Bandinello Sauli

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Bandinello Sauli
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte circa 34 anni
Nascita Genova
1484 ca.
Morte Monterotondo
29 marzo 1518
Sepoltura Basilica di Santa Sabina all'Aventino (Roma)
Appartenenza
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Proclamazioni
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Consorte

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Collegamenti esterni
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Bandinello Sauli o de Sauli (Genova, 1484 ca.; † Monterotondo, 29 marzo 1518) è stato un arcivescovo e cardinale italiano.

Cenni biografici

Nacque attorno al 1484 a Genova. Di nobile famiglia patrizia, era il primo di cinque figli e due figlie di Pasquale Sauli e Mariola Giustiniani Longhi di Giacomo. Altro cardinale della famiglia fu Antonmaria Sauli.

Primi anni

In quanto figlio maggiore, Sauli fu inizialmente deputato a occuparsi dei vasti affari della famiglia, e in tal senso fu istruito e impegnato. Chiamato a Roma dallo zio paterno Paolo, che lì si occupava degli affari di famiglia, vi giunse il 14 luglio 1492, per accompagnare i messi della famiglia Sauli incaricati della consegna di alcuni tessuti alla Camera apostolica, in relazione al cosiddetto "Appalto degli spirituali".

La sua carriera mercantile si interruppe però bruscamente per proseguire in ambito ecclesiastico. I motivi di questa scelta non sono del tutto chiari, probabilmente per considerazioni di carattere specificatamente economico e personali. Con l'elezione al soglio pontificio di Giulio II della Rovere, con cui i Sauli intrattenevano da tempo proficue relazioni politiche ed economiche, fece immediatamente seguito la nomina dello zio Paolo Sauli alla Depositeria generale già il 5 novembre 1503, nomina che apriva vaste opportunità economiche e nuove possibilità di promozione politica e sociale per la famiglia genovese all'interno della Curia romana. Allo stesso tempo ci fu un peggioramento della salute di Sauli, affetto da problemi di carattere motorio, rendendo difficile la cura degli affari di famiglia con il dovuto impegno, fatto che influì nella scelta della carriera ecclesiastica di Bandinello. In questo contesto, i Sauli da una parte dilatarono enormemente i propri affari in ambito curiale, romano e internazionale, ottenendo numerosi uffici; dall'altra si impegnarono per favorire la carriera ecclesiastica di Bendinelli, avendo come obiettivo ultimo la porpora.

Ricordato con il titolo di magister già prima del 1503, giunse a Roma non appena Giulio II fu eletto; fu nominato abbreviatore e protonotario apostolico numerario, oltre che cubiculario papale. Il 19 dicembre di quell'anno ottenne in commendam san Siro di Genova, antica cattedrale della città, prima di san Lorenzo e il 29 ottobre dell'anno seguente la chiesa di San Giacomo di Carignano. Nel corso del 1505 gli furono accordati altri benefici ecclesiastici nell'arcidiocesi di Genova e in quelle spagnole di Siviglia e Valencia. Nel concistoro del 1° dicembre dello stesso anno, Giulio II tentò di elevarlo al cardinalato, ma trovando la ferma opposizione del Collegio cardinalizio preferì rinunciare temporaneamente al proposito.

Ministero episcopale

Nel 1506 ottenne il vescovado di Malta e nel 1509 fu trasferito alle sedi unite di Gerace e Oppido Mamertina. Il periodo successivo lo vide fuori dalla Curia, in visita a Genova o forse alla sua diocesi. Questo allontanamento può essere messo in relazione agli eventi della Lega di Cambrai e al successivo peggioramento delle relazioni tra Papato e Francia, essendo la sua famiglia filofrancese.

Cardinalato

Grazie alle capacità e prodigalità della famiglia nel finanziare il pontefice, oltre che alla raccomandazione della Repubblica genovese e all'interesse dello stesso Giulio II di avere sostegni a Genova, in quel momento sotto il controllo francese, nel concistoro del 10 marzo 1511 Sauli fu creato cardinale diacono, essendogli accordati la berretta il 13 marzo e il titolo di san Adriano al Foro.

Sauli partecipò quindi al conclave del 1513, in cui ebbe un ruolo importante, riuscendo a far convergere i voti dei cardinali più giovani a favore di Giovanni de' Medici: un appoggio che, di fatto, permise l'elezione di papa Leone X.

Grato per il sostegno, il nuovo pontefice concesse molti privilegi alla famiglia genovese e al suo cardinale. La Depositeria generale fu confermata ai Sauli e, sebbene già nell'autunno del 1513 il banchiere Filippo Strozzi[1] si fosse proposto per l'ufficio, ottenendone la prerogativa nel maggio del 1514 e firmando il contratto nel giugno del 1515, gli investimenti e i profitti della famiglia genovese in ambito romano rimasero di entità considerevole e si dilatarono negli anni successivi.

