Antipapa Giovanni XXIII

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Antipapa Giovanni XXIII
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Cardinale · Antipapa
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al secolo Baldassarre Cossa
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Antipapa

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Titolo cardinalizio
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Età alla morte circa 49 anni
Nascita Procida secondo altri Ischia
1370 ca.
Morte Firenze
22 dicembre 1419
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Ordinazione presbiterale 24 maggio 1410
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Consacrazione vescovile 25 maggio 1410
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27 febbraio 1402 da Bonifacio IX (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
Eletto Antipapa nel 1410, in carica fino al 29 maggio 1415
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pseudocardinale
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° vescovo di Roma
Elezione
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Collegamenti esterni
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Antipapa Giovanni XXIII, al secolo Baldassarre Cossa (Procida secondo altri Ischia, 1370 ca.; † Firenze, 22 dicembre 1419) è stato un cardinale e antipapa italiano eletto papa dal Concilio di Pisa nel 1410 a seguito della morte di Alessandro V, con il nome (poi ignorato nella storiografia vaticana) di Giovanni XXIII. In seguito fu riconosciuto come antipapa dal concilio di Costanza del 1415, convocato sotto le pressioni dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e processato.

La vita

Apparteneva alla famiglia dei Cossa, signori di Procida e Ischia, legata alla dinastia angioina.

Frequentò l'università di Bologna dove si laureò in diritto e in seguito prese l'ordinazione, probabilmente per seguire il volere della famiglia. La sua carriera ecclesiastica fu rapida grazie agli appoggi influenti dei suoi familiari.

Nel 1402 Papa Bonifacio IX lo nominò cardinale diacono di Sant'Eustachio, mentre un anno dopo lo nominava legato in Romagna.

Rafforzò il potere della Chiesa nella regione e stabilì un'alleanza con la città di Firenze.

Si impegnò per ricomporre lo scisma d'occidente, cercando di fare da intermediario tra il nuovo papa romano Gregorio XII e l'avignonese Benedetto XIII, ma le sue trattative fallirono, quindi su sua iniziativa fu organizzato un concilio nel 1408 a Pisa.

Fu nel maggio del 1408 quindi che uno dei sette cardinali che abbandonarono papa Gregorio XII, insieme a quelli che erano obbedienti all'antipapa Benedetto XIII, indissero il Concilio di Pisa, di cui Cossa divenne il capo.

Il finanziamento del concilio di Pisa avvenne tramite i beni dello stesso Cossa e con un aiuto da parte del Comune di Firenze e di Luigi II d'Angiò, che aveva nel Cossa un importante alleato contro il suo rivale Ladislao d'Angiò Durazzo. Il concilio, che si tenne da marzo a giugno 1409, depose i due pontefici e nominò Alessandro V e l'anno dopo, dopo la sua morte il 10 maggio 1410, lo stesso Baldassarre Cossa.

Amico di Giovanni di Bicci de' Medici, fece accedere i Medici all'attività della Camera Apostolica, permettendo al loro Banco di riscuotere le decime e ricavarne una percentuale, un'opportunità che accrebbe notevolmente le fortune finanziarie della famiglia.

Un obiettivo importante per Giovanni XXIII era la riconquista di Roma, occupata dalle truppe di Ladislao, che furono scacciate con Luigi II (12 aprile 1411).

In seguito però il papa perse l'appoggio di Luigi e cercò il sostegno del nuovo imperatore Sigismondo di Lussemburgo, oltre all'appoggio generale dei vari re cristiani, nominando vari cardinali per ciascuno dei regnanti.

Nel 1411, il 29 aprile, Giovanni XXIII convocò un nuovo concilio a Roma per la primavera successiva, già previsto dal Concilio di Pisa. Riuscì a trovare un'intesa con Ladislao di Napoli nel 1412, ma la pace ebbe breve durata e dopo l'apertura del concilio (10 febbraio 1413) dovette chiuderlo solo un mese dopo e riparare a Bologna per l'avvicinarsi delle truppe di Ladislao. Fu scelta allora una nuova sede, Costanza, in territorio imperiale, quindi sotto al giurisdizione di Sigismondo del Sacro Romano Impero.

Monumento funebre all'Antipapa Giovanni XXIII, Donatello e Michelozzo, Battistero di Firenze

Il concilio di Costanza, indetto nella città di Lodi in Italia, si aprì il 1º novembre 1414. In quell'anno Giovanni XXIII e l'imperatore Sigismondo, dopo essersi accordati a Lodi, si diressero verso Cremona passando, il primo, da Castelnuovo Bocca d'Adda e il secondo da Pizzighettone. L'agosto successivo moriva Ladislao, quindi nel Cossa si riaccese la speranza di rivedere Roma. Nel frattempo il concilio stava prendendo una piega a lui sfavorevole: spinto all'abdicazione, abbandonò Costanza e con la protezione del Duca d'Austria Federico IV d'Asburgo, si rifugiò nel castello di Sciaffusa, poi a Laufenburg e infine a Friburgo.

