Federico Visconti

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Federico Visconti
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 76 anni
Nascita Milano
1617
Morte Milano
7 gennaio 1693
Sepoltura Duomo di Milano
Appartenenza Arcidiocesi di Milano
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Ordinazione presbiterale XVII secolo
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nominato arcivescovo 23 giugno 1681 da Innocenzo XI
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Consacrazione vescovile Basilica di San Carlo al Corso (Roma), 10 agosto 1681 dal card. Gaspare Carpegna
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1º settembre 1681 da Innocenzo XI (vedi)
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Eventi
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Devozioni particolari {{{devozioni}}}
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Collegamenti esterni
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Federico Visconti (Milano, 1617; † Milano, 7 gennaio 1693) è stato un cardinale e arcivescovo italiano.

Biografia

Formazione

Federico Visconti nacque a Milano nel 1617. Maggiore di sei figli di Federico Carlo Visconti, conte di Carbonara e tesoriere generale dello stato di Milano, e Francesca Perrone (o Perona), contessa di San Martino. Gli altri fratelli erano Alessandro, Girolamo (vescovo di Vigevano), Pierluca, Gianluigi e Giovanni. Era nipote del vescovo di Cremona Francesco Visconti. La famiglia Visconti ha dato sei arcivescovi alla sede di Milano.

Studiò presso l'Accademia gesuita di Brera a Milano, dove conseguì il dottorato in filosofia e, in seguito, presso l'Università di Bologna, il dottorato in giurisprudenza.

Dopo aver terminato gli studi, si recò a Roma per iniziare la carriera diplomatica, ma la sua famiglia lo fece tornare a Milano dove, nel 1644, divenne Membro del Collegio degli Avvocati di Milano. Nel 1646 divenne Primicerio[1] del capitolo della cattedrale di Milano. Tornato a Roma nel 1658 svolse l'incarico di avvocato concistoriale sotto il pontificato di papa Innocenzo XI e Referendario dei Tribunali della Segnatura Apostolica di giustizia e di grazia. Nel giugno 1664 divenne Vice-governatore di Tivoli e nel 1665 Governatore di Città di Castello per poi divenire Governatore di Montalto delle Marche il 9 luglio 1666. Il 12 dicembre 1667 assunse l'incarico di Auditore della Sacra Romana Rota. Non si hanno informazioni relative alla sua ordinazione presbiterale.

Ministero episcopale e cardinalato

Eletto arcivescovo di Milano il 23 giugno 1681, mantenne il ruolo di Auditore della Sacra Romana Rota. Fu consacrato il 10 agosto 1681 nella basilica di San Carlo al Corso a Roma, dal cardinale Gasparo Carpegna, assistito da Egidio Colonna O.S.B., patriarca titolare di Gerusalemme e da Francesco Cassati, arcivescovo titolare di Trapezus e ottenne il pallio metropolitano il 22 settembre 1681.

Creato cardinale nel concistoro del 1° settembre 1681, ricevette il cappello rosso il 4 settembre 1681 e il titolo di Sant'Alessio il 22 settembre 1681. Condusse con grande zelo le visite pastorali nell'arcidiocesi di Milano e indisse un sinodo diocesano il 3 settembre 1687. Diede particolare attenzione alla liturgia e ai riti sacri. Nel 1682, ordinò ai canonici del capitolo della cattedrale di recitare devotamente l'Ufficio divino e di presenziare nella corale.

Tributò grande attenzione anche ai seminari, riaprendo, nel 1682, il Seminario di Pollegio, che era stato chiuso dalle autorità svizzere nel 1673. Nello stesso anno istituì nel Seminario Maggiore corsi di teologia, filosofia e logica e vi ristabilì le cattedre di filosofia e teologia.

Nel 1685 introdusse ufficialmente la celebrazione della memoria della Madonna del Monte Carmelo. Nel 1687 pubblicò il Rituale Sacramentorum e ristampò il Pontificale Ambrosiano nel 1689.

Fece terminare la costruzione delle porte della facciata della cattedrale, davanti alla quale ordinò la sistemazione della gradinata e il rifacimento della piazza.

