Joachim-Jean-Xavier d'Isoard

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Joachim-Jean-Xavier d'Isoard
Xavier d'Isoard.jpg
Cardinale
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al secolo
ERRORE in "fase canonizz"

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Lux nostris hostibus ignis
Titolo cardinalizio
Età alla morte 72 anni
Nascita Aix-en-Provence
23 ottobre 1766
Morte Parigi
7 ottobre 1839
Sepoltura
Appartenenza
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Vestizione [[]]
Professione religiosa [[]]
Ordinato diacono
Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione presbiterale
Ordinazione presbiterale 10 marzo 1823
Consacrazione vescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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nominato arcivescovo 20 luglio 1828
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Consacrazione vescovile
Consacrazione vescovile Parigi, 11 gennaio 1829 dal card. Jean-Baptist-Marie-Anne-Antoine de Latil
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Ordinazione patriarcale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
Elevazione ad Arcivescovo
Elevazione a Patriarca
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Creazione
a Cardinale
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Creazione
a Cardinale
Creazione
a Cardinale
25 giugno 1827 da Leone XII (vedi)
Cardinale elettore
Ruoli ricoperti
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Emblem of the Papacy SE.svg Informazioni sul papato
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Nomine
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Proclamazioni
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Eventi
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Altre ricorrenze
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Joachim-Jean-Xavier d'Isoard (Aix-en-Provence, 23 ottobre 1766; † Parigi, 7 ottobre 1839) è stato un cardinale e arcivescovo francese.

Cenni biografici

Nacque a Aix-en-Provence il 23 ottobre 1766, figlio di Jean Antoine d'Isoard de Vauvenargues e di Marie Anne Rose nata Pin.[1]

Il padre morì quando era bambino e molto giovane entrò presso il seminario minore di Aix-en-Provence. Qui ebbe modo di conoscere e divenire amico di Joseph Fesch, zio di Napoleone Bonaparte, poi cardinale e arcivescovo di Lione. Questa amicizia marcò tutta la vita d'Isoard e probabilmente durante durante il periodo del terrore gli permise di avere salva la vita.

Nonostante gli studi da seminarista non intraprese subito la vita religiosa. Durante la rivoluzione francese fu esule a Verona con il conte di Provenza, futuro re Luigi XVIII di Francia. Dopo la morte di Robespierre rientrò in patria. Dopo il colpo di stato del fructidor ((4 settembre 1797) si rifugiò di nuovo in Italia. Con l'ascesa al potere di Napoleone rientrò a Parigi sotto la protezione dell'amico Fesch, che accompagnò a Roma quando questi fu inviato ambasciatore presso la Santa Sede nel 1803.

Qui Napoleone lo volle uditore di Rota per la Francia, carica confermata da Pio VII con il motu proprio del 9 dicembre di quell'anno. Tenne la carica sino alla sua elevazione alla porpora cardinalizia. Il 10 marzo 1823 ne divenne decano. Il 18 aprile 1805 ricevette l'ecclesiastica tonsura e fu nominato prelato di sua Santità.

Nel 1809, quando il papa fu tradotto in Francia, il prelato lo seguì nell'esilio. L'imperatore Bonaparte gli offrì, a più riprese, vari incarichi governativi, che il prelato rifiutò. Dopo la ritirata dalla Russia e il rientro dell'imperatore a Parigi, alla fine del 1813 tutti i prelati presenti a Parigi si riunirono per chiedere al pontefice di non cedere alle pressioni di Napoleone. D'Isoard ne redasse un memoriale sottoscritto dai prelati che portò di persona al pontefice, affrontando gravi pericoli. Tuttavia papa Pio VII, firmando pochi mesi dopo il trattato di Fontainebleau, disattese molte delle aspettative dei prelati.

Con il rientro di Napoleone, durante il governo dei cento giorni, fu nominato incaricato d'affari presso la Santa Sede con l'intento di mantenere il concordato del 1801, ma il breve periodo del nuovo governo non gli permise di portarsi a Roma. Nel 1823 il re Luigi XVIII lo nominò barone e primo di Francia. Il 13 giugno di quell'anno fu nominato consultore del Sant'Uffizio e nel 1825 prelato della congregazione per la ricostruzione di san Paolo fuori le mura.

Nel 1825 ricevette l'ordinazione sacerdotale, nel 1827 fu creato cardinale da papa Leone XII con il titolo di cardinale presbitero di San Pietro in Vincoli|. Divenne membro delle congregazione del Concilio, del Buon Governo, delle Acque e della speciale commissione per la ricostruzione della basilica di san Paolo fuori le mura.

Il 15 dicembre 1828 fu elevato arcivescovo di Auch fu consacrato l'11 gennaio seguente, nella cappella di Dames du Sacré-Coeur a Parigi, dal cardinal Jean-Baptist-Marie-Anne de Latil, arcivescovo di Reims, coadiuvato dai vescovi Jean-Pierre de Gallien de Chabons Ch e Jules-François de Simony Ch.

Ritornò a Roma per prendere parte ai due conclavi del suo cardinalato che videro eletti papa Pio VIII e Gregorio XVI. Nel 1833 optò per il titolo di Santissima Trinità al Monte Pincio. Rifiutò le sedi metropolite di Aix e di Bordeaux. Nel 1839, alla morte del suo amico cardinal Joseph Fesch, il re Luigi Filippo lo elesse quale successore alla guida dell'arcidiocesi di Lione, ma pochi mesi dopo anche d'Isoard moriva, prima di ottenerne la conferma romana.

Morì a Parigi il 7 ottobre di quell'anno. La salma fu traslata a Auch dove riposa nella cattedrale locale.

Genealogia episcopale


Predecessore: San Pietro in Vincoli Successore: CardinalCoA PioM.svg
Paolo Giuseppe Solaro di Villanova 17 settembre 1827 - 15 aprile 1833 Castruccio Castracane degli Antelminelli I
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con
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Paolo Giuseppe Solaro di Villanova {{{data}}} Castruccio Castracane degli Antelminelli
Predecessore: Arcivescovo metropolita di Auch Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Louis-François-Auguste de Rohan Chabot 15 dicembre 1828 - 7 ottobre 1839 Nicolas-Augustin de la Croix d'Azolette Ch I
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Louis-François-Auguste de Rohan Chabot {{{data}}} Nicolas-Augustin de la Croix d'Azolette Ch
Predecessore: Santissima Trinità al Monte Pincio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Paolo Giuseppe Solaro di Villanova 15 aprile 1833 - 7 ottobre 1839 Castruccio Castracane degli Antelminelli I
II
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con
con
Paolo Giuseppe Solaro di Villanova {{{data}}} Castruccio Castracane degli Antelminelli
Predecessore: Arcivescovo metropolita di Lione Successore: ArchbishopPallium PioM.svg
Joseph Fesch (eletto il 13 giugno 1839, morì prima dell'approvazione papale) Louis-Jacques-Maurice de Bonald I
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Joseph Fesch {{{data}}} Louis-Jacques-Maurice de Bonald
Note
  1. (FR) Alan Garric Essai de Généalogie online
Bibliografia
  • "ISOARD (Joachim-Jean-Xavier D’)", in Biographie universelle, ancienne et moderne, Parigi 1840, pp. 582-585, online

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