Leone X ebbe massima fiducia nel cardinale Sauli, al quale affidò numerosi e delicati incarichi politici, diplomatici e religiosi. Nel 1513 lo volle tra i cardinali deputati alla discussione della Prammatica Sanzione di Bourges presso il Concilio Lateranense V. Nel dicembre del 1515, assieme al cardinale Giulio de' Medici, fu incaricato di accogliere Francesco I di Francia al suo ingresso a Bologna, in vista della riunione con Leone X per la firma del Concordato di Bologna con cui il re di Francia approvò l'abolizione della Prammatica Sanzione, mentre il pontefice accettò di condividere con la Corona il controllo della Chiesa francese. Nella medesima occasione furono i cardinali Medici, Bibbiena, Sauli e Cybo, due fiorentini e due genovesi, tutti considerati intimi del Papa, a intrattenere il re in attesa dell'arrivo del pontefice.

Nell'aprile 1517 Leone X aveva istruito un'inchiesta per indagare e procedere contro Alfonso Petrucci, arrestando e interrogando alcuni familiari del cardinale ancora a Roma. Il cardinale era accusato di tramare per liberare Siena dal controllo mediceo e di aver tentato di avvelenare il Papa con la complicità del medico Battista da Vercelli.

Il 17 maggio il cardinale Petrucci tornò a Roma, ma il 19 venne arrestato e condotto in Castel Sant'Angelo insieme con il Sauli. Il 29 maggio fu arrestato pure il cardinale Raffaele Riario. I cardinali Adriano Castellesi e Francesco Soderini, dopo aver confessato, chiesero e ottennero il perdono papale, versando pure una grossa somma di denaro; ma di lì a poco, timorosi di ulteriori provvedimenti, preferirono allontanarsi da Roma. Nel concistoro del 22 giugno, Leone X decise la deposizione e la privazione di ogni titolo e onore dei cardinali Petrucci, Riario e Sauli, consegnandoli al braccio secolare.

Con il cardinale Riario, dietro il pagamento di una forte ammenda di 25.000 ducati e la dichiarazione di fedeltà al pontefice il cardinale Sauli ottenne il rilascio, l'assoluzione e il ripristino parziale dei titoli il 31 luglio, in particolare il cardinalato, sed non ad vocem activam et passivam. Fu comunque costretto a ritirarsi a Monterotondo. Affranto nello spirito, indebitato, malato e diffamato, forse per avvelenamento il giovane porporato morì il 29 marzo 1518 nella stessa cittadina. Fu seppellito nella chiesa romana di santa Sabina.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Malta Successore: BishopCoA PioM.svg
Antonio Corseto[2] 5 ottobre 1506 - 25 febbraio 1509 Bernardino da Bologna I
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Antonio Corseto[2] {{{data}}} Bernardino da Bologna
Predecessore: Vescovo di Gerace Successore: BishopCoA PioM.svg
Jaime de Chinchillas[3], O. de M. 25 febbraio 1509 - 19 novembre 1517 Francesco Armellini Pantalassi de' Medici
(amministratore apostolico)
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Jaime de Chinchillas[3], O. de M. {{{data}}} Francesco Armellini Pantalassi de' Medici
(amministratore apostolico)
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore: CardinalCoA PioM.svg
François Guillaume de Castelnau-Clermont-Ludève 17 marzo - 24 ottobre 1511 Agostino Trivulzio I
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François Guillaume de Castelnau-Clermont-Ludève {{{data}}} Agostino Trivulzio
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Sabina Successore: CardinalCoA PioM.svg
René de Prie 24 ottobre 1511 - 18 luglio 1516 Giovanni Piccolomini I
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con
René de Prie {{{data}}} Giovanni Piccolomini
Predecessore: Amministratore apostolico di Albenga Successore: BishopCoA PioM.svg
Leonardo Marchesi[4]
(vescovo)
5 agosto 1513 - 19 novembre 1517 Giulio de' Medici I
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con
Leonardo Marchesi[4]
(vescovo)
{{{data}}} Giulio de' Medici
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere Successore: CardinalCoA PioM.svg
Marco Vigerio della Rovere, O.F.M. Conv. 18 luglio 1516 - 22 giugno 1517 se stesso I

se stesso 31 luglio 1517 - 29 marzo 1518 Achille Grassi II
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con
Marco Vigerio della Rovere, O.F.M. Conv. {{{data}}} se stesso
Note
  1. Guido Almagià, STROZZI, Filippo su treccani.it, Treccani Enciclopedia Italiana, 1936 URL consultato il 3-07-2020
  2. cfr. Bishop Antonio Corseto † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 14-07-2020
  3. cfr. Bishop Jaime de Conchillos, O. de M. † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 14-07-2020
  4. cfr. Bishop Leonardo Marchesi † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 14-07-2020
Bibliografia
  • Andrea Fara, SAULI, Bendinelli su treccani.it, Treccani Dizionario Biografico degli Italiani , 2017 URL consultato il 3-07-2020

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