Dalmatica

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Dalmatica (davanti)

La dalmatica è un paramento liturgico consistente in una sopravveste a foggia di tunica, generalmente corta, che viene infilata per il capo, indossata dai diaconi durante le messe, alcune cerimonie solenni, le processioni e le benedizioni del SS. Sacramento.

Il termine dalmatica deriva dal latino tardo (vestis) dalmatĭca, che significa "(veste) originaria della Dalmazia".

Descrizione

La dalmatica è una lunga tunica, che arriva all'altezza delle ginocchia, generalmente aperta lungo i fianchi, talora chiusa da cordoni terminanti con nappe; ha le maniche corte ed ampie, ugualmente aperte nella parte inferiore, ed è decorata davanti e dietro da galloni o da strisce di stoffa (dette clavi), normalmente riservate alla dalmatica e non alla tunica.[1]

Dalmatica (dietro)

La dalmatica è confezionata in tessuti preziosi, spesso in seta, in tessuto d'oro o d'argento, è foderata e il colore varia secondo il tempo liturgico. Può avere assortito un colletto applicabile.

Funzione

La dalmatica è l'abito proprio dei diaconi, che la indossano nelle Celebrazioni liturgiche della Chiesa cattolica, della Chiesa anglicana e della Chiesa vetero-cattolica. Così come la casula per i sacerdoti, essa è la veste più esterna. Nel rito ambrosiano la stola viene invece portata sopra la dalmatica. Può essere di diversi colori liturgici, a seconda del periodo in cui viene indossata.

La dalmatica è anche indossata dal Vescovo, sotto la casula o la pianeta, durante le Messe Pontificali o comunque di maggiore importanza; in questo modo si indica che il vescovo è detentore della pienezza dell'Ordine sacro.

La tunicella, anticamente riservata al suddiacono, è oggi anche utilizzata in funzione di dalmatica, date le loro caratteristiche simili. La tunicella, infatti, è di dimensioni minori rispetto alla dalmatica ed è provvista di maniche più corte.

Manifattura napoletana, Dalmatica del parato liturgico del vescovo Ferdinando Girardi (1848 - 1860), broccato di seta bianca e sete policrome; Sessa Aurunca, Museo Diocesano "Giovanni Maria Diamare"

Storia

La dalmatica, in origine, era un'ampia tunica, lunga fin sotto i ginocchi, adoperata in Dalmazia e poi dal II secolo d.C. diffusa in tutto il territorio dell'Impero romano, ornata lungo gli orli da fasce rosse con motivi di cerchi pure rossi.

Successivamente venne una utilizzata, come veste caratteristica, dagli imperatori romani d'Oriente, e fu adottata anche dall'imperatore Paolo I di Russia come veste da indossare durante l'incoronazione. Nella liturgia della Chiesa ortodossa, le icone rappresentano Gesù Cristo indossante la dalmatica.

Nella storia della Chiesa è uno dei più antichi paramenti sacri e risale al IV secolo. Nelle chiese di Rito ortodosso e nelle Chiese Orientali cattoliche esistono due vesti molto simili alla Dalmatica: lo sticharion indossato da diaconi e suddiaconi e come sottoveste dai preti e dai vescovi.

Anche i crociati la utilizzavano come veste "da battaglia" sopra l'armatura, con la forma di uno scapolare con un'apertura per la testa e due ali ricadenti sulle braccia.

Esemplari significativi

Fra gli esempi di maggior rilievo storico-artistico si ricorda:

Note
  1. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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