Joannes-Henricus von Franckenberg

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Joannes-Henricus von Franckenberg
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte 77 anni
Nascita Gross-Glogau
18 settembre 1726
Morte Breda
11 giugno 1804
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Ordinazione presbiterale 10 agosto 1749
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nominato arcivescovo 28 maggio 1759 da Clemente XIII
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Consacrazione vescovile 15 giugno 1759 dal l'arcivescovo Cristoforo Migazzi
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1º giugno 1778 da Pio VI (vedi)
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
° vescovo di Roma
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Joannes-Henricus von Franckenberg (Gross-Glogau, 18 settembre 1726; † Breda, 11 giugno 1804) è stato un cardinale e arcivescovo tedesco.

Cenni biografici

Nacque a Gross-Glogau nella diocesi tedesca di Breslau il 18 settembre 1726, figlio del conte Otto Venantius von Franckenberg e della contessa Franziska Gaudentia von Khünburg. Fu battezzato lo stesso giorno con i nomi di Johann Heinrich Ferdinand Joseph Johann Nepomuk.

La famiglia era vicina alla corona austriaca. Lo avrebbe voluto, come figlio unico, avviare alla carriera militare, ma avendo manifestato, sin dalla tenera età, la sua vocazione religiosa entrò nel collegio gesuita della sua città natale, dove studiò dal 1736 al 1741, per poi proseguire la sua formazione presso l'università di Breslavia. Fu poi a Roma presso il Collegio germanico, pure condotto dai gesuiti. Presso la gregoriana si addottorò in teologia e diritto canonico nel 1749.

Sempre a Roma fu ordinato diacono il 21 settembre 1748 e il 10 agosto dell'anno seguente ricevette l'ordinazione sacerdotale. Era molto apprezzato per le sue grandi doti intellettuali, sia dai sui professori che dai suoi compagni. Divenne amico di Cristoforo Migazzi, quattordici anni più anziano di lui, che diverrà poi arcivescovo di Vienna e che avrà il piacere, dieci anni dopo, di confermare nella successione apostolica della grande Chiesa germanica. Nella festa di Tutti i Santi di quell'anno ebbe l'onore di tenere l'omelia della messa pontificale tenutasi nella basilica di San Pietro in Vaticano, omelia che fu molto apprezzata dal pontefice Benedetto XIV e dai cardinali presenti.

Rientrato in patria nel 1750, divenne segretario dell'allora vescovo in partibus di Pergamo Karl Michael von Attems (Ch), che due anni dopo sarà nominato arcivescovo della neo-costituita arcidiocesi di Gorizia, e terrà quell'incarico sino al 1754. Fu poi decano del capitolo della collegiata di Praga sino al 1756 e sino al 1759 di quella di Alt-Bunzlau in Boemia.

In quell'anno ricevette la nomina arcivescovile di Mechelen. Il 28 maggio ne ricevette il pallio divenendo contemporaneamente primate dei Paesi Bassi. Uomo integro e fedele a Roma, godette anche della protezione di Maria Teresa d'Austria che lo rispettava e ammirava molto. La sovrana non riuscì a ottenergli l'arcidiocesi di Vienna, ma ottenne da Roma la sua nomina a cardinale.

Fu infatti creato cardinale da Pio VI nel concistoro del 1º giugno 1778. Il pontefice gli inviò la berretta rossa con lettera datata 6 giugno, ma il cardinale non si recò mai a Roma per prendere il titolo cardinalizio.

Alla morte dell'imperatrice austriaca gli successe Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. Questi, ispirato dalle nuove filosofie illuministe, volle assumere un controllo molto più diretto sulla Chiesa, scavalcando la Santa Sede, politica riformista ricordata come Giuseppinismo.

La nuova politica imperiale nei confronti della Chiesa vide nell'arcivescovo von Franckenberg un forte oppositore. Nel 1786 Giuseppe II eresse un seminario generale a Lovano e obbligò i vescovi dei Paesi Bassi a chiudere i propri seminare ed a inviare i propri seminaristi a Lovano. Per tre anni il cardinale si rifiutò di inviare i suoi seminaristi presso il seminario generale. Fu quindi convocato alla corte viennese dove l'imperatore gli strappò una ambigua dichiarazione di sottomissione alle volontà imperiali circa il seminario generale.

Di ritorno in diocesi, con l'appoggio degli altri vescovi continuò la sua opposizione e in una lettera pastorale affermò che i testi e gli insegnamenti impartiti a Lovano non erano conformi alla dottrina della Chiesa. Nel 1789 l'imperatore, di fronte al sollevamento popolare dei Paese Bassi, accettò la riapertura dei seminari diocesani. Contemporaneamente il cardinale fu eletto agli Stati Generali rivoluzionari e quando in ottobre scoppiò la rivoluzione del Brabante, von Franckenberg entrò in clandestinità per evitare l'imprigionamento, in quanto ritenuto fomentatore della rivoluzione. Dopo la sconfitta degli Asburgo a Turnhout si arrivò in dicembre all'indipendenza del paese con la fondazione degli gli Stati Uniti del Belgio, e dopo la morte di Giuseppe II nel febbraio 1790 il cardinale rientrò a Mechelen.

Dopo il ritorno degli Imperiali nell'ottobre seguente e anche dopo l'occupazione francese nel 1793 il cardinale mantenne un atteggiamento neutrale. Con l'occupazione francese perse le sue rendite vescovili ma rifiutò la pensione che il governo francese gli aveva offerto come indennizzo. Quando questi gli chiese di sottoscrivere una dichiarazione di consenso al giuramento di fedeltà alla Costituzione civile del clero, l'arcivescovo si rifiutò e nel 1797 fu costretto all'esilio. Visse da prima a Emmerich in Prussia, dove ammalato e ridotto in povertà visse per due anni presso il convento del Terziari della cittadina. Esiliato anche dalla Prussia nel 1799 si trasferì a Borken diocesi di Münster.

Non prese parte al conclave che si tenne a Venezia e che vide eletto papa Pio VII. Nel 1801 rassegnò le dimissione da arcivescovo come chiesto dal pontefice per facilitare il raggiungimento del concordato con la Francia. Rifiutò la proposta di trasferirsi a Roma, ma nel luglio del 1801 lasciò Borken per trasferirsi a Breda, negli odierni Paesi Bassi, dove troverà la morte l'11 giugno 1804.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Arcivescovo metropolita di Malines Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Thomas Philip Wallrad d'Alsace-Boussut de Chimay 28 maggio 1759 - 20 novembre 1801 Jean-Armand de Bessuéjouls Roquelaure I
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Thomas Philip Wallrad d'Alsace-Boussut de Chimay (Ch) 28 maggio 1759 - 20 novembre 1801 Jean-Armand de Bessuéjouls Roquelaure (Ch) I
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Bibliografia

(EN) Godefroid Kurth, Frankenberg, in Charles George Herbermann (a cura di), Catholic Encyclopedia, 15 voll., Robert Appleton Company, New York 1907-1914, vol. VI, 1909, p. 235, online

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