Innocenzo Cibo

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Innocenzo Cibo
CIBO INNOCENZO bo.jpg
Cardinale
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al secolo
ERRORE in "fase canonizz"

1513 INNOCENTIUS CIBO - CYBO INNOCENZO.JPG

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Titolo cardinalizio
Età alla morte 58 anni
Nascita Genova
25 agosto 1491
Morte Roma
14 aprile 1550
Sepoltura Chiesa di santa Maria sopra Minerva
Appartenenza
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Ordinato diacono {{{OrdinazioneDiaconale}}}
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Ordinazione presbiterale
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Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
nominato vescovo
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Creazione
a Cardinale
Creazione
a Cardinale
23 settembre 1513 da Leone X (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
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Collegamenti esterni
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Innocenzo Cibo o Cybo (Genova, 25 agosto 1491; † Roma, 14 aprile 1550) è stato un cardinale e arcivescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque a Genova il 25 agosto 1491, primogenito di Francesco detto Franceschetto, figlio naturale poi riconosciuto di papa Innocenzo VIII, e di Maddalena, figlia di Lorenzo de' Medici e sorella del futuro papa Leone X.

Non vi sono dati certi sulla sua istruzione, e comunque risultava bene introdotto nello studio delle lettere. Abbracciò la carriera ecclesiastica molto presto e ottenne in commenda la badia di san Paolo d'Arno, posta in provincia di Pisa, dallo zio cardinale Giovanni de' Medici. Divenuto costui papa con il nome di Leone X nel 1513, fu creato protonotaio apostolico e, nel primo concistoro del nuovo pontefice, il nipote fu elevato a cardinale con il titolo di cardinale diacono dei santi Cosma e Damiano. Da questo nel 1517 passò a quello di Cardinale diacono di Santa Maria in Domnica, dopo aver ottenuto, l'11 maggio, l'amministrazione della diocesi di Marsiglia. Già in precedenza era stato per brevi periodi amministratore dell'arcidiocesi scozzese di Saint Andrews e di quella di Torino. Anche in seguito ebbe modo di amministrare molte altre diocesi trovatesi in sede vacante.

Continuò ad accumulare benefici, fra cui l'abbazia di san Saba a Roma, l'arcivescovato di Genova, l'abbazia di san Siro nella stessa città, e l'amministrazione del vescovato di Torino, che avrebbe tenuto fino al giugno del 1548.

Nel luglio del 1521 il Cibo sembrò poter ottenere il camerlengato, dietro annullamento di un credito con il papa di circa 40.000 ducati. Ne prese anche possesso il 7 agosto, ma dovette cederlo ai primi di ottobre, perché gli si preferì il cardinale Armellini, che per entrarne in possesso spese una cifra ancora maggiore. Per questo motivo, sembra si sia allontanò da Roma e non vi rientrò che dopo la morte dello zio per il conclave.

Durante il conclave che elesse papa Adriano VI, il Cibo raccolse in alcune votazioni un discreto numero di voti. Alla messa celebrata il 30 settembre in san Pietro dal papa, appena giunto a Roma, il Cibo funse da assistente, ma si allontanò poi speditamente dalla città, perché il papa istruì contro di lui un processo per complicità con il cognato Giovanni Maria da Varano, nell'assassinio di un nipote di questi.

Non tornò nella città che una settimana dopo la morte di Adriano VI. Partecipò quindi al conclave, dal quale dopo più di due mesi fu eletto, il 19 novembre 1523, un altro Medici, che prese il nome di Clemente VII. Il Cibo ne fu uno dei fautori e con l'assunzione al soglio del parente la sua posizione in Curia si rafforzò. Infatti il 1º gennaio dell'anno successivo ottenne la prestigiosa e molto redditizia legazione di Bologna, che inizialmente fu retta da un vice legato, il vescovo di Pola Altobello Averoldi (Ch), mentre il cardinale rimase a Roma per seguire gli affari di famiglia. Prima e dopo la battaglia di Pavia del 24 febbraio 1525, il Cibo si adoperò, sempre da lontano, sia a tranquillizzare i Bolognesi sia a provvedere, in qualche modo, alla loro difesa, mentre intanto sostituiva l'Averoldi con Goro Gheri (Ch), vescovo di Fano. Nell'estate di quell'anno si recò a Bologna, rimase nella legazione più di tre mesi, poi tornò a Roma passando per Massa.