Risistemò e arredò gli appartamenti del palazzo arcivescovile utilizzandolo assiduamente e non solo come residenza invernale come era in uso coi suoi predecessori e realizzò importanti lavori di ristrutturazione nel palazzo arcivescovile di Groppello d'Adda[2].

Nel 1688 ripudiò un gruppo di astrologi sconosciuti che avevano molto impressionato i cittadini con minacce di grandi disgrazie. Mantenne buoni rapporti con le autorità politiche spagnole: il 7 agosto 1682, chiese al clero di interpretare correttamente il diritto d'asilo e l'anno successivo ottenne dalla Sacra Congregazione per l'Immunità Ecclesiastica il diritto di prelevare i disertori dalle località giudicate non immuni; invitò, inoltre, i fedeli, ad essere generosi con le offerte ai soldati che combatterono il 14 luglio 1683, contro i turchi, durante la battaglia di Vienna[3].

Nel 1684 emise i decreti per l'osservanza delle feste religiose e iniziò un percorso già intrapreso dal suo predecessore per morigerare la moda femminile nel clero milanese dell'epoca. Il cardinal Visconti fu un guardiano zelante della disciplina dei monasteri e ordinò, nel 1686, di esaminare le vocazioni in conformità con le direttive del Concilio di Trento.

Partecipò al conclave del 1689, che elesse papa Alessandro VIII.

Entrò nel conclave del 1691 che elesse papa Innocenzo XII, ma dovette lasciarlo a metà delle celebrazioni non presenziando quindi alla votazione finale a causa di un'improvvisa serie di febbri intermittenti che, a partire dal 19 giugno 1691, lo assalirono.

Rese l'anima al Signore il 7 Gennaio 1693 nel palazzo arcivescovile di Milano. Esposto nella cattedrale metropolitana di Milano, dove il funerale ebbe luogo e dove fu sepolto davanti all'altare della Madonna dell'Albero. Nel testamento lasciò una notevole somma per il completamento del Colosso di san Carlo Borromeo di Arona.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Governatore di Città di Castello Successore: Coat of arms Holy See.svg
? 1665 - 1666 ? I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
? {{{data}}} ?
Predecessore: Governatore di Montalto delle Marche Successore: Coat of arms Holy See.svg
? 9 luglio 1666 - 1667 ? I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
? {{{data}}} ?
Predecessore: Arcivescovo di Milano Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Alfonso Litta 1681-1693 Federico Caccia I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Alfonso Litta {{{data}}} Federico Caccia
Predecessore: Cardinale presbitero di Sant'Alessio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Luigi Alessandro Omodei
(sino al 1676)
Sede vacante dal 1676 al 1681
1681-1693 Taddeo Luigi del Verme I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Luigi Alessandro Omodei
(sino al 1676)
Sede vacante dal 1676 al 1681
{{{data}}} Taddeo Luigi del Verme
Note
  1. Il primicerio (latino: primicerius, «primo iscritto») era un nome di una carica all'interno delle gerarchie imperiali ed ecclesiastiche; il termine deriva dalle parole latine primus («primo») e cera («cera»), a indicare il primo iscritto in una lista (di cera come all'uso presso i Romani).
  2. Frazione del comune di Cassano d'Adda, nella provincia di Milano.
  3. La battaglia di Vienna, diversa dall'Assedio di Vienna del 1529 che costituì il primo tentativo dei musulmani dell'Impero ottomano, guidato dal Sultano Solimano il Magnifico, di espandersi a settentrione e conquistare la città di Vienna, ebbe luogo l'11 e il 12 settembre 1683 e pose fine a due mesi di assedio posto dall'esercito turco alla città di Vienna. Questa battaglia campale fu combattuta dall'esercito polacco-austro-tedesco comandato dal re polacco Giovanni III Sobieski contro l'esercito dell'Impero ottomano comandato dal Gran Visir Merzifonlu Kara Mustafa Pasha, e fu l'evento decisivo della guerra austro-turca (1683-1699), conclusasi definitivamente con la firma del Trattato di Karlowitz.

Suggerimenti



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