Chiesa di Sant'Agnese in Agone (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Chiesa di Sant'Agnese in Agone
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Roma Ch.S.AgneseAgone 1652-1672.jpg
Roma, Chiesa di Sant'Agnese in Agone (1652 - 1672)
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza Navona
00186 Roma
Telefono +39 06 68192134
Fax
Posta elettronica info@santagneseinagone.org
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà Parrocchia di San Lorenzo in Damaso in Roma
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione rettoria
Dedicazione Sant'Agnese di Roma
Vescovo
Fondatore
Data fondazione VIII secolo
Architetti

Girolamo Rainaldi (primo progettista ed esecutore)
Francesco Borromini (secondo progettista ed esecutore)
Carlo Rainaldi (conclusione dei lavori)
Giovanni Maria Baratta (campanili gemelli)

Stile architettonico barocco
Inizio della costruzione 1652
Completamento 1672
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Titolo Sant'Agnese in Agone (diaconia)
Strutture preesistenti Stadio di Domiziano
Pianta centrale
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°53′57″N 12°28′22″E / 41.89907, 12.47283 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Tipologia {{{tipologia}}}
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Chiesa di Sant'Agnese in Agone (latino: Sanctis Agnetis in Agone) è un edificio di culto di Roma, situato sul lato occidentale della celebre piazza Navona.

Storia

Origini e toponimo

La piazza, dove sorge la chiesa è uno splendido complesso urbanistico della Roma barocca, ha forma e dimensioni che derivano dallo Stadio di Domiziano (inaugurato nell'86 d.C.), l'edificio, considerato uno delle più importanti strutture ludiche dell'epoca romana, fu utilizzato probabilmente fino al V secolo, quando iniziò anche la decadenza della città. Tra i fornici in rovina sorse fin dall'VIII secolo un oratorio dedicato a sant'Agnese, giovane donna che, secondo tradizione, subì il martirio in questo luogo.

Nel 1123, l'edificio fu ampliato e trasformato da papa Callisto II in una chiesa con l'ingresso principale nell'odierna Via dell'Anima e con l'abside verso il campus Agonis, l'area di gara dello Stadio di Domiziano. Il toponimo "Agone" rimase a denominazione del sito.

Nel Medioevo, il Campo continuò ad ospitare giostre, corse e tornei cavallereschi, mentre le famiglie nobili si andavano concentrando sui lati meridionale e occidentale della piazza.

Nella metà del XV secolo, alcuni membri della famiglia Pamphilj, trasferitasi da Gubbio a Roma acquistarono una piccola residenza su Via dell'Anima alla quale furono successivamente accorpati alcuni edifici limitrofi al fine di costruire un importante palazzo di rappresentanza.

Costruzione della chiesa barocca

Chiesa di Sant'Agnese in Agonese, volta e cupola

Nel 1651 Giovanni Battista Pamphilj, divenuto papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X, dopo aver intrapreso la costruzione dell'imponente palazzo di famiglia e adornata la piazza con la splendida Fontana dei quattro fiumi (1648-1651) ad opera di Gian Lorenzo Bernini,[1] decise di erigere una nuova chiesa, in luogo dell'antica, contigua al palazzo Pamphilj, come cappella di famiglia, sulla quale doveva esercitare lo ius patronatus il suo casato e dove sarebbe stato sepolto lo stesso pontefice.

L'incarico per la costruzione del nuovo edificio venne affidato a Girolamo Rainaldi (1570 - 1655). I lavori iniziarono il 15 agosto 1652 e il successivo 3 settembre iniziò la demolizione dell'antica chiesa di Sant'Agnese. L'architetto romano, che eseguì i lavori in collaborazione con il figlio Carlo (1611 - 1691), progettò un edificio a pianta centrale a croce greca con cupola senza tamburo, preceduta da un portico e grandi nicchie nei pilastri all'incrocio dei bracci e la facciata rettilinea, con due torri campanarie laterali, collegata alla piazza da un ampia gradinata.