Dopo l'attacco dei Colonnesi a Roma, il 20 settembre 1526, e la successiva stipulazione di una tregua di quattro mesi, durante le trattative il cardinale fu ostaggio dei Colonna. Durante l'avanzata degli Spagnoli di Carlo di Borbone e dei lanzichenecchi del Frundsberg, che si avviavano a congiungersi al Po, minacciando direttamente Bologna, il Cibo, in costante rapporto con il luogotenente generale della lega voluta dal pontefice tra Stato pontificio e Francia, Francesco Guicciardini, si portò nella sua legazione giungendovi il 6 dicembre. Oltre a prendere provvedimenti per la difesa della città, fece da tramite fra il papa e il duca di Ferrara, Ercole d'Este. Il Cibo voleva che l'esercito della lega si schierasse davanti a Bologna; il Guicciardini, ragguagliando il legato sulla lenta ma inesorabile avanzata degli Imperiali, garantì che, se vi fosse stato pericolo, l'esercito alleato si sarebbe schierato in difesa della città.

Quando fu evidente che Bologna rimaneva esclusa dall'itinerario seguito dall'esercito di Carlo V, il cardinale decise di portarsi a Firenze, ormai a sua volta minacciata. Vi giunse in aprile, pochi giorni prima del tumulto, con il quale si tentò di espellere i Medici e nel quale egli stesso si trovò coinvolto. Riparatosi a Pisa ricevette le drammatiche notizie del sacco dell'urbe e intraprese quindi trattative con la Repubblica di Genova per un suo trasferimento in quella città, di cui la sua famiglia era originaria ed egli stesso era arcivescovo. Il 12 giugno ne ottenne il permesso, ma le sollecitazioni del vice legato bolognese lo indussero a tornare nella sua legazione.

Giunse a Bologna in luglio dove si adoperò per l'organizzazione del congresso dei cardinali, intrattenendo per questo rapporti epistolari con Francesco I e con Enrico VIII; inoltre riuscì a sedare le discordie interne della città. Contemporaneamente si assicurò buoni rapporti con il duca di Ferrara, con il quale, il 15 novembre, concluse un trattato. Dopo il soggiorno a Parma, dove erano convenuti i cardinali, il Cibo rientrò in legazione agli inizi del 1528.

Mal visto in città, chiese al pontefice, rifugiatosi nel frattempo a Orvieto, l'esonero dall'incarico. Non fu esaudito e per tutto quell'anno e per metà del successivo alternò al soggiorno in Emilia quello in Lunigiana, fino a che, nell'agosto, da Carrara tornò a Bologna per compiervi i preparativi necessari all'incontro in questa città fra Carlo V e Clemente VII. Accolse quest'ultimo a Castel San Pietro e fece con lui il solenne ingresso in Bologna il 24 ottobre. Accolse l'imperatore al suo arrivo e prese parte alle trattative che si conclusero il 24 dicembre con la ratifica della pace. Fu presente all'incoronazione e quando Carlo V, il 22 marzo 1530, fece ritorno in Germania egli fu uno dei cardinali che lo scortarono. Il 22 novembre 1532, il Medici si recò a Bologna a ossequiare l'imperatore, il governo di Firenze fu affidato al Cibo il quale tenne la reggenza di Firenze per quattro mesi.

Durante il conclave che portò, il 13 ottobre 1534, all'elezione di Paolo III, il Cibo si propose quale candidato, ma senza doti di ingegno o fama di vita esemplare, privo di ricchezze favolose e del sostegno di un partito, tentò di far avanzare la sua candidatura con proposte di alleanze matrimoniali che avevano per oggetto la nipote Giulia da Varano figlia della sorella Caterina. Questo comportamento procurò il risentimento del nuovo pontefice, che concesso Camerino ai Varano di Ferrara, privò le due donne dei feudo, lanciando il 28 marzo 1535 l'interdetto sul ducato.

Mal visto nell'urbe, nell'aprile del 1535 partì per Firenze, prese dimora nel palazzo già dei Pazzi, appartenente come gli altri beni patemi al fratello Lorenzo, in favore del quale il Cibo aveva rinunciato all'eredità paterna. Quando a Napoli si concluse il matrimonio di Margherita d'Austria con il duca Alessandro, il governo di Firenze fu affidato al Cibo. Questi, che nel settembre era stato privato dal papa della legazione di Bologna, accolse l'11 maggio dell'anno dopo a Massa l'imperatore, ivi giunto reduce da Napoli e da Roma.

Dal 6 febbraio al 14 giugno 1538 fu amministratore della sede di Tropea, per diventare poi, per diretto interessamento di Carlo V, amministratore della sede metropolitana di Messina, carica che mantenne fino alla sua morte. Nel 1542 fu nominato protettore della Germania. Nel 1547 divenne reggente di Massa e Carrara per breve tempo. Prese parte al conclave del 1549-1550, che elesse papa Giulio III, che incoronò il 22 febbraio 1550. In quell'anno optò per la diaconia di santa Maria in Via Lata, come cardinale protodiacono.

