Pinacoteca Ambrosiana di Milano

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Pinacoteca Ambrosiana di Milano
Milano PinAmbrosiana Caravaggio CanestraFrutta XVI.jpg
Caravaggio, Natura morta con cesto di frutta (fine del XVI secolo), olio su tela
Categoria Musei di Fondazione ecclesiastica
Stato bandiera Italia
Regione ecclesiastica Regione ecclesiastica Lombardia
Regione Stemma Lombardia
Provincia Milano
Comune Stemma Milano
Località o frazione {{{Località}}}
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Indirizzo Piazza Pio XI, 2
20123 Milano (MI)
Telefono +39 02806921; +39 02 80692215
Fax
Posta elettronica info@ambrosiana.it
Sito web [1]
Proprietà Fondazione Card. Federico Borromeo
Tipologia arte sacra, arte, archeologico
Contenuti arredi, ceramiche, dipinti, disegni e grafica, lapidi, reperti archeologici, sculture, suppellettile, vetrate
Servizi accoglienza al pubblico, biblioteca, biglietteria, bookshop, fototeca, mediateca, organizzazione di eventi e mostre temporanee, sale per eventi e mostre temporanee, visite guidate
Sistema museale di appartenenza
Sede Museo Palazzo dell'Ambrosiana
Datazione sede XVII secolo
Sede Museo 2°
Datazione sede 2°
Fondatori Federico Borromeo
Data di fondazione 1618
Note
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Coordinate geografiche
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La Pinacoteca Ambrosiana di Milano, collocata nel Palazzo dell'Ambrosiana (XVII secolo), venne istituita nel 1618, per volere del cardinale Federico Borromeo (1564-1631) per conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza della collezione d'arte raccolta dallo stesso prelato e ampliata con donazioni successive.

Storia

Giovanni Ambrogio de Predis, Ritratto di dama (1485-1500), tempera e olio su tavola

La Pinacoteca progettata fin dal 1607 e costituita nel 1618, doveva servire, nell'intenzione del fondatore, il cardinale Federico Borromeo, come sussidio e modello all'erigenda Accademia di Belle Arti per la formazione e l'educazione del gusto estetico, in conformità ai nuovi dettami del Concilio di Trento.

L'Accademia, istituita nel 1621, ebbe come primo presidente il pittore Giovan Battista Crespi detto il Cerano (1573-1632), e incontrò inizialmente un notevole favore, tanto che vi aderirono celebri architetti, pittori e scultori, quali il Biffi, il Mangone, il Procaccini, il Morazzone, Daniele Crespi e il Nebbia; ma più tardi decadde, finché, nel 1776, cessò di esistere.

Rimase, però e si sviluppò sempre di più la Quadreria, che lo stesso cardinale Federico Borromeo aveva descritto nel volume il Musaeum del 1625 e che annoverava già opere di Raffaello, Leonardo, Luini, Tiziano, Caravaggio e Brueghel.

La collezione ne 1618 contava circa 250 opere, ora se ne contano più di 1.500. Fanno parte anche di questa raccolta:

  • Galleria Resta, o galleria portatile, cosiddetta perché riunita in un volume di grande formato e comprendente 248 disegni di vari artisti come Raffaello;
  • Codice Atlantico di Leonardo da Vinci con i suoi 1750 disegni di carattere tecnico-scientifico;
  • cartone preparatorio con la Scuola d'Atene di Raffaello, acquistato dal cardinale Federico Borromeo per l'Accademia, che presenta alcune piccole varianti rispetto al dipinto murale della Stanza della Segnatura in Vaticano.

Nel corso del XX secolo, la Pinacoteca ha subito una serie di ristrutturazioni dovute essenzialmente agli ampliamenti della sede e ai danni riportati nei bombardamenti del 1943. Si ricordano, quindi, i lavori eseguiti nel 1905 - 1906, sotto la direzione di Luca Beltrami, Antonio Grandi e Luigi Cavenaghi; quelli degli anni 1932 - 1938, sotto la guida di Ambrogio Annoni; il riassestamento del 1963 curato dall'architetto Luigi Caccia Dominioni per terminare con l'attuale riallestimento compiuto negli anni Novanta.

Percorso espositivo e opere

L'itinerario museale si sviluppa in ventiquattro sale espositive.

