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San Benedetto da Norcia
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
| San Benedetto da Norcia, O.S.B. Monaco | |
|---|---|
| Santo | |
| Fondatore dell'Ordine di San Benedetto | |
| San Benedetto da Norcia, dettaglio dall'affresco di Beato Angelico, San Marco, Firenze | |
| Età alla morte | circa 67 anni |
| Canonizzazione | |
| Venerato da | Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi |
| Ricorrenza | 11 luglio |
| Altre ricorrenze | 21 marzo |
| Patrono di | Europa, Subiaco (RM), Subiaco (Australia), Pomezia, Cassino, speleologi, architetti, ingegneri |
| Collegamenti esterni | |
| Scheda su santiebeati.it | |
San Benedetto da Norcia (Norcia, 480 ca. – Cassino, 21 marzo 547 ca.) è stato un monaco e fondatore italiano dell'Ordine dei Benedettini. Papa Paolo VI lo ha proclamato patrono d'Europa il 24 ottobre 1964.
Indice |
Biografia
Nacque con la sorella Scolastica da un'agiata famiglia romana della gens Anicia. Il padre di Benedetto e Scolastica fu Eutropio, figlio di Giustiniano Probo Console e Capitano Generale dei Romani nella regione di Norcia. La madre fu Claudia Abondatia Reguardati, Contessa di Norcia.
A Norcia Benedetto trascorse gli anni dell'infanzia e della fanciullezza, sicuramente avvertendo la suggestione e l'intensa spiritualità di quei santi uomini che già dal III secolo erano giunti dall'Oriente lungo la valle del Nera e in quella del Campiano. Scampati dalle persecuzioni, essi avevano abbracciato una vita di ascesi e di preghiera in diretto contatto con la natura, vivendo in "corone" di celle scavate nella roccia, facenti capo ad una piccola chiesa comune.
A dodici anni Benedetto fu mandato con la sorella a Roma a compiere gli studi ma, come racconta san Gregorio Magno nel II Libro dei Dialoghi, sconvolto dalla vita dissoluta della città,
| « | ritrasse il piede che aveva appena posto sulla soglia del mondo per non precipitare anche lui totalmente nell'immane precipizio. Disprezzò quindi gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e cercò l'abito della vita monastica perché desiderava di piacere soltanto a Dio. »
|
Si ritirò nella valle dell'Aniene presso Eufide (l'attuale Affile), e da lì a una grotta impervia vicino a Subiaco, fra gli antichi resti di una villa neroniana.
Ricevuti gli abiti monastici dal monaco Romano, accettò di farsi guida ad altri fratelli in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, predicando la parola del Signore ed accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una comunità di ben dodici monasteri, ognuno con dodici monaci ed un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale.
Si allontanò da Subiaco per incomprensioni sorte con i confratelli e, intorno al 529, fondò sull'altura sopra Cassino il monastero di Montecassino, faro di fede e civiltà nei secoli a venire, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori in onore di san Giovanni Battista (da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica) e di san Martino di Tours, che era stato iniziatore in Gallia della vita monastica.
A Montecassino Benedetto visse fino alla morte, ricevendo l'omaggio del popolo in pellegrinaggio e dei sovrani dell'epoca, fra i quali anche Totila re dei Goti, che il santo monaco severamente ammonì.
Qui Benedetto si spense intorno al 547 (secondo altre fonti la data sarebbe il 21 marzo 543), poco dopo sua sorella Scolastica, con la quale ebbe comune sepoltura; spirò in piedi sostenuto dai suoi discepoli, dopo aver ricevuto la Comunione e con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava.
La Regola
| | Per approfondire, vedi la voce: Regola benedettina. |
Nel monastero di Montecassino Benedetto compose la sua Regola, un documento ricco e profondo, specchio dell'uomo di pace e di moderazione che era destinato ad avere un ruolo fondamentale nella storia d'Europa. Prendendo spunto da regole precedenti, in particolare da quella di san Giovanni Cassiano e da quella di san Basilio, egli riuscì a combinare l'insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nella sincera intenzione di fondare una scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.
La Regola, dotta e misteriosa sintesi del Vangelo, nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci, diede nuova ed autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga ed imprecisa, precettistica monastica precedente.
