Arcidiocesi di Agrigento

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Arcidiocesi di Agrigento
Archidioecesis Agrigentina
Chiesa latina

Cattedrale agrigento Ruotata.jpg
arcivescovo metropolita Alessandro Damiano
Sede Agrigento

sede vacante
Agrigento

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Suffraganea
Regione ecclesiastica Sicilia
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Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
Caltanissetta, Piazza Armerina
Coadiutore Alessandro Damiano
Vicario Melchiorre Vutera
Provicario
generale
Ausiliari

Cariche emerite:

Carmelo Ferraro,
cardinale Francesco Montenegro
Parrocchie 194
Sacerdoti

244 di cui 210 secolari e 34 regolari
1.702 battezzati per sacerdote

44 religiosi 255 religiose 39 diaconi
431.875 abitanti in 3.041 km²
415.518 battezzati (96,2% del totale)
Eretta I secolo
Rito
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Santi patroni
Indirizzo
Via Duomo 96, 92100 Agrigento, Italia
tel. +390922490011 fax. 0922.49.00.24 @
Coordinate geografiche
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Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Dati online 2019 (gc ch )

Dati dal sito web della CEI
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Agrigento (in latino: Archidioecesis Agrigentina) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Sicilia. Nel 2018 contava 415.518 battezzati su 431.875 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Alessandro Damiano .

Territorio

Il territorio dell'arcidiocesi è uno dei più vasti della Sicilia. Si estende su una superficie di km² 3.041,89 ed è suddiviso in 194 parrocchie.

Sede vescovile è la città di Agrigento, dove si trova la Cattedrale di San Gerlando.

I suoi confini corrispondono a quelli della provincia di Agrigento e ne abbraccia tutti i 43 comuni.

Situata nella parte sud-occidentale della Sicilia, è delimitata a sud dal mare, a est confina con la diocesi di Piazza Armerina, a nord-est con la diocesi di Caltanissetta, a nord con le arcidiocesi di Palermo e di Monreale e a nord-ovest con la diocesi di Mazara del Vallo.

I seguenti comuni fanno parte del suo territorio: Agrigento, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Camastra, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lampedusa e Linosa, Licata, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula.

La provincia ecclesiastica comprende due diocesi suffraganee: Caltanissetta e Piazza Armerina.

Storia

Sull'origine della Chiesa agrigentina non ci sono notizie precise; ma i monumenti antichi, come le catacombe di Agrigento e Naro, le tombe sicuramente cristiane di parecchie zone del territorio e, soprattutto, una piccola basilica paleocristiana e altri reperti archeologici provenienti da varie zone della provincia forniscono elementi per dare come certa la presenza di una solida comunità cristiana nell'Agrigentino, tra il II e il III secolo.

Secondo la tradizione il primo vescovo fu san Libertino tra il III e il IV secolo. La basilica paleocristiana per alcuni studiosi era una memoria martyrum nella quale furono sepolti san Libertino e san Pellegrino in due loculi posti nel pavimento. Il primo vescovo storicamente certo è Eusanio nella seconda metà del VI secolo. Questo vescovo fu incarcerato da papa Pelagio II come scialacquatore e morì in carcere a Roma.

Prima dell'invasione degli arabi non ci sono molte notizie sulla diocesi a parte le notizie su san Pellegrino.
Ci sono poi alcune lettere di san Gregorio Magno in cui si parla del vescovo Pietro, gli atti del sinodo indetto da papa Martino I nel 649 nel quale è menzionato il vescovo Massimo.
Tra i firmatari del III Concilio Costantinopolitano (680-681) figura il vescovo Gregorio e tra quelli del II Concilio di Nicea (787) il vescovo Giovanni.
Altri vescovi di cui si hanno notizie sono Potamio, Teodoro, Giorgio, Ermogene e san Gregorio Agrigentino (559-630) autore di un commento in greco sull'Ecclesiaste.

Dopo la dominazione araba il primo vescovo fu san Gerlando di Besançon (circa 1030-1100), a quel tempo la diocesi si estendeva sino alle porte di Palermo includendo anche Termini Imerese, ed era chiamata diocesi bimare, in quanto a sud si affacciava sul Canale di Sicilia e sul Tirreno a nord. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Palermo.

Fu avventuroso il lungo episcopato di Urso a cavallo tra il XII e il XIII secolo: per tre volte fu privato dei beni della Chiesa ed esiliato, fu poi rapito dai saraceni, che lo tennero prigioniero per quattordici mesi, finché non fu pagato un cospicuo riscatto.

Il suo successore Raynaldo d'Acquaviva incoronò re Manfredi e fu perciò scomunicato da papa Alessandro IV.

Il vescovo Juan Orozco Covarrubias nel XVII secolo impiantò in città la prima tipografia; protesse letterati e artisti e promosse l'istituzione del seminario diocesano, inaugurato il 21 febbraio 1607 dal successore Vincenzo Bonincontro, che lo favorì.

Importante anche l'episcopato di Francesco Gisulfo, che arricchì la cattedrale di oggetti preziosi e di due organi e comprò per la città di Agrigento l'esenzione perpetua della gabella della farina.

Verso la metà del XVIII secolo Andrea Lucchesi Palli eresse il palazzo vescovile e una biblioteca pubblica.

Nel 1844 durante il pontificato di papa Gregorio XVI ci fu un nuovo ordinamento dei confini della diocesi, 13 comuni furono ceduti a vantaggio dell'erezione della diocesi di Caltanissetta, 5 comuni all'arcidiocesi di Monreale e uno all'arcidiocesi di Palermo. Contestualmente entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Monreale.

Il 2 dicembre 2000 la sede agrigentina è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con suffraganee le diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2018 su una popolazione di 431.875 persone contava 415.518 battezzati, corrispondenti al 96,2% del totale.

Fonti
Collegamenti esterni
Voci correlate