Questa fuga contrariò l'imperatore, che si fece consegnare Giovanni XXIII da Federico d'Austria e lo fece imprigionare a Radolfzell vicino a Costanza. Fu quindi processato davanti al concilio e deposto il 29 maggio 1415. Passato nelle mani del conte palatino del Reno Ludovico di Wittelsbach, venne rinchiuso nel castello di Hausen presso Mannheim e poi, dopo una tentata evasione, a Heidelberg.

Nel novembre 1417 venne eletto papa Martino V, il quale iniziò le trattative per la sua liberazione. Venne infine consegnato ai commissari pontifici nell'aprile del 1419, grazie all'intervento di Giovanni di Bicci de' Medici, che pagò per la sua liberazione, attraverso un suo agente, la notevole somma di 30.000 fiorini.

Fu così che il Cossa poté recarsi a Firenze, dove arrivò il 23 giugno 1419 e, vestito come un dottore di legge, si presentò davanti a Martino V riconoscendolo legittimo pontefice.

Per i suoi meriti, il papa concesse al Cossa di rientrare nel Sacro Collegio come vescovo di Tuscolo. Bisogna dire che per quanto il Concilio lo abbia deposto ufficialmente come Antipapa, in realtà molti contemporanei, tra cui lo stesso Martino V che era stato un suo sostenitore contro Gregorio XII, lo vedevano come un Papa legittimo che doveva essere deposto per il bene della Chiesa e non come un usurpatore da rimettere al suo posto. Per costoro, Gregorio XII aveva smesso di essere Papa già nel 1409, nonostante il Concilio considerasse (così come fa la Chiesa oggi) quest'ultimo ancora Pontefice valido e lo abbia convinto a dimettersi anziché deporlo con la forza. La legittimità di Giovanni XXIII, se fu messa in discussione, non fu mai veramente negata sino al 1947, quando fu tolto dall'Annuario Pontificio.

Morì a Firenze il 27 dicembre 1419 e fu sepolto, come da lui richiesto, nel Battistero di Firenze, al quale aveva donato la preziosa reliquia di un dito di San Giovanni Battista (oggi al Museo dell'Opera del Duomo). Per lui fu costruita tra il 1425 e il 1430 la bellissima sepoltura opera di Donatello e Michelozzo.

Edward Gibbon afferma in La Storia del declino e la caduta dell'impero romano che Giovanni XXIII fu accusato di pirateria, omicidio, stupro, sodomia e incesto, con le accuse più gravi che erano soppresse. Certamente, bisogna guardare queste accuse alla luce della situazione politica del tempo, perché le accuse potevano essere gonfiate; si noti la somiglianza delle accuse contro i cavalieri templari.

Nel 1907 Robert Hugh Benson scrisse un romanzo apocalittico e apologetico di grande successo, "Lord of the World" (Signore del Mondo). Immaginava come ultimi due Papi della Chiesa Giovanni XXIV e Silvestro III in quanto, all'epoca in cui scriveva, Baldassarre Cossa era considerato Pontefice legittimo e Silvestro III (1045) era ritenuto Antipapa, esattamente il contrario di oggi.

Il nome di Giovanni XXIII tra i papi e papa Roncalli

Egli non deve essere confuso con il papa Giovanni XXIII del XX secolo. Il fatto che per più di 500 anni non ci sia stato un Papa con il nome Giovanni (contro 23 in 1400 anni) è probabilmente dovuto alla figura controversa che questo antipapa ha rappresentato. Quando il cardinale Angelo Roncalli fu eletto e divenne Papa Giovanni, ci fu una piccola controversia per decidere se lui doveva essere Giovanni XXIII oppure Giovanni XXIV; lui stesso dichiarò che era Giovanni XXIII mettendo a tacere la questione.

La decisione di Giovanni XXIII di non essere chiamato Giovanni XXIV come ci si poteva aspettare valeva come una conferma dello stato di antipapa di questo primo Giovanni XXIII. La scelta di chiamarsi Giovanni XXIII da parte di Roncalli venne presa nell'estate del 1958 a Lodi dove il porporato, in visita al vescovo Tarcisio Vincenzo Benedetti, visitò la quadreria della Sala Gialla del palazzo vescovile di Lodi, dove sono presenti le effigi dell'antipapa Giovanni XXIII e dell'imperatore Sigismondo che si incontrarono a Lodi nel 1414. Roncalli fece notare bonariamente all'amico Benedetti che non era conveniente tenere in un palazzo vescovile il quadro di un antipapa. Sorta la discussione circa il nome Giovanni XXIII o XXIV in una eventuale scelta di questo nome da parte di un nuovo pontefice, Roncalli espresse l'opinione che fosse giusto Giovanni XXIII perché il Cossa era stato un antipapa. Non sapeva che da lì a pochi mesi sarebbe stato lui, come successore di Pio XII, a compiere quella scelta.

