Nunziatura apostolica per il Portogallo

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La nunziatura apostolica per il Portogallo, storicamente nota come Nunziatura di Lisbona, è la rappresentanza diplomatica permanente della Santa Sede in Portogallo con residenza nella capitale Lisbona. La nunziatura è retta da un diplomatico detto "nunzio apostolico per il Portogallo", che ha il rango di ambasciatore e il titolo di arcivescovo. Dall'8 novembre 2008 nunzio apostolico in Portogallo è Rino Passigato, arcivescovo titolare di Nova di Cesare.

Storia

Le origini della nunziatura apostolica in Portogallo si fanno risalire alla fine del Quattrocento quando venne nominato il primo nunzio apostolico nella persona di p. Giusto Baldini, O.S.B. (Ch), contestualmente vescovo di Ceuta. Una nunziatura permanente a Lisbona si ebbe solo con la nomina di Martino del Portogallo nel 1527.

Successivamente la nunziatura apostolica ha seguito le vicende nazionali con la relativa soppressione durante i sessant'anni in cui il Portogallo fece parte integrante della monarchia spagnola (1580-1640). Durante questo periodo la nunziatura portoghese venne soppressa e la Santa Sede era rappresentata a Lisbona da un collettore apostolico, incaricato primariamente di raccogliere le tasse pontificie, ma de facto con poteri di nunzio nella sfera spirituale. La nunziatura venne ristabilita nel 1670.

Una mappa atemporale dell'Impero Portoghese. Rosso - possedimenti reali; rosa - esplorazioni, aree di commercio e d'influenza e rivendicazioni di sovranità; blu - Principali rotte, esplorazioni e aree di influenza marittime.

Le relazioni diplomatiche fra Roma e Lisbona furono interrotte a più riprese. La prima fu innescata da Giovanni V del Portogallo che, per promuovere la nunziatura alla sua corte al rango di prima categoria, pretese dalla Santa Sede la nomina cardinalizia del nunzio Vincenzo Bichi alla fine del suo mandato in Portogallo. La Santa Sede non accolse questa richiesta e la questione rimase irrisolta sotto tre pontefici. Il re interruppe le relazioni diplomatiche tra il 1728 e il 1738. Nonostante Clemente XII ne avesse accolto la richiesta e avesse creato cardinale il diplomatico nel 1731, la nunziatura fu riaperta solo nel 1738, dopo che il neo patriarca di Lisbona Tommaso de Almeida ricevette la porpora[1].

La seconda interruzione fu innescata cinquantanni dopo, dal fallito attentato al re portoghese Giuseppe I del Portogallo nel 1758. Dell'attentato furono accusati, oltre a nobili locali, anche i Gesuiti: il primo ministro Sebastião José de Carvalho e Melo, che era profondamente avverso alla compagnia, interruppe le relazioni diplomatiche dal 1761 al 1769, quando fu eletto pontefice Clemente XIV che alla fine si piegò ai voleri dei governi assolutisti del tempo, tra cui il Portogallo, che chiedevano a Roma la soppressione dei Gesuiti. La terza crisi diplomatica intercorse tra il 1834 e il 1842 in un periodo in cui il Portogallo visse grossi sconvolgimenti politici. L'ultima interruzione tra il 1910 e il 1918 fu voluta dal governo anticlericale della Prima Repubblica portoghese.[2]

Lista dei nunzi apostolici

Note
  1. Carlo Bordini, CAVALIERI, Gaetano su treccani.it, Treccani Dizionario degli Italiani, 1979 URL consultato il 23-01-2019
  2. Samuel Rodrigues op. cit., p.71
  3. La casa reale di Braganza fu dichiarata decaduta da Napoleone nel 1807. Monsignor Caleppi seguì la corte reale in Brasile, mantenendo il titolo di nunzio apostolico di Lisbona. Creato cardinale, morì a Rio de Janeiro nel gennaio 1817.
Fonti
Voci correlate

Suggerimenti



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