Angelo Ficarra

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Angelo Ficarra
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Vescovo
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Cor unum in Christo
Titolo
Incarichi attuali
Età alla morte 73 anni
Nascita Canicattì
10 luglio 1885
Morte Canicattì
1º giugno 1959
Sepoltura chiesa madre o San Pancrazio di Canicattì (Ag)
Appartenenza Diocesi di Agrigento
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Ordinazione presbiterale Cattedrale di Agrigento, 12 luglio 1908 dal vescovo Bartolomeo Lagumina
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Consacrazione vescovile Cattedrale di Agrigento, 22 novembre 1936 dal vescovo Giovanni Battista Peruzzo
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Elevazione ad Arcivescovo 2 agosto 1957 da Pio XII
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Creazione
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Eventi
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Consorte

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Collegamenti esterni
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Angelo Ficarra (Canicattì, 10 luglio 1885; † Canicattì, 1º giugno 1959) è stato un arcivescovo italiano, esimio studioso delle lettere classiche.

Biografia

La formazione e il ministero sacerdotale

Nacque il 10 luglio 1885 a Canicattì, in provincia e Arcidiocesi di Agrigento, da Angelo e Giuseppa Guadagnino. Entrato nel seminario diocesano, fu ordinato presbitero il 12 luglio 1908 nella Cattedrale di Agrigento dal vescovo Bartolomeo Lagumina. Svolse il ministero sacerdotale per la sua diocesi nella Chiesa Madre di Ribera fino al 1914. Interessato dagli studi umanistici, si iscrisse all'Università degli Studi di Palermo, dove, il 27 giugno del 1914, conseguì la laurea in Lettere Classiche discutendo una tesi su "La posizione di San Girolamo nella storia della cultura", successivamente pubblicata prima a Palermo nel 1916 e Agrigento nel 1930 in un secondo volume. Fu supplente alla cattedra di lettere latine e greche nel Regio Liceo-Ginnasio "Secusio" di Caltagirone, e insegnante di lettere nel Liceo "Empedocle" di Agrigento. Dal 31 agosto 1916 svolse il servizio militare per la XII Compagnia di Sanità presso l'ospedale militare principale di Padova. Al congedo, Il 21 maggio 1919, fu nominato arciprete di Canicattì e in seguito vicario generale del vescovo [1]. Su invito di Federico Tedeschini, sostituto alla Segreteria di Stato, pubblicò nel 1920 il "Florilegium Hieronymianum": tale fu l'apprezzamento in Vaticano che nel 1921 Tedeschini cercò di assumerlo alla Segreteria delle Lettere Latine, ma non ebbe successo a causa del parere contrario al trasferimento a Roma dell'allora vescovo di Girgenti Bartolomeo Lagumina. Nel 1932 fu insegnante di Sacra Scrittura e lingue bibliche nel seminario diocesano e l'anno seguente, assistente diocesano per la Gioventù femminile di Azione Cattolica.

L'attività episcopale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dalle parti degli infedeli.

Fu eletto da Pio XI Vescovo di Patti il 16 ottobre 1936 [2]. Venne consacrato il 3 gennaio dell'anno seguente nella Cattedrale di Agrigento dal vescovo di Agrigento Giovanni Battista Peruzzo, assistito dal vescovo di Caltanissetta Giovanni Iacono, e dal vescovo di Bova Giuseppe Cognata. Il sua moto episcopale era Cor unum in Christo. Esimio studioso, uomo di preghiera animato da profondo spirito evangelico, svolse un'intensa attività pastorale convinto che la vita religiosa fosse ammalata e il popolo siciliano tutt'altro che cristiano:

« Quante scorie e quante miserie in questa povera anima siciliana, nei cui strati più profondi freme e si agita tuttora il greco idolatra e il romano superstizioso, il musulmano sensuale e lo spagnolo sfarzoso »
(Angelo Ficarra, Le Meditazioni vagabonde dal quindicinale Il Lavoratore. Ribera, 22 ottobre 1909)