Fu amico sia dell'imperatore Carlo V che di Francesco I re di Francia. Riconobbe quattro figli naturali: Elena, Clemente, Ricciarda e Alessandro.

Morì a Roma il 14 aprile 1550 e fu sepolto nel coro della chiesa di santa Maria sopra Minerva.

Predecessore: Cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano Successore: CardinalCoA PioM.svg
Alessandro Farnese 29 settembre 1513 - 26 giugno 1517 Giovanni Salviati I
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Alessandro Farnese {{{data}}} Giovanni Salviati
Predecessore: Amministratore apostolico di Saint Andrews (Scozia) Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Alexander Stewart Ch 13 ottobre 1513 - 13 novembre 1514 Andrew Forman Ch I
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Alexander Stewart Ch {{{data}}} Andrew Forman Ch
Predecessore: Amministratore apostolico di Torino Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Domenico della Rovere maggio 1516 - 11 maggio 1517 Claudio di Seyssel Ch I
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Domenico della Rovere {{{data}}} Claudio di Seyssel Ch
Predecessore: Cardinale diacono di Santa Maria in Domnica Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giulio de' Medici 26 giugno 1517 - 19 dicembre 1520 Niccolò Gaddi I
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Giulio de' Medici {{{data}}} Niccolò Gaddi
Predecessore: Amministratore apostolico di Marsiglia Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Claudio di Seyssel Ch 11 maggio 1517 - 12 gennaio 1530 Giovanni Battista Cibo Gc I
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Predecessore: Amministratore apostolico di Aleria Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Girolamo Pallavicini Gc 19 giugno 1518 - 14 aprile 1550 Francesco Pallavicini Gc I
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Girolamo Pallavicini Gc {{{data}}} Francesco Pallavicini Gc
Predecessore: Amministratore apostolico di Ventimiglia Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Marco Vigerio della Rovere, O.F.M. Conv. 27 giugno 1519 - 8 agosto 1519 Carlo Visconti I
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Marco Vigerio della Rovere, O.F.M. Conv. {{{data}}} Carlo Visconti
Predecessore: Arcivescovo di Genova Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Giovanni Maria Sforza Ch 11 maggio 1520 - 14 aprile 1550 Gerolamo Sauli Ch I
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Giovanni Maria Sforza Ch {{{data}}} Gerolamo Sauli Ch
Predecessore: Amministratore apostolico di Torino Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Claudio di Seyssel Ch 4 luglio 1520 - 22 giugno 1548 Cesare Cibo (Cybo) Ch I
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Claudio di Seyssel Ch {{{data}}} Cesare Cibo (Cybo) Ch
Predecessore: Camerlengo di Santa Romana Chiesa Successore: COA Cardinal Camerlingue template.svg
Raffaele Sansoni Galeotti Riario
(1483-1521)
7 agosto 1521 - ottobre 1521 Francesco Armellini Pantalassi de' Medici
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Raffaele Sansoni Galeotti Riario
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(1521-1528)
Predecessore: Amministratore apostolico di Vulturara e Montecorvino Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Vincenzo Sabbatini Ch 10 ottobre 1526 - 21 novembre 1526 Giulio Mastrogiudice Ch I
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Predecessore: Amministratore apostolico di Mariana Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Giovanni Battista Uso di Mare Gc 20 marzo 1531 - 1 dicembre 1531 Cesare Cibo Gc I
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Giovanni Battista Uso di Mare Gc {{{data}}} Cesare Cibo Gc
Predecessore: Amministratore apostolico di Béziers Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Antoine Dubois Ch 3 novembre 1536 - 13 giugno 1537 Jean de Lettes Ch I
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Antoine Dubois Ch {{{data}}} Jean de Lettes Ch
Predecessore: Amministratore apostolico di Tropea Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Giovanni Antonio Pappacoda Ch 6 febbraio 1538 - 14 giugno 1538 Girolamo Ghinucci I
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Predecessore: Amministratore apostolico di Messina Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Antonio La Legname Ch 14 giugno 1538 - 14 aprile 1550 Giovanni Andrea Mercurio I
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Antonio La Legname Ch {{{data}}} Giovanni Andrea Mercurio
Predecessore: Cardinale diacono di Santa Maria in via Lata Successore: CardinalCoA PioM.svg
Niccolò Ridolfi 28 febbraio 1550 - 14 aprile 1550 Niccolò Gaddi I
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Bibliografia
  • Franca Petrucci «CIBO, Innocenzo». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma : Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Vol. 25 (1981) (online)

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