Pontificio Comitato di Scienze Storiche

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Pontificio Comitato di Scienze Storiche
Rivolge particolare attenzione al patrimonio archivistico ecclesiastico, cura soprattutto gli archivi vaticani
Bernard Ardura 004.JPG
Presidente
Eretto: 17 aprile 1954
Presidente Padre Bernard Ardura, O. Praem.
{{{titolo2}}} {{{rettore2}}}
{{{titolo3}}} {{{rettore3}}}
Segretario: mons. Luigi Michele de Palma
{{{altri}}}
Emeriti: Walter Brandmüller
Indirizzo
Palazzo dei Canonici, 00120 Città del Vaticano tel.: + (39).06.698.846.18 fax.: + (39).06.698.730.14
Collegamenti esterni
curia pastor bonus
sito ufficiale
Chiesa cattolica · Santa Sede
Tutti i dicasteri della Curia Romana

Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche è un organismo della Santa Sede fondato da Papa Pio XII il 7 aprile 1954. Ha il compito di favorire nella Chiesa Cattolica lo studio delle scienze storiche.

Il 'Pontificio Comitato deriva dalla Commissione Cardinalizia per gli studi storici, voluta da Leone XIII e da lui costituita con la Lettera Apostolica Saepenumero considerantes (18 agosto 1883) per imprimere un impulso fattivo - nello spirito cattolico - al rinnovamento della ricerca storica, specialmente dopo l'apertura agli studiosi, fra il 1879 e il 1880, dell'Archivio Segreto Vaticano.

Al 1937 risale, invece, la proposta di adesione della Città del Vaticano al Comité International des Sciences Historiques (CISH), formulata dal segretario Michel Lhéritier al card. Eugenio Tisserant, il quale ottenne da Pio XI la rappresentanza della Santa Sede al Congresso Internazionale di Scienze Storiche di Zurigo (1938) e l'adesione della Città del Vaticano al CISH.

Gli eventi bellici successivi rallentarono non poco le iniziative del CISH, ma non si dissolsero nel nulla, anzi ritornarono ad alimentarsi nel 1948 con la ripresa delle sue attività, fino a raggiungere la vigilia del Congresso Internazionale di Roma nel 1955, quando l'adesione della Santa Sede al CISH fu voluta e formalizzata dal Sommo Pontefice Pio XII con la partecipazione ai lavori del Pontificio Comitato di Scienze Storiche appena costituito.

Pio XII aveva affidato a Pio Paschini la presidenza; Michele Maccarrone ne era il Segretario, ed inoltre il Papa aveva nominato suoi membri alcuni docenti delle Università pontificie o direttori di importanti istituzioni culturali: Angelo Mercati, Pietro Salmon. Lucien De Bruyne, Ferdinando Antonelli, Pedro de Leturia, Antonio Casamassa e Thomas Kappeli.

Il pontefice, con il suo discorso ai partecipanti del Congresso di Roma, il 7 settembre 1955, aveva segnato l'abbandono della polemica e dell'apologetica ottocentesca e l'accettazione senza riserve della critica storica.

Da allora la collaborazione della Santa Sede all'attività e alle iniziative del CISH non ha conosciuto soluzione di continuità e, per comune riconoscimento, si è sempre rivelata proficua ed efficace per il raggiungimento dei suoi fini istituzionali. Fin dalle origini il Pontificio Comitato di Scienze Storiche assolve anche a tutte le funzioni e al ruolo di Sotto-commissione della Santa Sede nella Commission Internationale d'histoire ecclésiastique comparée (CIHEC).

Nei cinquant'anni di vita del Comitato si sono succeduti alla sua presidenza illustri personalità delle scienze storiche ecclesiastiche: Pio Paschini (1954 - 1962), Michele Maccarrone (1963 - 1989), Victor Saxer (1989 - 1998) e dal 1998 Walter Brandmüller.

