Prospero Santacroce

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Prospero Santacroce
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Incarichi attuali
Età alla morte 75 anni
Nascita Roma
24 settembre 1514
Morte Roma
8 novembre 1589
Sepoltura Chiesa di Santa Maria in Publicolis
Appartenenza
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12 marzo 1565 da Pio IV (vedi)
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Prospero Santacroce, o Prospero Publicola de Santa Croce (Roma, 24 settembre 1514; † Roma, 8 novembre 1589), è stato un cardinale, nunzio apostolico e vescovo italiano.

Cenni biografici

Prospero nacque a Roma il 24 settembre 1514 da Tarquinio e da Ersilia Massimi. Era zio del cardinale Antonio Santacroce (1598-1641), nipote del cardinale Marcello Santacroce e prozio del cardinale Andrea Santacroce.

Fu allievo dell'umanista Paolo Ugolino che lo istruì nelle lingue greca e latina. Durante il sacco di Roma del 1527 i genitori morirono di peste e i beni di famiglia andarono perduti. A tredici anni le sue condizioni di vita e quelle dei suoi tre fratelli e di sua sorella divennero precarie e lo segnarono per sempre. Dovette chiedere l'aiuto di facoltosi parenti.

Dal 1533 iniziò gli studi presso l'Università di Padova, l'11 novembre 1537 ottenne il titolo di dottore in utroque iure e tornò a Roma per svolgere la funzione di avvocato concistoriale, chiamato da Paolo III a succedere a suo zio Pompilio Santacroce. Nel maggio del 1544 accompagnò il cardinale Alessandro Farnese alla Dieta di Worms.

Nunzio apostolico

Nel gennaio del 1548 fu scelto come nunzio presso il re dei Romani Ferdinando I e ricevette le lettere di credenziali il 21 marzo. L'indomani fu nominato vescovo titolare di Cisamo. Inizialmente dovette occuparsi di molte questioni cruciali presso l'imperatore Carlo V, intenzionato a far riconoscere da Roma l'interim confessionale di Augusta. Mentre da parte della Santa Sede si pretendeva il rientro di Piacenza nei suoi domini. Dopo il fallimento della sua missione, Santacroce continuò a esercitare la sua funzione e seguì Ferdinando I negli anni successivi. Il grande adempimento della sua nunziatura fu la conversione della setta politico-religiosa hussita detta dei Calixtini.

Giulio III lo volle nunzio presso la corte di Francia e gli rimise le sue istruzioni il 19 giugno 1552, incaricandolo di consolidare i buoni rapporti tra la Santa Sede ed Enrico II. Dal 1552 al 1554 perorò la pace tra il re e l'imperatore, e sul piano religioso si incaricò della difficile negoziazione degli indulti. Cadde però in disgrazia sotto Paolo IV, che gli rimproverava i suoi legami con i Farnese.

Ritrovò i favori papali grazie alla sua amicizia con il segretario del pontefice, Tolomeo Gallio, che gli fece ottenere il posto di nunzio apostolico presso la corte lusitana nel 1560. Partì il 15 luglio con il mandato di invocare la prossima riapertura del concilio di Trento così come l'indispensabile partecipazione al concilio stesso di ambasciatori e prelati portoghesi. Aveva inoltre il compito di fermarsi alla corte di Spagna per affrontare questioni diplomatiche e religiose scottanti come la questione dei nipoti di Paolo IV Carlo e Giovanni Carafa. Arrivò alla corte di Lisbona il 1° febbraio 1561 dove rimase fino alla sua nomina cardinalizia.

Cardinalato

Fu creato cardinale da papa Pio IV nel concistoro del 12 marzo 1565. Non partecipò al conclave del 1565-1566 che elesse papa Pio V. Ricevette il cappello rosso e il titolo presbiterale di san Girolamo degli Schiavoni nel 1566. In quell'anno, per volere di Caterina de' Medici, fu nominato amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Arles, mantenendo la sede di Kisamos. Nel 1567 acquistò da Paolo Giordano Orsini il feudo di San Gregorio da Sassola affermando così la sua nuova posizione raggiunta in seno alla corte pontificia. Oppresse i suoi sudditi con una forte pressione fiscale che provocò una sollevazione popolare il 13 gennaio 1578.

Tornò in Francia nel 1567 e seguì la corte fino all'anno seguente, continuando a contare sul favore di Caterina de’ Medici. In seguito a una richiesta di Carlo IX di Francia, passò nel suo arcivescovato di Arles che Ippolito d'Este gli aveva ceduto. Fu il titolare di questa sede dal 1566 al 1574, quindi si dimise a favore di suo nipote Silvio Santacroce.[1] Nel 1570 optò per il titolo di santa Maria degli Angeli. Partecipò al conclave del 1572 che elesse papa Gregorio XIII. Optò per il titolo di sant'Adriano, diaconato pro illa vice nel 1574.

