Carlo Bartolomeo Romilli

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Nascita Bergano
14 marzo 1795
Morte Milano
7 maggio 1859
Sepoltura Duomo di Milano
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Ordinazione presbiterale 20 dicembre 1817
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Consacrazione vescovile 21 giugno 1846 dal vescovo Carlo Gritti Morlacchi
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Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Elevazione ad Arcivescovo 14 giugno 1847
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Collegamenti esterni
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Povero uomo, è proprio morto / E quanta gente che piangerà / Per tanti era di conforto / Era il sostegno di tante case.
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Pover ômm, l'è propi mort / E quanta gent che piangiarà / L'era per tanti el so confort / L'era el sostegn de tanti cà.
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(Giovanni de Toma[1] )

Carlo Bartolomeo Romilli (Bergano, 14 marzo 1795; † Milano, 7 maggio 1859) è stato un arcivescovo italiano.

Cenni biografici

Della nobile famiglia dei conti Romilli, nacque a Bergamo il 14 marzo 1795.

Dopo gli studi presso il seminario di Bergamo ricevette gli ordini minori il 31 maggio 1817 e il 20 dicembre di quello stesso anno fu ordinato sacerdote. Fu professore di lettere e di istruzione religiosa nel liceo di Bergamo dal 1817 al 1839. Nel 1835 fu nominato canonico onorario della cattedrale bergamasca. Fu censore per le stampe e nel 1838 fu nominato parroco di Trescore Balneario, carica che ricoprì sino alla sua nomina vescovile.

Fu nominato vescovo di Cremona il 19 gennaio 1846 da papa Gregorio XVI e fu consacrato dal vescovo di Bergamo Carlo Gritti Morlacchi (Ch) il 21 giugno.

Alla morte del cardinal Gaisruck 19 novembre 1846, la municipalità milanese si adoperò tramite il viceré e arciduca Ranieri e il governatore della Lombardia Giambattista Sparau per ottenere da Vienna la nomina di un prelato italiano. La cosa non fu automatica: da prima le autorità viennesi pensarono di insediare nella arcidiocesi milanese l'arcivescovo di Salisburgo cardinal von Schwarzenberg e solo dopo il rifiuto di questi il 20 aprile 1847 fu scelto Romilli. La decisione sovrana fu accettata da papa Pio IX nel concistoro segreto del 14 giugno e Romilli fece il suo solenne ingresso nella sede metropolita meneghina il 4 settembre, e l'8 settembre celebrò la sua prima messa in Duomo.

L'arcivescovo fece il suo ingresso nella capitale lombarda parata a festa e fu accolto da un tripudio di popolo; tanto festose furono le acclamazioni della folla dei fedeli da impensierire la polizia austriaca, che tentò di limitare le dimostrazioni e che disperse con le armi una ulteriore manifestazione di fedeli in Piazza Fontana provocando un morto e numerosi feriti. L'entusiasmo milanese era alimentato dal nuovo clima patriottico creato da Pio IX e dal fatto di succedere, lui italiano, a un austriaco.

Uomo d'animo mite e incline alla meditazione, d'indole contemplativa e attratto dagli studi, il Romilli seppe attraversare i difficili tempi della rivolta e quelli ancor più travagliati delle vendette austriache, preoccupato di salvaguardare la sua diocesi, scendendo spesso a dolorosi compromessi.

L'episcopato di Romilli, sotto l'aspetto spirituale e religioso vide una energica azione contro i religiosi rosminiani, voluta dal governo austriaco. Molti professori rosminiani furono sostituiti dagli Oblati dei Santi Ambrogio e Carlo[2]. I religiosi accettarono le decisioni dell'arcivescovo comprendendo il difficile momento politico che l'arcidiocesi attraversava. Sempre per ossequiare i desideri del governo austriaco, richiamò a Milano i Cappuccini, ai quali Radetzky affidò l'assistenza nell'ospedale militare di Sant'Ambrogio, e altri ordini religiosi ritenuti dall'occupante meno sovversivi.

Accolse a Milano don Giovanni Bosco che promuoveva l'Opera degli Oratori, alla base della Congregazione Salesiana.

Convinse il governo ad approvare il nuovo Seminario delle missioni estere a San Calocero (promosso da monsignor Angelo Ramazzotti), predecessore del P.I.M.E.

Approvò la regola delle Suore Orsoline di Santa Marcellina (Marcelline) fondate nel settembre 1838 a Cernusco sul Naviglio da don Luigi Biraghi e Marina Videmari. Favorì la nascita dell'Istituto per sordomuti poveri (promosso da don Eliseo Ghislandi e dal conte Paolo Taverna).

Nel 1855 il concordato fra Austria e Santa Sede restaurò una maggior autonomia dell'autorità ecclesiastica. Tuttavia, Romilli non poté goderne, sia perché venne applicato nel Lombardo-Veneto solo in minima parte, sia soprattutto per il declinare della sua salute.

Il 2 dicembre 1855, per gravi problemi di salute dell'arcivescovo, papa Pio IX nominò vescovo ausiliare mons. Carlo Caccia Dominioni (Ch). Dopo un colpo apoplettico il 21 dicembre 1857, all'inizio del 1858 il vicario generale Ballerini ne assunse le funzioni.

Romilli morì a Milano il 7 maggio 1859. I suoi funerali si svolsero in Duomo senza la consueta solennità a causa dell'inizio delle ostilità tra Austria, Piemonte e Francia.

Genealogia episcopale

Onorificenze

Prelato Generale e Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Prelato Generale e Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Corona Ferrea
— Milano, 1847

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Cremona Successore: BishopCoA PioM.svg
Bartolomeo Casati Ch 19 gennaio 1846 - 14 giugno 1847 Antonio Novasconi Ch I
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Bartolomeo Casati Ch {{{data}}} Antonio Novasconi Ch
Predecessore: Arcivescovo di Milano Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Karl Kajetan von Gaisruck 14 giugno 1847 - 7 maggio 1859 Paolo Angelo Ballerini I
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Karl Kajetan von Gaisruck {{{data}}} Paolo Angelo Ballerini
Note
  1. Verseggiatore popolare, citato in Storia religiosa della Lombardia, Diocesi di Milano (2a parte)
  2. Questa congregazione fu soppressa da Napoleone Bonaparte nel 1810: in epoca di restaurazione, il cardinale Carlo Gaetano Gaisruck ne ostacolò la rinascita. Vennero restaurati dall'arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli nel 1854.
Bibliografica
  • A. Caprioli, A. Rinaldi, L. Vaccaro (a cura di), Storia religiosa della Lombardia, Diocesi di Milano (2a parte), Ed. La Scuola pp. 678 ss. online
  • Dono di eterna riconoscenza. (biografia di Bartolomeo Carlo Romilli) online

Suggerimenti



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