Basilica dei Santi Dodici Apostoli (Roma)

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Disambig-dark.svg
Nota di disambigua - Se stai cercando altri significati del nome Santi XII Apostoli, vedi Santi XII Apostoli (disambigua).
1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Basilica dei Santi Apostoli
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Santi Dodici Apostoli Roma.jpg
Roma, Basilica dei Santi Dodici Apostoli
Altre denominazioni Basilica dei Santi Apostoli, Basilica dei Santi XII Apostoli
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza dei Santi Apostoli, 51
00187 Roma (RM)
Telefono +39 06 699571
Fax +39 06 69957321
Posta elettronica SantiXIIApostoli@diocesidiroma.it
Sito web

[http:// Sito ufficiale]

Sito web 2
Proprietà Ordine dei Frati Minori Conventuali; Fondo Edifici di Culto (Stato Italiano)
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione Santi Apostoli
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.F.M. Conv.
Sigla Ordine reggente O.F.M. Conv.
Fondatore papa Pelagio I,
Data fondazione VI secolo, metà
Architetti

Baccio Pontelli
Carlo Rainaldi
Francesco Fontana
Carlo Fontana
Nicola Michetti
Giuseppe Valadier

Stile architettonico
Inizio della costruzione XV secolo
Completamento
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione 17 settembre 1729
Consacrato da papa Benedetto XIII
Titolo Santi XII Apostoli (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni IOANNES DUX TORLONIA FRONTEM PERFECIT A.D. MDCCCXXVII
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°53′53″N 12°28′00″E / 41.898094, 12.483329 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
{{{nome}}}
{{{nomeInglese}}}
[[Immagine:{{{immagine}}}|240px]]
Tipologia {{{tipologia}}}
Criterio {{{criterio}}}
Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
[[Immagine:{{{linkMappa}}}|300px]]
[[:Categoria:Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}|Patrimoni dell'umanità in {{{stato}}}]]

La Basilica dei Santi Dodici Apostoli è una chiesa di Roma, che si affaccia sull'omonima piazza, situata nel rione Trevi, in un'area limitrofa a piazza Venezia. È detta anche Basilica dei Santi Apostoli o Basilica dei Santi XII Apostoli.

Storia

La basilica originaria, dedicata agli apostoli San Filippo e San Giacomo, risalente alla metà del VI secolo, fu costruita su commissione di papa Pelagio I (556 - 561) e completata dal successore Giovanni III (561 - 574). Questa chiesa primitiva, preceduta da un quadriportico, era a tre navate con pianta a croce latina e possedeva il cosiddetto coro triconco, ossia tre absidi affiancate, delle quali quella centrale decorata con un mosaico.[1]

Nel 1348 un grave terremoto distrusse la chiesa che venne riedificata nel XV secolo da papa Martino V (1417 - 1431), in concomitanza della costruzione dell'adiacente palazzo di famiglia: fu in questa occasione che venne dedicata ai Dodici apostoli.

Sisto IV, con la Ex debito pastorali, del 20 dicembre 1474, concesse la basilica ai Frati Minori Conventuali.

La chiesa fu restaurata intorno al 1475, per volontà dal cardinal nipote Giuliano della Rovere (il futuro Giulio II), che commissionò all'architetto Baccio Pontelli il portico a nove arcate su due ordini, che precede la facciata e al pittore Melozzo da Forlì il grandioso dipinto murale, ad affresco, con Ascensione di Gesù Cristo risorto fra angeli ed apostoli (1480 ca.): l'opera rimase nella sua ubicazione originaria fino al 1711, quando l'abside venne distrutto per rimodernare l'edificio, ed allora fu staccato e diviso in sedici parti, delle quali quattordici sono oggi conservate ai Musei Vaticani, uno al Palazzo del Quirinale ed un altro al Museo del Prado di Madrid.

Nel 1702, Clemente XI commissionò il totale rifacimento dell'edificio all'architetto Francesco Fontana. Alla morte di questi nel 1708 nella direzione dei lavori gli succedette il padre Carlo Fontana, che ormai molto anziano, nel 1712 fu sostituito da Nicola Michetti.

La basilica fu consacrata da papa Benedetto XIII il 17 settembre 1729.

Nel 1873 la basilica fu espropriata e incamerata dal demanio[2]del Regno d'Italia, successivamente passò in quello della Repubblica italiana, che ancora oggi la gestisce attraverso il Fondo Edifici di Culto (FEC).

Il convento adiacente è sede della curia generalizia dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, a cui è affidata la basilica.

La chiesa è parrocchia e, inoltre, è sede del titolo cardinalizio di Santi XII Apostoli: l'attuale titolare è il cardinale Angelo Scola.

