Ludovico Fieschi

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Ludovico Fieschi
Cardinale
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battezzato
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Titolo cardinalizio
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Nascita Genova
metà XIV secolo
Morte Roma
3 aprile 1423
Sepoltura Cattedrale di San Lorenzo (Genova)
Conversione
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Ordinato diacono
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Incarichi ricoperti
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° vescovo di Roma
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al pontificato
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Proclamazioni
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Eventi
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Ludovico Fieschi (Genova, metà XIV secolo; † Roma, 3 aprile 1423) è stato un cardinale e vescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque intorno alla metà del XIV secolo da Niccolò, signore di Torriglia, della nobile famiglia dei conti di Lavagna.

Non si hanno notizie circa i suoi primi anni di vita e sulla sua formazione, di certo divenne protonotaio apostolico, prima della sua nomina cardinalizzia.

Episcopato

Dopo la morte dello zio, Giovanni Fieschi, cardinale e vescovo di Vercelli, nel 1382 gli subentrò alla guida della diocesi mentre un altro parente Jacopo Fieschi[1] fu elevato da Urbano VI arcivescovo di Genova.

Cardinalato

Ludovico nel concistoro del 17 dicembre 1384 fu creato cardinale diacono mentre Urbano VI si trovava a Nocera nei pressi di Napoli, impegnato nella lotta con Carlo III d'Angiò Durazzo ed aveva bisogno di aiuti dall'esterno. La richiesta di soccorso, inviata tra gli al neo cardinale e all'arcivescovo di Genova, partì il 3 aprile 1385, e nel settembre Urbano VI riuscì a rifugiarsi a Genova su navi genovesi. A Genova quindi si costituì - dopo un aspro conflitto tra il papa e i suoi cardinali (cinque di essi pagarono con la vita) - la nuova Curia romana. Il Fieschi, pur conservando l'amministrazione di Vercelli, ricevette la diaconia di sant'Adriano, titolo cardinalizio che era stato già del suo antenato, papa Adriano V.

Alla fine del 1386 il Fieschi fu a Lucca al seguito del pontefice e nel 1388 ricoprì l'ufficio di vicario in temporalibus a Todi. Dopo la morte di Urbano VI, prese parte al conclave nel quale fu eletto un altro napoletano, Perrino Tomacelli, che prese il nome di Bonifacio IX. Durante il pontificato di questo, che durò fino al 1404, fu spesso assente dalla Curia, e dal 1395 in poi perfino per vari anni.

Obbedienza avignonese

Nel 1403 divenne cardinale protodiacono. Dall'autunno del 1403 alla Pasqua dell'anno seguente fu a Genova. Non partecipò al conclave del 1404, che elesse papa Innocenzo VII. Abbandonò l'obbedienza di papa Innocenzo VII il 22 ottobre 1404 e si unì all'antipapa Benedetto XIII, nel maggio seguente era presso la curia avignonese dove fu confermato amministratore di Vercelli dall'antipapa il 17 novembre 1405. L'anno seguente ottenne l'amministrazione della sede di Carpentras.

Il Fieschi rimase a fianco di Benedetto XIII anche dopo il fallimento degli accordi, da lui sottoscritti, di Marsiglia del 21 aprile 1407, che prevedevano un incontro di Benedetto XIII e Gregorio XII, incontro che non si realizzò. Non fece parte neanche di quel gruppo di cardinali, sia avignonesi sia romani, che nel maggio del 1408 decisero di por fine allo scisma con il ricorso ad un concilio. Mentre fu presente all'apertura del concilio di Perpignano voluto dall'antipapa per anticipare le mosse dei cardinali dissidenti.

Obbedienza Pisana

Cominciava a diventare problematico per lui restare alla Curia del papa avignonese. La Francia, protettrice di Genova, era a favore del concilio e nella stessa Genova aumentavano i fautori di questo. Il 27 luglio 1409 il Fieschi fu convocato dal concilio e due settimane più tardi il papa eletto a Pisa, Alessandro V, restituì a Pileo de' Marini[2] l'arcivescovato di Genova. Infine, in settembre, venne rovesciato a Genova il governo francese sostenuto dai Fieschi. In questa situazione il Fieschi fu sempre più sollecitato a lasciare Benedetto XIII e ad avvicinarsi ad Alessandro V. La citazione del concilio, d'altra parte, gli concedeva due mesi per prendere una decisione, assicurandogli la conferma dei benefici e del cardinalato. Evidentemente il Fieschi ottemperò entro i termini previsti, poiché all'inizio di ottobre Alessandro V gli confermò il vescovato di Carpentras e lo nominò, il 10 ottobre, vicario generale a Forlì, mentre Benedetto XIII lo spogliò dei titoli e dei benefici. Si consumò così il secondo cambiamento di obbedienza del cardinale, che ancora una volta si adattò alla politica francese.