Nel 1653 il papa sollevò i Rainaldi dall'incarico dei lavori, già in fase avanzata, affidandoli a Francesco Borromini (1599 - 1667), il quale previde nel progetto: l'eliminazione del portico; una cupola sostenuta da un alto tamburo e sormontata da una lanterna circondata da sedici colonne; la costruzione ai lati della facciata di due più bassi campanili e maggiormente distanziati tra loro, in modo da agevolare la vista della cupola; l'impostazione concava della facciata.

Alla morte di Innocenzo X (7 gennaio 1655), il suo successore Alessandro VII costituì una commissione che indagasse sugli eventuali errori strutturali del Borromini, incrinando così i rapporti tra l'architetto e la committenza che divennero sempre più difficili fino a provocarne l'abbandono dei lavori. All'epoca era già stata probabilmente portata a termine la zona centrale della facciata assieme alla trabeazione, mentre mancava il frontone centrale con la lunetta, la lanterna della cupola e i campanili erano stati impostati solo fino all'altezza dello zoccolo.

Nel 1657 Olimpia Maidalchini (1591 - 1657), vedova di Pamphilio Pamphili, fratello di Innocenzo X, incaricò Gian Lorenzo Bernini dei lavori di finitura generale dell'interno, mentre Giovanni Maria Baratta eseguì i campanili e Giuseppe Baratta la scalinata.

Nel 1672 fu richiamato a portare a termine i lavori, Carlo Rainaldi che alterò il progetto borrominiano, apportando significative modifiche alla facciata, alla lanterna e ai campanili, eliminando così tutta l'impronta creativa espressa dall'architetto ticinese.

Dall'Ottocento ad oggi

Nel XIX secolo, la chiesa di Sant'Agnese in Agone si presentava piuttosto degradata con le pareti ricche di marmi e di dorature annerite e la pavimentazione sconnessa, per cui si ravvisò la necessità di ulteriori interventi.

Tra il 1852 e il 1853 furono eseguiti lavori all'interno dell'edificio e su disegno di Andrea Busiri Vici vennero realizzati otto grandi finestre in ferro.

La chiesa è luogo sussidiario di culto della Parrocchia di San Lorenzo in Damaso. Inoltre, su di essa insiste l'omonima diaconia: l'attuale diacono è il cardinale Gerhard Ludwig Müller.

Descrizione

Esterno

La chiesa presenta una facciata concava, inquadrata da due campanili gemelli e sovrastata da un'alta cupola.

Interno

Chiesa di Sant'Agnese in Agone (pianta)

L'interno ha una pianta a croce greca, con il braccio trasversale più lungo di quello longitudinale, e propone al centro della chiesa un ottagono che presenta sugli assi principali l'ingresso, l'abside e due cappelle laterali. Nei quattro lati diagonali rispetto agli assi, tra coppie di colonne di marmo rosso di Cottanello, si aprono quattro nicchie in cui sono ubicati altrettanti altari con preziosi paliotti e rilievi marmorei. Questi e i catini, che li sormontano, furono realizzati secondo il progetto decorativo al quale partecipò anche Alessandro Algardi, che non poté terminare l'incarico a causa della sua morte avvenuta nel 1654 e pertanto l'opera fu proseguita da due sue allievi, Ercole Ferrata e Domenico Guidi.

La cupola sorretta da otto colonne di marmo rosso, è decorata con dipinti murali raffiguranti:

Lato destro

Nel lato destro o settentrionale si notano:

Altare maggiore

All'altare maggiore, entro una mostra d'altare, costituita da quattro colonne di verde antico di epoca romana sulle quali poggia un timpano sovrastato da Angeli che recano la colomba con la palma simbolo del martirio, è collocato:

Chiesa di Sant'Agnese in Agonese, altare maggiore

Lato sinistro

Nel lato sinistro o meridionale si notano:

Controfacciata

Sulla controfacciata, sopra il portale d'ingresso, è ubicato:

Cripta

La Cripta, o Sacellum Infimum, è l'unica parte superstite della primitiva chiesa costruita sul luogo del martirio di sant'Agnese. Vi si accede dalla cappella omonima, attraverso la scala posta sulla destra dell'altare. All'interno si notano:

Alessandro Algardi, Giovanni Buratti, Altare con rilievo con Sant'Agnese condotta al martirio (1662 - 1663), marmo