Descrizione

Basilica dei Santi Dodici Apostoli (interno)

Esterno

Portico

La basilica è preceduta da un portico (nartece), realizzato da Baccio Pontelli alla fine del XV secolo, obliquo rispetto all'asse della chiesa, che presenta nove arcate su due ordini: il primo formato da possenti pilastri ottagonali con capitelli a foglie e il secondo con semicolonne ioniche, chiuso nel 1674-1675 da Carlo Rainaldi, con l'inserimento di finestre barocche con il timpano decorato da un Angelo, e che aggiunse la balaustra, dove solo collocate:

All'interno del nartece si notano:

Facciata

La facciata neoclassica, realizzata nel 1827 da Giuseppe Valadier a spese del banchiere Giovanni Raimondo Torlonia (17541829), è aperta da un ampio finestrone centrale rettangolare. Ai lati due lesene di ordine composito sostengono la trabeazione con l'iscrizione "IOANNES DUX TORLONIA FRONTEM PERFECIT A.D. MDCCCXXVII", mentre un semplice timpano triangolare chiude la facciata.

Interno

La chiesa, orientata (ossia con l'abside rivolto a Est), è a tre navate, divise da robusti pilastri con lesene corinzie binate, e con tre cappelle per lato, tra loro comunicanti.

Navata centrale

La navata è coperta da una volta a botte decorata, al centro, con un dipinto murale raffigurante:

Inoltre, lungo la navata sul secondo pilastro è collocato:

Baciccia, Trionfo dell'Ordine francescano (1707), affresco

Navata sinistra

Lungo la navata sinistra si notano:

In fondo alla navata sinistra, accanto al presbiterio, è ubicato:

Presbiterio e abside

Nel presbiterio e nell'abside si possono ammirare:

Confessione

Dinanzi al presbiterio, una scalinata conduce alla confessione (o cripta) realizzata nel 1873-1879 da Luca Carimini, che accoglie oltre alle spoglie dei santi Filippo e Giacomo apostoli, le reliquie di alcuni martiri e due membri della famiglia Riario:

Navata destra

Lungo la navata destra si aprono tre cappelle, nelle quali si conservano:

In fondo alla navata destra, accanto al presbiterio, è posto l'altare del Crocifisso, realizzato da Luca Carimini nel 1858, dove sono collocate:

  • Otto colonne tortili (IV secolo), provenienti dalla chiesa originaria.

Cappella Bessarione

Sulla parete retrostante all'altare della cappella Odescalchi sono stati individuati splendidi dipinti, che decoravano il luogo di sepoltura del celebre cardinale Bessarione, situati in un'intercapedine fra la chiesa e l'adiacente palazzo Colonna. L'interstizio è stato casualmente scoperto nel 1959 dall'architetto Clemente Busiri Vici (1887 - 1965) durante alcuni lavori straordinari nel citato palazzo. La cappella, con i dipinti molto danneggiati dalle inondazioni del Tevere, e poi dal saccheggio dei lanzichenecchi, era stata praticamente murata con la costruzione di quella degli Odescalchi nel 1719-1723. [12] [13]

Nel 2008, dopo un lungo e complesso restauro, i dipinti sono stati resi visibili al pubblico.

La decorazione pittorica articolata su tre registri presenta:

Sacrestia

Una porta, sotto il monumento funebre di Clemente XIV, dà accesso alla sacrestia, dove è ubicato:

Note
  1. Alcuni studiosi ritengono che il modello architettonico della chiesa originaria era quello, a pianta centrale, del bizantino Apostoleion di Costantinopoli.
  2. Legge 19 giugno 1873, n. 1402
  3. Le tredici lettere (F.L.D.L.C.S.O.T.C.E.C.V.B.), situate sui piedistalli delle statue, formano un acrostico che nasconde l'elogio al cardinale Lorenzo Brancati, bibliotecario della Vaticana, che finanziò il lavoro per le sculture, nel quale si può leggere:
    « Frater Laurentius De Laureolo Consultor Sancti Officii Theologus Cardinalis Episcopus Custos Vaticanae Bibliothecae. »
  4. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" . URL consultato il 07.05.2019
  5. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  6. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  7. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  8. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  9. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  10. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  11. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  12. Clemente Busiri Vici, Un ritrovamento eccezionale relativo all'antica Basilica, in "Fede e arte", nº XIII, 1960
  13. Sabina Isidori, Il Cardinal Bessarione e gli affreschi della Cappella dei Santi Eugenia, Giovanni Battista e Michele Arcangelo nella basilica dei Santi XII Apostoli in Roma, in "Bessarione e la sua accademia", Miscellanea Francescana, Roma, 2012, pp. 135-156, ISBN 9788887931570
  14. Scheda dell'opera nel Catalogo della Fondazione "Federico Zeri" . URL consultato il 07.05.2019
  15. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
  16. Ibidem . URL consultato il 07.05.2019
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.