Dal punto di vista storico il problema rimane. I due papi dell'obbedienza pisana per cinque secoli furono riconosciuti come legittimi successori di Gregorio XII, infatti il nome di Alessandro V ne è la prova: il successivo papa che prese il nome di Alessandro assunse la numerazione VI (Alessandro VI), essendo che allora Alessandro V e Cossa erano annoverati tra i pontefici; mentre il nome dell'altro papa pisano, il nostro Giovanni XXIII, fu ripreso da Roncalli, essendo mutata l'opinione della storiografia. Così, il nome "Alessandro" fu preso prima che Filargo e Cossa non fossero più considerati veri Papi, mentre il nome "Giovanni" fu preso dopo che i due non furono più considerati Papi, con gli esiti che abbiamo visto.

Resta il fatto che nella Basilica di San Paolo fuori le Mura i mosaici dei due papi pisani si trovano entrambi esposti, prova che la tradizione successiva li aveva riconosciuti entrambi: Martino V si considerava successore di Giovanni XXIII (del quale era stato un sostenitore) e non di Gregorio XII, infatti quest'ultimo fu da lui nominato Pontefice Emerito di Roma, in quanto pensava che avesse smesso di essere Papa con la deposizione del 1409 e l'elezione di Alessandro V. Regnava l'incertezza e molti, come Martino V e Alessandro VI, propendevano a considerarli veri Papi. Dunque Angelo Roncalli scelse di chiamarsi con il nome di un papa che era stato presente nelle liste ufficiali (e anche nell'Annuario Pontificio) fino al 1947 perché condivideva la tesi degli storici, adottata da pochi anni anche nella Chiesa, secondo cui Alessandro V e Giovanni XXIII non furono veri Papi ma Antipapi.

Nel 1907, nel romanzo "Il Padrone del Mondo", Robert Hugh Benson chiama gli ultimi due Papi della storia "Giovanni XXIV" e "Silvestro III" perché, allora e fino al '47, Filargo e Cossa erano considerati veri Papi, mentre Papa Silvestro III era considerato un Antipapa (infatti il suo ritratto a San Paolo fuori le Mura non c'è).

Però se un giorno Alessandro V e Giovanni XXIII venissero riconosciuti come veri Papi, non sarebbe un problema mettere il Cossa tra i Pontefici di nome Giovanni poiché, mancando un Papa di nome Giovanni XX, basterebbe rinumerare i nomi dei Papi Giovanni XXI (Pedro Iuliani) e XXII (Jacques Duése) come Giovanni XX e XXI ed inserire Baldassare Cossa come Giovanni XXII. Pur tenendo presente che Giovanni XVI fu in realtà un Antipapa, questa numerazione sarebbe ancora più vicina dell'attuale al vero numero dei Papae Ioannes. Lo storico Gibbon, infatti, si riferisce all'Antipapa Cossa chiamandolo "Giovanni XXII".

Successione degli incarichi

Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Eustachio Successore: CardinalCoA PioM.svg
vacante
dal 1390
1402 - 1410 vacante
fino al 1408
I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
vacante
dal 1390
{{{data}}} vacante
fino al 1408
Predecessore: Cardinale vescovo di Frascati Successore: CardinalCoA PioM.svg
Angelo Correr
1415 - 1417
23 giugno - 22 dicembre 1419 Antonio Panciera
1420 - 13 marzo 1431 (amministratore apostolico)
14 marzo - 3 luglio 1431 (vescovo effettivo)
I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Angelo Correr
1415 - 1417
{{{data}}} Antonio Panciera
1420 - 13 marzo 1431 (amministratore apostolico)
14 marzo - 3 luglio 1431 (vescovo effettivo)
Predecessore: Signore di Bologna Successore: Bologna-Stemma.png
Giovanni Maria Visconti 1403 - 1411 Governo popolare di Pietro Cossolini I

Governo popolare di Pietro Cossolini 1412 - 1416 Antongaleazzo Bentivoglio II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Giovanni Maria Visconti {{{data}}} Governo popolare di Pietro Cossolini
Voci correlate
Bibliografia
  • François-Charles Uginet, Enciclopedia dei Papi, II, Roma, 2000, pp. 614-619.
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