Fu camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali dal 9 gennaio 1581 all'8 gennaio 1582. Nel 1583 optò per il titolo di san Clemente. Partecipò come uno dei papabili al conclave del 1585 che elesse papa Sisto V. Ottenne l'ordine dei cardinali vescovi e la sede suburbicaria di Albano pochi mesi prima della morte.

Il cardinale Santacroce fu spesso oggetto di pasquinate a Roma che lo indicavano come avido di denaro. Il cardinale Prospero Santacroce nello Stato della Chiesa aveva forti interessi legati al commercio del tabacco, da lui stesso introdotto nella penisola dal Portogallo. Ancora nell'Ottocento a Roma, dove la sua famiglia era ricca e potente, l'insegna della rivendita del tabacco era la croce bianca dello stemma dei Santacroce.

Fu attento testimone dei suoi tempi e delle Corti in cui visse, di cui lasciò preziosa testimonianza nei suoi scritti. Partecipò ai conclavi del 1572 e del 1585.

Morte

Morì a Roma l'8 novembre 1589. Fu sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore e successivamente i suoi resti mortali furono traslati nella Chiesa di Santa Maria in Publicolis.

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo titolare di Cisamo Successore: Emblem Holy See.svg
Agostino Steuco[2],C.R.S.A. 22 marzo 1548 - 10 dicembre 1572 Gerolamo Ragazzoni
(amministratore apostolico)
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Agostino Steuco[2],C.R.S.A. {{{data}}} Gerolamo Ragazzoni
(amministratore apostolico)
Predecessore: Nunzio apostolico in Austria Successore: Emblem Holy See.svg
Fabio Mignanelli 5 aprile 1548 - 25 aprile 1550 Girolamo Martinengo I
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Fabio Mignanelli {{{data}}} Girolamo Martinengo
Predecessore: Nunzio apostolico in Francia Successore: Emblem Holy See.svg
Antonio Trivulzio 15 luglio 1552 - 23 maggio 1554 Sebastiano Gualterio I

Sebastiano Gualterio 12 maggio 1561 - 19 dicembre 1565 Francesco Beltramini II
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Antonio Trivulzio {{{data}}} Sebastiano Gualterio
Predecessore: Nunzio apostolico in Portogallo Successore: Emblem Holy See.svg
Pompeo Zambeccari 6 luglio 1560 - 10 maggio 1561 Giovanni Campeggi I
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Pompeo Zambeccari {{{data}}} Giovanni Campeggi
Predecessore: Cardinale presbitero di San Girolamo dei Croati Successore: CardinalCoA PioM.svg
- 8 febbraio 1566 - 12 aprile 1570 Felice Peretti, O.F.M. Conv. I
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- {{{data}}} Felice Peretti, O.F.M. Conv.
Predecessore: Amministratore apostolico di Arles Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Ippolito d'Este 17 giugno 1566 - 15 marzo 1574 Silvio de Sainte-Croix[3]
(arcivescovo metropolita)
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Ippolito d'Este {{{data}}} Silvio de Sainte-Croix[3]
(arcivescovo metropolita)
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria degli Angeli Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Antonio Serbelloni 12 aprile 1570 - 5 maggio 1574 Giovanni Francesco Commendone I
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Giovanni Antonio Serbelloni {{{data}}} Giovanni Francesco Commendone
Predecessore: Cardinale presbitero di Sant'Adriano al Foro
(titolo presbiterale pro hac vice)
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Fulvio Giulio della Corgna, O.S.Io.Hieros. 5 maggio 1574 - 4 marzo 1583 Andrea Báthory I
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Fulvio Giulio della Corgna, O.S.Io.Hieros. {{{data}}} Andrea Báthory
Predecessore: Camerlengo del Sacro Collegio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Tolomeo Gallio 9 gennaio 1581 - 8 gennaio 1582 Zaccaria Delfino I
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Tolomeo Gallio {{{data}}} Zaccaria Delfino
Predecessore: Cardinale presbitero di San Clemente Successore: CardinalCoA PioM.svg
Alfonso Gesualdo 4 marzo 1583 - 2 marzo 1589 Vincenzo Laureo I
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Alfonso Gesualdo {{{data}}} Vincenzo Laureo
Predecessore: Cardinale vescovo di Albano Successore: CardinalCoA PioM.svg
Tolomeo Gallio 2 marzo - 2 ottobre 1589 Gabriele Paleotti I
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Tolomeo Gallio {{{data}}} Gabriele Paleotti
Note
  1. cfr. Archbishop Silvio de Sainte-Croix † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 05-03-2021
  2. cfr. Bishop Agostino Steuco, C.R.S.A. † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 05-03-2021
  3. cfr. Archbishop Silvio de Sainte-Croix † su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 05-03-2021
Bibliografia

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