Cappella di San Filippo Neri e cripta dei dei Pamphilij

Per una porta che si apre sulla parete destra della Cappella di San Sebastiano, attraversato un breve corridoio, si accede alla Cappella di San Filippo Neri, il quale ebbe forti legami con la famiglia Pamphilj e per questo fu deciso di dedicargliene una all'interno dell'edificio. La cappella venne restaurata nel 1859 su progetto dell'architetto Andrea Busiri Vici. All'interno si notano:

Nel corridoio che immette nella cappella si trova anche l'accesso alla cripta monumentale dove sono collocate le tombe dei Pamphilij. L'ambiente è stato costruito da Andrea Busiri Vici nel 1864.

Sacrestia

La sacrestia fu edificata tra il 1658 e il 1666 su disegno di Francesco Borromini che l'aveva progettata con tre assi di raccordo fra la chiesa e il Collegio Innocenziano, inserita nella struttura di quest'ultimo palazzo. Dopo l'allontanamento dell'architetto ticinese, fu portata a termine da Andrea Baratta. Vi si accede da un corridoio che da Via dell'Anima immette nel braccio settentrionale della chiesa.

Si tratta di un ambiente rettangolare con angoli convessi, noto come "sacrestia d'estate" che propone un impianto destinato alle funzioni private della famiglia Pamphilij e presenta la tipica quadripartizione dell antiche chiese paleocristiane:

  • Vano d'ingresso
  • Nartece, con la nicchia per il lavamano in marmo realizzato dal Andrea Baratta è collegato alla navata da un grande arcone.
  • Aula ecclesiale con un impianto ottagonale, con i quattro angoli convessi aperti da nicchie sovrastate da coretti e con la volta decorata da dipinti e stucchi dorati.
  • Presbiterio, costituito da un piccolo ambiente rettangolare (meno profondo di quello inizialmente previsto) con volta a botte, decorato con dipinti murali raffiguranti:
Note
  1. Una tradizione popolare tesa a sottolineare la rivalità tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini vorrebbe che la figura del Nilo stia con il capo velato per non guardare la Chiesa di Sant'Agnese ritenuta una bruttura dal Bernini e la statua del Río de la Plata con il braccio alzato e la mano rivolta verso l'edificio sacro ad esprimere il timore che questo crollasse. In realtà si tratta solo di una leggenda, in quanto la fontana venne inaugurata nel giugno del 1651, mentre la prima pietra della chiesa fu posta nell'agosto del 1652 e l'incarico al Borromini fu affidato solo nell'estate del 1653.
  2. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" . URL consultato il 5.2.2019
  3. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  4. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  5. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  6. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  7. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  8. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  9. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
  10. Ibidem . URL consultato il 5.2.2019
Bibliografia
  • Heinz-Joachim Fischer, Rom. Zweieinhalb Jahrtausende Geschichte, Kunst und Kultur der Ewigen Stadt, DuMont Buchverlag, Colonia, 2001
  • Federico Gizzi, Le chiese barocche di Roma, Newton Compton, Roma, 1994
  • Anton Henze, Kunstführer Rom, Roma, 1994
  • Gabriella Marchetti, et al., Sant'Agnese in Agone a piazza Navona, col. "Architettura, Urbanistica, Ambiente", Gangemi, Roma, 2004, ISBN 9788849206876
  • Claudio Rendina, Le Chiese di Roma. Storia e segreti, col. "Tradizioni italiane", Newton & Compton, Roma, 2017, pp. 15-19, ISBN 9788854188358
  • Giuseppe Simonetta, Laura Gigli, Sant'Agnese in Agone a piazza Navona. Bellezza, proporzione, armonia nelle fabbriche Pamphili, col. "Architettura, urbanistica, ambiente", Gangemi, Milano, 2003, ISBN 978-8849203707
  • Rolf Toman (a cura di), L'arte barocca: architettura, scultura e pittura, Könemann, Colonia, 1998, pp. 32-33, 296-297, ISBN 9783829025659
  • Touring Club Italiano (a cura di), Roma, col. "Guide Rosse", Touring, Milano, 2005, pp. 394-395, ISBN 9770390107016
Voci correlate
Collegamenti esterni

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