I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci e la figura dell'abate, padre amoroso, mai chiamato superiore, e cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora.
I monasteri che seguono la Regola di san Benedetto sono detti benedettini. Anche se ogni monastero è autonomo sotto l'autorità di un abate, si organizzano normalmente in confederazioni monastiche, delle quali le più importanti sono la congregazione cassinense e la congregazione sublacense, originatesi rispettivamente attorno all'autorità dei monasteri benedettini di Montecassino e di Subiaco.
Il mistero delle reliquie
Da quando le reliquie erano considerate quasi indispensabili alla comune devozione nel Medioevo, e specialmente ai monaci, era naturale che fossero cercate e trovate dappertutto.
Il possesso della salma di san Benedetto è stato disputato per molti secoli (e in un certo senso è disputato ancora) tra Montecassino e Fleury-sur-Loire, o, come è spesso denominato, San Benoît sur Loire. Sembra comunque oramai accertato[1] che la maggior parte delle ossa attribuite a san Benedetto si trovino collocate nella grande teca del monastero di Fleury, in Francia; una mandibola è conservata in un reliquiario speciale, e un frammento importante della regione pareto-occipitale del cranio è posto anch'esso in un reliquiario particolare.
Si possono ricollegare altre reliquie a questo insieme di resti scheletrici, prelevate in diversi tempi da questo insieme, e perfettamente autenticate. Ad esempio:
- un frammento di costola (Benedettine del Calvario di Orléans);
- altro frammento di costola (Benedettine del Santo-Sacramento di Parigi);
- estremità superiore di un radio sinistro (Grande seminario di Orléans);
- parte inferiore di un radio destro e parte inferiore di un perone sinistro (tutti due all'abbazia della Pierre-qui-Vire);
- frammento della parte centrale di un osso lungo (abbazia di Santa Marie di Parigi);
- estremità inferiore di una radio sinistro (abbazia di Saint-Wandrille);
- frammento di falange dell'alluce sinistro (abbazia N.-D. des Gardes);
- frammento della parte centrale di un osso lungo (abbazia di Timadeuc);
- rotula sinistra (abbazia di Aiguebelle);
- frammento di omero sinistro (abbazia della Grande Trappe).
Il ritrovamento di una reliquia
Il grande studioso Jean Mabillon[2] pubblicò nel 1685 la seguente narratio brevis ricavata da un manoscritto medievale del monastero di Sant'Emmeram situato a Ratisbona (Regensburg in tedesco), che egli giudicò vecchio di 900 anni e perciò contemporaneo con la "traslazione" del corpo del Santo.
| « | Nel nome di Cristo.
C'era in Francia, grazie alla provvidenza di Dio, un prete dotto che intraprese un viaggio in Italia, per poter scoprire dove fossero le ossa del nostro santo padre Benedetto, che nessuno più venerava[3]. Alla fine giunse in una campagna abbandonata a circa 70 o 80 miglia da Roma, dove San Benedetto anticamente aveva costruito un convento nel quale tutti erano uniti da una carità perfetta. A questo punto questo Prete ed i suoi compagni erano inquietati dall'insicurezza del luogo, dato che non erano in grado di trovare né le vestigia del convento, né quelle di un luogo di sepoltura, fino a quando finalmente un guardiano di suini indicò loro esattamente dove il convento era stato eretto; tuttavia fu del tutto incapace di individuare il sepolcro finché lui ed i suoi compagni non si furono santificati con due o tre giorni di digiuno. Allora il loro cuoco ebbe una rivelazione in un sogno, e la questione apparve loro chiara poiché al mattino fu mostrato loro, da colui che era sembrato più infimo di grado, che le parole di San Paolo sono vere: Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti[4] o di nuovo, come il Signore stesso ha predetto: Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo[5]. Allora, ispezionando il luogo con maggiore diligenza, trovarono