approda alla vocazione sacerdotale dopo un lungo cammino e a conclusione degli studi universitari. Il mantenimento del limite dei 35 anni di età come condizione per accedere alla Pontificia Accademia Ecclesiastica preclude molti sacerdoti dotati di studi competenti (come, per esempio, la laurea in scienze politiche o giuridiche) ad un servizio, urgente e competente, alla Chiesa cattolica.

Eminenti ex-alunni dell'Accademia

Pontefici

Altre personalità

Note
  1. La cosa fu disposta da un Breve pontificio del 17 dicembre 1777.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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