Daniel Papebroch

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Daniel Papebroch, S.J.
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Età alla morte 86 anni
Nascita Anversa
17 marzo 1628
Morte 28 giugno 1714
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Ordinazione presbiterale 1658
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Collegamenti esterni

Daniel Papebroch o Papenbroeck (Anversa, 17 marzo 1628; † 28 giugno 1714) è stato un presbitero e storico belga della gesuita e collaboratore nella redazione degli Acta sanctorum come bollandista.

Biografia

Si fece gesuita nel 1646, e dal 1659 cominciò il suo lavoro con i bollandisti. Dal 1660 al 1662 visitò diverse biblioteche e monasteri della Germania, dell'Italia e della Francia. Compì poi altre ricerche in vari monasteri europei.

Nell'introduzione alla vita di sant'Alberto di Gerusalemme (vol. I del mese di aprile) metteva in dubbio la tradizione che faceva derivare l'ordine carmelitano dal profeta Elia. Come reazione, i carmelitani pubblicarono per dodici anni opuscoli dedicati a difendere l'origine dell'ordine e a criticare il Papebroch. L'Inquisizione spagnola fece mettere 14 volumi degli Acta sanctorum all'Indice.

Nel 1695 ricevette l'autorizzazione a difendersi, e lo fece con un'opera di 900 pagine: Responsio ad exhibitionum errorum per adm. R.P. Sebastianum a s. Paulo vulgatam a. 1693 Coloniae. Gran parte della corrispondenza che scrisse per difendersi si trova negli archivi dei bollandisti e nella Biblioteca de la Real Academia de la Historia in Spagna. La discussione si inasprì e fu richiesto l'intervento del Papa Innocenzo XII, che impose il silenzio alle parti. Già verso il 1700 i volumi degli Acta non erano più affetti dalla condanna.

Un'altra opera di Papebroch, inserita nel volume di maggio, il Conatus chronologico-historicus ad catalogum Romanorum pontificum (1668), fu messo all'Indice. Nel capitolo Conclavium historiunculas vi si trovavano infatti storie poco edificanti sui conclavi.

Ebbe un'altra polemica con i maurini di Saint-Germain, dopo la pubblicazione del Propylaeum antiquarium circa veri et falsi discrimen in vetustis membranis (pubblicato nel volume di aprile). In quel testo, il Papebroch metteva in dubbio l'autenticità di una quantità non poco importante dei diplomi monastici dell'Abbazia di Saint-Denis. Jean Mabillon ne prese la difesa, e lo fece con il primo vero trattato di diplomatica, il De re diplomatica. Dopo un cortese scambio di lettere, Papebroch riconobbe che si era spinto troppo nel dubbio.

Dedicò i suoi ultimi anni a redigere gli Annales Antverpienses che rimasero inediti e che furono pubblicati postumi dal 1845 al 1848.

La sua biografia è stata scritta come ringraziamento postumo da Jean Piens nell'introduzione al volume VI del mese di giugno degli Acta sanctorum.

Bibliografia
  • Celestino Testore, voce «Papebroch, Daniel von» in Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Sansoni, Firenze 1952
  • Enciclopedia universal ilustrada europeo-americana, vol. 41, Espasa-Calpe, Madrid 1920, p. 1016
Voci correlate

Suggerimenti



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