Chiesa Cattolica in Eritrea

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Chiesa cattolica in Eritrea
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Anno 2007
Cristiani
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Cattolici 141 mila
Battezzati
Popolazione 5 milioni
Dati su Catholic hierarchy
Categoria:Chiesa cattolica in Eritrea

La Chiesa Cattolica in Eritrea è parte della Chiesa Cattolica universale in comunione con il Vescovo di Roma, il Papa. Ha celebrato nel 2011 il primo centenario dell'istituzione del Vicariato Apostolico nel Paese.

La Chiesa Cattolica è presente nel Paese con tre eparchie di Rito Etiope, suffraganee dell'Arcieparchia di Addis Abeba in Etiopia:

In Eritrea non vi sono diocesi di Rito Latino né di altri riti.

Storia

Il cristianesimo giunse in Eritrea nel IV secolo, inserendosi subito con un volto proprio nel grande filone delle Chiese Orientale.

Prefettura Apostolica

Il 13 settembre 1894 fu eretta la Prefettura Apostolica dell'Eritrea, separando il territorio dal Vicariato Apostolico dell'Abissinia, ed affidandone la missione ai cappuccini della Provincia di Roma. Ne fu primo responsabile padre Michele da Carbonara (1836-1910). Con lui giunsero in Eritrea]] altre sei cappuccini romani.

Padre Michele, oltre a visitare a dorso di mulo tutte le residenze dei missionari e a comporre dissidi con i monasteri ortodossi, dovette anche affrontare la situazione disastrosa degli italiani sconfitti ad Adua e raccogliere le salme dei caduti.

Vicariato Apostolico

Alla morte di padre Michele da Carbonara, avvenuta poco dopo che l'Eritrea era nata come entità politico-geografica, Papa Pio X elevò la Prefettura Apostolica a Vicariato Apostolico (7 febbraio 1911) con il decreto Ecclesiarum omnium; con il decreto Supremum Apostolatus il papa ne affidò la direzione al cappuccino lombardo padre Camillo Carrara.

Padre Carrara fu consacrato vescovo a Milano il 26 febbraio 1911, e partì per l'Eritrea con nove frati cappuccini lombardi, sbarcando a Massawa il 31 marzo, e giungendo ad Asmara il 3 aprile.

Il Carrara resse il Vicariato Apostolico fino alla morte, avvenuta nel 1924. Nel giro di appena tredici anni incrementò le vocazioni locali, inviò seminaristi al Collegio Etiopico di Roma, aprì missioni tra i bileni e gli animisti cunama, modernizzò la catechesi, sostenne il lavoro agricolo per i convertiti perseguitati, potenziò la tipografia, stampando libri scolastici e liturgici in diverse lingue. Ancora, iniziò la pubblicazione periodica di due riviste, una in lingua tigrina e l'altra in italiano, favorì la traduzione della Bibbia in lingua ge'ez, costruì la cattedrale di Asmara, aprì scuole, orfanotrofi e dispensari, affidati alle Figlie di Sant'Anna e alle missionarie comboniane, formò un'équipe di missionari di particolare rilievo che, nella varietà dei loro impegni nell'evangelizzazione, nell'ecumenismo e nella promozione umana, tracciarono le linee portanti dell'azione pastorale. Si deve a loro la traduzione della Bibbia, il dizionario tigray-italiano, nonché ricerche determinanti per la storia dell'Eritrea.

Alla carica di Vicario Apostolico succedettero al Carrara altri cappuccini:

Dopo la morte di mons. Carrara vi fu l'occupazione italiana dell'Etiopia, la seconda guerra mondiale e la successiva amministrazione inglese, che durò fino al 1952, per lasciare il posto alla federazione con l'Etiopia. Furono anni di accese passioni politiche, di sofferenze e di lotta, ma anche di eccezionale operosità apostolica e missionaria, sotto la guida del Vicario Apostolico monsignor Marinoni, che intervenne più volte a favore della non violenza, del dialogo, del riconoscimento dell'identità degli eritrei, dell'assetto politico del territorio.

Nel 1941 emisero la professione religiosa nei cappuccini i primi tre frati eritrei. La Missione cappuccina diviene Custodia nel 1958, Vice Provincia nel 1970, e divenne la prima Provincia cappuccina africana il 7 gennaio 1975.

Risale ai tempi del Marinoni la fondazione del prestigioso Comboni College, l'istituzione di corsi universitari di medicina, di giurisprudenza e di diritto civile, e soprattutto la fondazione dell'università cattolica a opera delle missionarie comboniane.

Con l'inizio della guerra d'indipendenza dell'Eritrea (1961) e il successivo rovesciamento di Hailé Sellassié, la Chiesa fu colpita nelle sue istituzioni e nei suoi beni, che furono nazionalizzati, compresa l'Università Cattolica di Asmara. Privato dei suoi migliori strumenti di promozione umana e sociale, il Vicariato intensificò, accanto all'opera più strettamente pastorale, l'assistenza alle vittime della guerra, della siccità e della fame attraverso il Social Welfare Center, che raggiungeva la gente dell'intero territorio.

All'opera caritativa si aggiunse il sacrificio di uomini e donne che affrontarono coraggiosamente l'esilio, la prigione e la morte, come il cappuccino abba Agostino Tedlà.

Gli stessi anni di dura prova furono pure quelli in cui la Chiesa ebbe uno sviluppo interno in alcuni suoi settori più vitali: si avvertì l'esigenza di un'accresciuta vitalità liturgica con la traduzione in volgare della Messa, un passo significativo, anche se largamente insufficiente; si è dato impulso al consiglio dei laici, sia diocesano che [[parrocchia|parrocchiale]. Sono stati fondati, per opera di monsignor Luca Milesi, alcuni istituti secolari; sono cresciuti in numero e in qualità gli istituti religiosi con un graduale inserimento degli indigeni nei quadri direttivi delle rispettive comunità; è stata ulteriormente qualificata la formazione in loco dei candidati diocesani e religiosi al sacerdozio, soprattutto con l'istituzione dell'Asmara Catholic Theological Institute-Abune Selama Kesate Berhan, affiliato all'Urbaniana di Roma.

La nunziatura

I nunzi apostolici in Eritrea furono:

Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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