una lastra di marmo che dovettero tagliare. Finalmente, spezzata la lastra, rinvennero le ossa di San Benedetto e, sotto un'altra lastra, quelle di suoi sorella; poiché (come pensiamo) il Dio onnipotente e misericordioso volle che fossero uniti nel sepolcro come lo furono in vita, in amore fraterno ed in carità cristiana. Dopo avere raccolto e pulito queste ossa le avvolsero, una ad una, in un fine e candido tessuto, per portarle nel loro paese. Non fecero menzione del ritrovamento ai Romani per paura che, se questi avessero saputo la verità, indubbiamente non avrebbero mai tollerato che reliquie così sante fossero sottratte al loro paese senza conflitti o guerre di reliquia, il che Dio ha reso manifesto, affinché gli uomini potessero vedere come grande era il loro bisogno di religione e santità, mediante il seguente miracolo. Avvenne cioè che, dopo un po', il lino che avvolgeva queste ossa fu trovato rosso del sangue del santo, come da ferite aperte di un essere vivente. Dalla qual cosa Gesù Cristo ha inteso mostrare che colui a cui appartengono quelle ossa è così glorioso che avrebbe vissuto veramente con Lui nel mondo a venire. Allora furono poste sopra un cavallo che le portò durante tutto quel lungo viaggio così agevolmente che non sembrava ci fosse nessun carico. Inoltre, quando attraversavano foreste o percorrevano strade strette, non c'era albero che ostruisse il cammino od asperità del percorso che impedissero loro di proseguire il viaggio; così che i viaggiatori videro chiaramente come questo potesse avvenire grazie ai meriti di San Benedetto e di sua sorella Santa Scolastica, affinché il loro viaggio potesse essere sicuro e felice fino al regno di Francia ed al convento di Fleury. In questo monastero sono seppelliti ora in pace, finché sorgeranno nella gloria nell'Ultimo Giorno; e qui conferiscono benefici su tutti coloro che pregano il Padre tramite Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che vive e regna nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen. » |
| (Mabillon: Vetera Analecta, vol. IV, 1685, pag. 451-453.)
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- ↑ Leggere in merito il processo verbale (atto autentico) circa il riconoscimento delle reliquie del 9, 10 e 11 luglio 1881, firmato dal diocesi di Orléans e redatto dall'Abate di Fleury, Dom Edmondo Sejourne.
- ↑ Monaco benedettino nato a Saint-Pierremont, Reims, nel 1632 e morto a Parigi nel 1707.
- ↑ Montecassino, monastero fondato da S. Benedetto su un rilievo roccioso dell'Appennino tra Roma e Napoli, era stato distrutto dai Longobardi nel 580 circa, e rimase disabitato fino a 718.
- ↑ 1Cor 1,27
- ↑ Mt 20,26
- Adalbert de Vogüé O.S.B.,San Benedetto - Uomo di Dio, Ed. San Paolo, 1999, ISBN 88-215-3870-2
- Gregorio Magno, Vita di san Benedetto e la Regola, ed. Città nuova, 2001, ISBN 88-311-1403-4
- (DE) Anselm Grün, Benedikt von Nursia, Freiburg in Breisgau, 2006
- (DE) Adalbert de Vogüé, Benedikt von Nursia, in Theologische Realenzyklopädie, 5 (1980), S. 538-549
- (DE) Benedikt von Nursia, Die Regel des heiligen Benedikt, Beuroner Kunstverlag, Beuron, 1990, ISBN 3-87071-060-8
- (DE) Heinrich Suso Mayer, Benediktinisches Ordensrecht in der Beuroner Kongregation Beuron, 1929 ff.
- (DE) Raphael Molitor, Aus der Rechtsgeschichte benediktinischer Verbände - Untersuchungen und Skizzen, Münster, 1929 ff.
- (DE) Gregor der Große: Der Heilige Benedikt, Buch II der Dialoge, EOS Verlag, St. Ottilien 1995, ISBN 3-88096-730-X
- SS. Patriarchae Benedicti Familiae Confoederatae: Catalogus Monasteriorum O.S.B., Editio XIX 2000, Centro Studi Sant'Anselmo, Roma 2000
- (FR) Aldebert de Vogüe, Autour de saint Benoît, in Vie Monastique n°4, Abbaye de Bellefontaine, 1975.
- (FR) Dom Ildefons Herwegen, abbé de Maria Laach, Saint Benoît, Desclée de Brouwer, 1980
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