Alberto Boccanegra

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Alberto Boccanegra, O.P.
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Padre Alberto Boccanegra, domenicano
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Età alla morte 89 anni
Nascita Venezia
19 ottobre 1920
Morte Fiesole
11 luglio 2010
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Ordinazione presbiterale Convento di San Marco di Firenze, 25 luglio 1953
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Collegamenti esterni

Alberto Boccanegra (Venezia, 19 ottobre 1920; † Fiesole, 11 luglio 2010) è stato un presbitero, filosofo e teologo italiano.

Biografia

Nacque a Venezia da Antonio e Ida Camerin, primogenito di tre fratelli, con i quali condivise anche la passione per la musica. Concluse le scuole secondarie con il massimo dei voti presso il liceo classico Marco Foscarini.

Richiamato alle armi nel 1941, seguì il corso di addestramento per ufficiali di fanteria alla caserma Gotti di Vittorio Veneto e ne uscì col grado di sottotenente. Dopo l'8 settembre sfuggì alle rappresaglie tedesche e si ricongiunse all'esercito italiano a Catanzaro[1]. Durante il servizio militare trascorse gran parte del suo tempo presso la Croce Rossa e nello studio di tutto l'Organon di Aristotele in greco.

Conseguì il dottorato in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel giugno 1948 con una dissertazione su I primi principi in Duns Scoto. Presupposti e corollari, relatore Amato Masnovo. In quella stessa Università frequentò l'ambiente dei neotomisti radunati attorno a Gustavo Bontadini, ed ebbe modo di esprimere le sue idee alternative sulla rivista Vita e Pensiero.

Entrò nell'Ordine Domenicano nel Convento di San Domenico di Fiesole (Firenze) il 10 ottobre 1948 assumendo il nome religioso di frà Alberto.

Il 14 ottobre 1949 fu iscritto al Pontificio Ateneo Angelicum di Roma per lo studio delle materie filosofiche e teologiche. Nel 1953 vi discusse la sua tesi dottorale in filosofia: De dynamismo entis ("il dinamismo dell'ente"). Conseguì il lettorato in Teologia nel 1954 con una tesi dal titolo Fundamenta metaphisica, tractatus de Deo secundum S. Thomam ("I fondamenti della metafisica, il trattato su Dio secondo San Tommaso"). Ordinato presbitero a San Marco di Firenze il 25 luglio 1953, non abbandonò più il convento di Convento di San Domenico a Fiesole.

Nonostante una malattia che lo accompagnò e provò per quasi tutta la vita, costringendolo a cure costanti, il suo amore per lo sport gli conservò una forte fibra di cui andava fiero: oltre ad essere un ottimo ginnasta e ciclista saliva settimanalmente a piedi al Santuario della Madonna del Sasso presso Pontassieve, percorrendo più di dieci chilometri.

Quando negli ultimi anni le sue forze non gli permisero più di continuare la ricerca sentì l'appello a lasciare tutto e a dedicarsi alla preghiera continua come unica cosa necessaria. Era facile trovarlo in diverse ore del giorno e nel buio della notte nel Capitolo del convento assorto nella preghiera personale.

È stato per brevi periodi ma a più riprese: Maestro dei professi studenti, confessore ordinario del noviziato di Fiesole, membro della commissione per l'ammissione agli ordini e alle confessioni. È stato per anni vice direttore della Commissione per la traduzione della Somma Teologica in Italiano presieduta da P. Tito Centi con p. Angelo Urru come segretario.

Attività intellettuale

Non terminò mai la sua tesi di dottorato in teologia, ma una sintesi del suo pensiero si trova nel numero 3-4 della rivista Sapienza[2]: L'uomo in quanto persona, centro della metafisica tomista.

Fu per anni vicedirettore della Commissione per la traduzione della Somma Teologica di Tommaso d'Aquino in Italiano, presieduta da Tito Centi. Gli imponenti immensi schemi riassuntivi sono consultabili nei 35 volumi editi dalle ESD di Bologna. Le sue introduzioni si possono leggere in La Somma teologica, vol. VIII, La Beatitudine; Gli atti umani (I-II, qq.1-21)[3].

La sua attività predominante fu l'insegnamento ed il colloquio personale.

Il corso di filosofia all'Angelicum di Roma

Negli anni '70 tenne un corso di filosofia all'Angelicum di Roma. Di tale insegnamento ci restano le dispense dal titolo: Frammenti di metafisica iniziale. Per più di vent'anni insegnò filosofia e teologia nello Studio Teologico Domenicano di Bologna e nello Studio Teologico Fiorentino[4] . Migliaia di pagine schematiche manoscritte sono conservate dopo la sua morte nell'archivio conventuale di San Domenico di Fiesole.

Fu confessore ricercato dai giovani, consigliere e direttore spirituale di molte persone che riceveva quotidianamente nelle sale conventuali a tutte le ore. Era facile trovarlo impegnato in lunghe ed impegnate discussioni con persone di ogni ceto e cultura. Non disdegnò mai i meno dotti: con i bambini di San Domenico di Fiesole si intratteneva volentieri e per anni ha tenuto corsi di catechesi in parrocchia con numerosi partecipanti.

Opere

  • Traduzione de La Somma teologica, vol. VIII, La Beatitudine
  • Traduzione de La Somma teologica, Gli atti umani (I-II, qq.1-21) (1° ed. 1959, 2° ed. 1984)
  • Frammenti di Metafisica Iniziale (dispense)
Note
  1. In questa città accadde un fatto importante che rappresentò la svolta decisiva della sua vita: mentre stava pregando sentì una voce interiore che lo invitava a farsi religioso e precisamente, domenicano
  2. XXII (1969) 410-513
  3. Prima edizione 1959, seconda edizione 1984.
  4. Diversi suoi interventi sono presenti anche nella Rivista di filosofia neoscolastica degli anni '60. Il padre Athos Turchi nel 1990 gli ha dedicato la tesi di licenza in filosofia dal titolo: La prospettiva metafisica del padre Alberto Boccanegra.
Fonte
  • Angelo Belloni, Alberto Boccanegra, domenicano, in Domenicani. Bimestrale d'informazione della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena, Anno XLIV, n. 4, settembre-ottobre 2010, pp. 172-174.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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