Marcantonio Franciotti

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Marcantonio Franciotti
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 73 anni
Nascita Lione
8 settembre 1592
Morte Roma
8 febbraio 1666
Sepoltura Chiesa del Gesù
Appartenenza
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Consacrazione vescovile 19 aprile 1637 da Antonio Marcello Barberini
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30 marzo 1637 da Urbano VIII (28 novembre 1633 in pectore) (vedi)
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Collegamenti esterni
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Marcantonio Franciotti o Marco Antonio (Lione, 8 settembre 1592; † Roma, 8 febbraio 1666) è stato un cardinale e vescovo italiano.

Cenni biografici

Nacque a Lione (altre fonti indicano Lucca) l'8 settembre 1592, secondogenito del mercante Curzio e di Chiara Balbani, entrambi appartenenti ad antiche famiglie lucchesi.

Il padre decise per Marcantonio la carriera ecclesiastica, mentre gli altri suoi figli maschi, Nicolao e Bartolomeo, intrapresero l'attività commerciale paterna.

Dal 1606 al 1610 studiò nel collegio dei gesuiti di Lione. Con il ritorno della famiglia a Lucca il padre decise di toglierlo dal collegio gesuita dal momento che la Repubblica non ammetteva tale Ordine nel suo territorio. Ligio al volere paterno, Marcantonio si spostò a Pisa e a Bologna, dove conobbe Maffeo Barberini, il futuro Urbano VIII.

Una volta completati gli studi si trasferì a Roma presso un suo parente, l'avvocato concistoriale Giovan Battista Spada, che lo aiutò a compiere i primi passi di un brillante cursus honorum: Paolo V lo nominò nel dicembre 1619 protonotario apostolico; Gregorio XV lo volle governatore di Fabriano nel 1622 e poi di Faenza. Quindi Urbano VIII lo fece chierico di Camera, prefetto dell'Annona nel 1627 e auditore generale nel 1629. Nel concistoro del 28 novembre 1633 il Franciotti fu creato cardinale in pectore, carica pubblicata il 30 marzo 1637, quando ebbe il titolo di cardinale presbitero di san Clemente che nel 1639 mutò in quello di santa Maria della Pace. Contemporaneamente fu nominato vescovo di Lucca. Fu consacrato nel palazzo del Quirinale il 19 aprile seguente dal cardinal Antonio Marcello Barberini, O.F.M.Cap., coadiuvato da mons. Fausto Poli, allora arcivescovo titolare di Amasia, e da mons. Antonio Seceroli (Ch), arcivescovo di Ragusa di Dalmazia.

Preso possesso della sede, avviò subito un intenso programma di visite pastorali che, se giovarono alla diocesi, lo tennero però troppo lontano dalla città dove perse in popolarità. Sorsero vari contrasti tra le autorità cittadine e il vescovo, anche per ritenuti favoritismi nei confronti dei fratelli che, a seguito di tumulti, furono arrestati per causa di Stato, senza alcuna prova a loro carico. Il Franciotti chiese consiglio al Barberini sul da farsi. Questi lo fecero richiamare a Roma dal papa il 1° settembre 1639. I Lucchesi - che cercarono di evitare l'ingresso in città del commissario apostolico, C. Raccagna,[1] furono colpiti da scomunica il 29 marzo 1640 e da un interdetto del 13 aprile seguente.

Il 21 maggio 1640 venne nominato legato di Romagna, dove arrivò nel luglio dello stesso anno. Da Ravenna il Franciotti continuò a seguire sempre le vicende lucchesi mentre la Repubblica, grazie all'aiuto della diplomazia spagnola, mirava a un lento ristabilimento dei rapporti con Roma.

Dopo che i rapporti fra la Santa Sede e il duca di Parma, Odoardo I Farnese, si erano deteriorati, il 24 ottobre 1641 il Franciotti si rallegrò con i Barberini dell'avvenuta presa di Castro, ma dovette cominciare a occuparsi del continuo passaggio in Romagna di compagnie di soldati pontifici dirette a Bologna e nel Ferrarese.

Nonostante un anno di preparativi, quando nel settembre 1642 Odoardo Farnese mosse da Parma verso lo Stato della Chiesa alla riconquista di Castro, aggirando i presidi pontifici, trovò la Romagna completamente sguarnita. Il Franciotti, che si trovava a Imola, per evitare un violento saccheggio, trovò un accordo con il duca sul passaggio delle truppe sui suoi territori, ricevendolo personalmente. Questo procurò al legato dei giudizi poco lusinghieri negli ambienti della Curia romana e il 29 novembre, passata la fase acuta della guerra, il Franciotti fu sostituito da Antonio Barberini alla guida della legazione di Romagna e tornò a Roma, da dove non si mosse più. Nel 1645 diede le dimissioni da vescovo, ma a Lucca, ormai liberata dall'interdetto, la persecuzione contro i suoi fratelli continuò, tanto che Nicolao si rifugiò presso il fratello cardinale a Roma. Questi nel 1651 poté tornare a casa senza pericoli. Ma ormai la famiglia Franciotti aveva perso gran parte dei beni e dei suoi traffici commerciali.

Il cardinale si dedicò a una fervente vita religiosa. Aiutò il nipote Agostino, futuro nunzio in Germania nella sua carriera ecclesiastica.

Prese parte al conclave del 1644 con la nomina a pontefice del cardinale Giovanni Battista Pamphilj, che prese il nome di Innocenzo X.

Nel 1648 fece parte della commissione cardinalizia incaricata da questi di occuparsi dei contrasti tra i gesuiti messicani e il vescovo di Puebla, amministratore di Città del Messico, Juan de Palafox y Mendoza.

Nel conclave del 1655 il Franciotti, ritenuto da molti il più degno della tiara, non fu eletto ma egli fu sostenitore della candidatura di Agostino Chigi, che fu nominato papa con il nome di Alessandro VII.

Morì l'8 febbraio 1666 nel suo palazzo presso piazza Colonna, amorevolmente assistito dai cardinali Antonio e Carlo Barberini. I funerali si tennero nella chiesa del Gesù, dove fu sepolto.

Genealogia episcopale

Cronologia degli incarichi

Predecessore: Vescovo di Lucca Successore: BishopCoA PioM.svg
Alessandro Guidiccioni il giovane (Ch) 30 marzo 1637 - 31 luglio 1645 Giavanbattista Rainoldi (Ch) I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Alessandro Guidiccioni il giovane (Ch) {{{data}}} Giavanbattista Rainoldi (Ch)
Predecessore: Cardinale presbitero di San Clemente Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Domenico Spinola 17 agosto 1637 - 19 dicembre 1639 Vincenzo Maculani, O.P. I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Giovanni Domenico Spinola {{{data}}} Vincenzo Maculani, O.P.
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria della Pace Successore: CardinalCoA PioM.svg
Fabrizio Verospi 19 dicembre 1639 - 8 febbraio 1666 Giacomo Filippo Nini I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Fabrizio Verospi {{{data}}} Giacomo Filippo Nini
Note
  1. Lelio Altogradi Relatione di alcuni successi occorsi alla republica di Lucca online
Bibliografia

Suggerimenti



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