Così pure si sono susseguiti i Segretari: Michele Maccarrone (1954 - 1963), Josè Ruysschaert (1963 - l973, Amato Pietro Frutaz (1973 - 1980), Raffaele Farina (1981 - 1989), Vittorino Grossi (1989 - 2002) e dal 2002 Cosimo Semeraro.

Quasi una cinquantina sono stati i membri chiamati a far parte del Comitato, prescelti per le loro speciali competenze dalle numerose Università pontificie, ecclesiastiche, cattoliche e civili dei vari continenti (fra questi ricordiamo: Hubert Jedin, Henri-Irenée Marrou, Giulio Battelli,Miguel Batllori, Angelo Mercati, David Knowles).

L'attività del Comitato è stata molteplice e si è differenziata nel corso dei decenni.

Accanto all'attività di ufficio, fatta di consulenze e di collaborazioni con i vari organismi della Santa Sede, l'opera del Comitato si caratterizza per la costante attenzione riservata al patrimonio archivistico ecclesiastico, e in misura particolarmente rilevante per gli archivi vaticani. Numerosi sono stati gli appelli indirizzati ai Pontefici (Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II) allo scopo di consentire una maggiore e migliore consultazione, da parte degli studiosi, dei fondi archivistici facenti capo alla Santa Sede.

Il contributo del Comitato si è esteso, poi, anche alla cooperazione attuata insieme ad altri enti ed istituzioni ecclesiastiche ed extraecclesiali, soprattutto a livello internazionale. Come l'organizzazione dei corsi per l'aggiornamento degli insegnanti di storia ecclesiastica nei Seminari italiani, alla revisione dei dati storici dell'Annuario Pontificio (serie dei Sommi Pontefici, sedi episcopali residenziali e titolari), del Martirologio, di vari documenti conciliari e testi del magistero pontificio, e anche alla collaborazione prestata per iniziative scientifiche sovranazionali (UNESCO), per l'aggiornamento dei manuali di storia, per il programma e la realizzazione dei vari congressi storici internazionali.

Il Comitato stesso si è fatto promotore di numerosi congressi, convegni, colloqui, simposi e incontri di studio, il cui apporto storiografico è facilmente riconoscibile ed edito nei volumi della "sezione A" della collana "Atti e documenti" edita presso la Libreria Editrice Vaticana.

Come il convegno sul concilio di Trento (1963) e quello inter-ecclesiale di Bari (1969); i colloqui romani dedicati all'evangelizzazione della Livonia - Lettonia (1986) e della Lituania (1987), il simposio sul Primato del vescovo di Roma nel primo millennio (1989) e sull'idea spirituale di Gerusalemme nel medioevo (2000).

Gli incontri bilaterali con l'Istituto di Storia Universale dell'Accademia Russa delle Scienze tenuti a Mosca (1998), Vienna (2001) e San Pietroburgo (2003). Nonché il convegno, dell'autunno 2003, organizzato in occasione del centenario della morte di papa Pecci sul tema "Leone XIII e gli studi storici".

Il comitato sostiene e stimola con svariati mezzi didattici (stages di studio, bandi di concorso) lo sviluppo dello studio delle discipline umanistiche, in particolare delle lingue classiche (latino e greco), in funzione della necessaria applicazione alla storia; segue con comprensibile dedizione e interesse anche il settore dei manuali di storia.

Il Seminario di studio del 3 giugno e 4 giugno 2005 sul tema "Ricerche e questioni aperte di storia del cristianesimo nella seconda metà del Novecento", svoltosi in chiusura dell'anno giubilare, ha costituito la prima iniziativa del Comitato sotto il pontificato di Benedetto XVI, e quindi una occasione non solo per un bilancio di ciò che è stato fatto, ma anche, e soprattutto, grazie a quanto emerso sul piano scientifico dall'apporto degli studiosi convenuti a questo incontro, per quello che potrà essere il contributo di questa istituzione nel cammino futuro della Chiesa.

Il 3 dicembre 2009 Benedetto XVI ha nominato Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche il Padre Bernard Ardura dell'Ordine dei Premostratensi, già Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura.

Fonte
Voci correlate

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.