Partecipò al conclave del 1410, che elesse l'antipapa Giovanni XXIII. Il Fieschi accompagnò il nuovo papa a Roma e nel 1412 prese parte ai lavori pre il nuovo concilio. In seguito alla rinuncia del Fieschi, Giovanni XXIII assegnò il vescovato di Vercelli a suo nipote Ibleto[3].

Nello stesso 1412 i Bolognesi cacciarono il cardinale Corrado Caracciolo e per restaurare il governo pontificio nella città Giovanni XXIII vi mandò come nuovo legato il Fieschi, affidandosi alle sue sperimentate capacità militari. Così Giovanni XXIII, cacciato da Roma, poté ancora una volta trovare rifugio a Bologna.

Concilio di Costanza

Alla fine del 1414 il Fieschi accompagnò Giovanni XXIII al concilio riunitosi a Costanza e lo seguì anche quando Giovanni, all'inizio del 1415, abbandonò l'assemblea prima di essere sottoposto a giudizio.

Dopo il processo contro Giovanni XXIII, e la sua deposizione, ritornò a Costanza, dove prese parte ai lavori del concilio e, nel novembre del 1417, anche all'elezione di Martino V. Nell'ottobre dell'anno seguente raggiunse la Curia pontificia a Firenze dopo un soggiorno a Genova.

Subito dopo l'arrivo a Roma Martino V affidò al Fieschi un altro incarico per il quale erano qualificanti le sue capacità militari. A Ladislao I di Napoli, morto nel 1414, vi succedette la sorella Giovanna, la quale, senza figli, nel novembre 1418 aveva adottato Alfonso V d'Aragona. Ma anche Luigi III d'Angiò, sostenuto dal papa, avanzava pretese sul trono di Napoli. Il Fieschi fu a Napoli nell'ottobre 1420, ma per aver condotto una politica apertamente filoangioina e antiaragonese, Alfonso sollecitò il papa a richiamarlo. Terminata la missione in ottobre fu concluso, con la mediazione fiorentina, un accordo per la questione napoletana.

Morì il 3 aprile 1423 a Roma, e fu sepolto nella cattedrale di Genova. Fu uno dei pochissimi cardinali ad aver conosciuto il primo e l'ultimo papa dello scisma d'Occidente.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Vercelli Successore: BishopCoA PioM.svg
Giovanni Fieschi 29 marzo 138230 luglio 1387
30 luglio 1387 - 31 ottobre 1407 come amministratore apostolico
Ibleto Fieschi I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Giovanni Fieschi {{{data}}} Ibleto Fieschi
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore: CardinalCoA PioM.svg
Gentile di Sangro dopo il 13 gennaio 13853 aprile 1423 Hugues de Lusignan I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Gentile di Sangro {{{data}}} Hugues de Lusignan
Predecessore: Amministratore apostolico di Carpentras Successore: BishopCoA PioM.svg
Pierre Laplotte[4], O.S.B.
(vescovo)
31 ottobre 14063 aprile 1423 Jacopo del Campolo[5] I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Pierre Laplotte[4], O.S.B.
(vescovo)
{{{data}}} Jacopo del Campolo[5]
Predecessore: Cardinale protodiacono Successore: CardinalCoA PioM.svg
Landolfo Maramaldo 16 ottobre 14153 aprile 1423 Rinaldo Brancaccio I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Landolfo Maramaldo {{{data}}} Rinaldo Brancaccio
Note
  1. cfr. (EN) Archbishop Jacopo Fieschi † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 16-06-2023
  2. cfr. (EN) Archbishop Pileo de’ Marini † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 16-06-2023
  3. cfr. (EN) Bishop Ibleto Fieschi † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 16-06-2023
  4. cfr. (EN) Bishop Pierre Laplotte, O.S.B. † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 16-06-2023
  5. cfr. (EN) Bishop Giacomo de Camplo (Turco) † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 16-06-2023
Bibliografia