Sala I

La sala raccoglie i dipinti veneti e leonardeschi, prediletti dal cardinale Federico Borromeo per il valore pittorico e l'intensità religiosa che li ispirava, così da renderli esemplari per i giovani pittori che frequentavano l'Accademia. Di rilievo:

Bernardino Luini, Sacra Famiglia con sant'Anna e san Giovannino (1520 ca.), olio e tempera su tavola

Sala II

La sala ospita dipinti italiani, in gran parte rinascimentali, non facenti parte della donazione del cardinale Federico Borromeo del 1618, ma pervenuti alla Pinacoteca con successive donazioni. Di particolare interesse storico-artistico:

Leonardo da Vinci, Ritratto di musico (1485-1490), olio su tavola

Sala III

La sala conserva un importante nucleo di dipinti leonarderschi e lombardi del XV-XVI secolo, tra i quali spiccano:

Raffaello Sanzio, Disegno con la Scuola di Atene (1509), cartone preparatorio

Sale IV - VI

In queste sale prosegue l'esposizione delle opere, provenienti dalla collezione del cardinale Federico Borromeo. Si noti:

Sala VII

La sala espone il nucleo di dipinti fiamminghi collezionati dal cardinale Federico Borromeo fin dal suo soggiorno romano alla fine del XVI secolo. Di rilievo:

Jan Brueghel il Vecchio, Allegoria dell'Acqua e del Fuoco (1608 - 1618 ca.), olio su rame

Sale VIII - IX

Le sala della Medusa (sala 8) e quella successiva delle Colonne (9) conservano le più importanti raccolte di oggettistica della Pinacoteca Ambrosiana, oltre ad alcuni pregevoli dipinti rinascimentali. Di rilievo:

Sala X - XI

Sandro Botticelli, Madonna con Gesù Bambino e angeli, detta Madonna del padiglione (1490-1495), tempera su tavola

Le due sale proseguono la presentazione di dipinti italiani del tardo Quattrocento e del Cinquecento, con opere venete, toscane e padane, tra le quali si segnalano:

Sala XII

Nella sala sono esposti dipinti del Cinquecento veneto con particolare riferimento all'area bergamasca e bresciana. Si noti:

Sale XIII - XVI

Le sale presentano dipinti del tardo Cinquecento e in particolare del Seicento italiano e fiammingo, tra i quali spiccano:

Sala XVII

La sala presenta dipinti italiani, databili dalla fine del XVII al XVIII secolo, di diverse provenienze e scuole pittoriche: veneta, lombarda, genovese, toscana e romana. Di rilievo:

Sala XVIII

La sala presenta il nucleo più importante della collezione del conte Giovanni Edoardo De Pecis, donata alla Pinacoteca nel 1827. Si tratta di un significativo insieme di dipinti italiani e fiamminghi e di una prestigiosa raccolta di bronzetti dorati neoclassici.

Sale XIX - XX

Le sale presentano una significativa selezione degli oltre duecento opere ottocentesche conservate nella Pinacoteca Ambrosiana. Si tratta soprattutto di dipinti di artisti lombardi o attivi a Milano, caratterizzanti diversi momenti della cultura figurativa del XIX secolo. Di rilievo:

Sala XXI

La sala presenta un importante gruppo di dipinti fiamminghi e tedeschi del XV-XVII secolo, in buona parte provenienti dalla Collezione De Pecis, che arricchiscono l'originaria raccolta del cardinale Federico Borromeo. Inoltre, è esposta:

Sala XXII

La sala espone opere d'arte e reperti archeologici di grande interesse storico-artistico fra i quali spiccano:

Sala XXIII

La sala ospita la collezione di Manfredo Settala (1600-1680), donata all'Ambrosiana, che costituisce una raccolta enciclopedica a carattere scientifico di animali esotici imbalsamati, minerali, fossili, strumenti tecnico-scientifici e reperti archeologici. A essi si aggiungono arredi, dipinti, libri e manoscritti a costituire un secentesco museo delle meraviglie.

Note
Bibliografia
  • AA.VV., Pinacoteca Ambrosiana, Editore Electa, Milano 2005 ISBN 9788837028695
  • AA.VV., Pinacoteca Ambrosiana, Editore Mondadori-Electa, Milano 2010 ISBN 9788837028770
  • Antonia Falchetti (a cura di), La Pinacoteca Ambrosiana, Editore Neri Pozza, Venezia 1986
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Touring Editore, Milano 2005, pp. 142 - 143 ISBN 9788836536535
  • Marco Rossi, Alessandro Rovetta, Pinacoteca Ambrosiana, Editore Electa, Milano 1997 ISBN 9788843562435
Voci correlate
Collegamenti esterni

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