Alla Sacra Congregazione Concistoriale a Roma giunsero lamentele a causa di un'inadeguata gestione della diocesi [3]. L'amministrazione dei beni della curia era affidata a un gruppo di sacerdoti che suscitavano il malcontento tra i religiosi locali a causa della gestione non sempre corretta. Mons. Ficarra, all'oscuro di ciò, fu chiamato in causa per culpa in vigilando[4]. Non accettò con favore la decisione del 22 aprile 1953 che stabilì la presenza di un vescovo coadiutore sedi datus nella persona di Giuseppe Pullano, promosso ad amministratore apostolico sede plena ad nutum Sanctae Sedis il 2 marzo 1955.  Il 2 agosto 1957 cessò anche formalmente da vescovo di Patti e fu "promosso" al contempo Arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica. Leonardo Sciascia, scrittore siciliano, dedicò alla vicenda un breve opuscolo dal titolo "Dalle parti degli infedeli", pubblicato per la prima volta a Palermo nel 1979, a sostegno di una sua tesi circa la motivazioni dell'allontanamento del vescovo. La sua ricostruzione però fu parziale e di parte, perché non fu una mera questione politica né un'improvvisa ed arbitraria ingiustizia commessa dalla Santa Sede [5] .

La morte

Morì il 1º giugno 1959 a Canicattì nella casa in affitto di via Magenta. Il rito funebre fu celebrato martedì pomeriggio 3 giugno, nella Chiesa Madre. Il 5 marzo 1967 fu sepolto nel cimitero di Matrice; in seguito le sue spoglie mortali furono trasferite nel transetto destro della chiesa madre o San Pancrazio di Canicattì, di fronte alla cappella del Santissimo Sacramento.

Opere

  • Il sentimento religioso e la sua funzione educativa, Tip. Del Lavoratore, Ribera, 1911.
  • La posizione di San Girolamo nella storia della cultura. Vol. I, Formazione e aspetti della cultura di San Girolamo, R. Sandron, Palermo, 1916.
  • Florilegium Hieronymianum. Anno MD a maximi doctoris obitu recensuit, adnotationibus auxit Angelus Ficarra, Società Editrice Internazionale, Torino 1920.
  • La posizione di San Girolamo nella storia della cultura. Vol. II, Lingua e stile di San Girolamo e sua influenza culturale, Montes, Girgenti 1930.
  • Il concetto di Dio nell'estremo Oriente e nel mondo classico. Conferenze tenute nel 1935 ai laureati di Agrigento, Scuola Salesiana Del Libro, Palermo 1937.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Patti Successore: Stemma vescovo.png
Antonio Mantiero 12 ottobre 19362 agosto 1957 Giuseppe Pullano I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Antonio Mantiero {{{data}}} Giuseppe Pullano
Predecessore: Arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica Successore: Stemma vescovo.png
Terence Bernard McGuire
ch
2 agosto 19571º giugno 1959 Cornelius Bronsveld
ch
I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Terence Bernard McGuire
ch
{{{data}}} Cornelius Bronsveld
ch
Note
  1. Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale 1936, op. cit., p. 471
  2. Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale 1937, op. cit., p. 454
  3. Ficarra, il vescovo della diaspora: quella di Sciascia (forse) non è l’unica verità 2016, op. cit.
  4. Il Vescovo Angelo Ficarra 2020, op. cit.
  5. Ficarra, il vescovo della diaspora: quella di Sciascia (forse) non è l’unica verità 2016, op. cit.
Bibliografia
  • Augello, Gaetano Angelo Ficarra - La giustizia negata. Canicattì Edizioni - Cerrito, 2008;
  • Sirna, Pio Il magistero di mons. Angelo Ficarra negli anni 1941 - 1953 - Riforme, linee educative e tipologie episcopali, 2015;
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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