Prefazio

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Messale Romano in lingua italiana, seconda edizione (1983). Preghiera eucaristica

Il Prefazio (dal nominativo latino praefatio, prefazione) è la prima parte della preghiera eucaristica[1] della Messa, a forte carattere dossologico.

Caratteristiche

È una solenne preghiera di lode in forma di dialogo con l'assemblea dei fedeli, che il celebrante principale, che presiede la Messa, recita o canta da solo dopo l'orazione sulle offerte (orazione sui doni nel Rito ambrosiano) all'inizio della preghiera eucaristica e dei riti di comunione. È costituito da tre parti:

  • Protocollo[2]: parte iniziale, relativamente variabile, che ha lo scopo di asserire che a Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo, spetta il ringraziamento di tutta la Chiesa;
  • Embolismo[3]: parte centrale, sempre variabile, che ha lo scopo di spiegare il motivo per cui a Dio si deve la gloria e il ringraziamento di tutta la Chiesa;
  • Escatocollo[4]: parte finale, sempre conforme, che ha lo scopo di introdurre il Sanctus, che anch'esso fa parte della Preghiera eucaristica. È proclamata da tutto il popolo col sacerdote e la Schola.
Prefazio alla Messa in Rito romano
per i Santi Apostoli Pietro e Paolo
Prefazio alla Messa in Rito ambrosiano
per l'Immacolata Concezione
«

Protocollo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Embolismo
Tu hai voluto unire in gioiosa fraternità
i due santi apostoli:
Pietro, che per primo confessò la fede nel Cristo,
Paolo, che illuminò le profondità del mistero;
il pescatore di Galilea,
che costituì la prima comunità con i giusti di Israele,
il maestro e dottore,
che annunziò la salvezza a tutte le genti.
Così, con diversi doni,
hanno edificato l’unica Chiesa,
e associati nella venerazione del popolo cristiano
condividono la stessa corona di gloria.
Escatocollo
E noi, insieme agli angeli e ai santi,
cantiamo senza fine
l'inno della tua lode: Santo...  »

«

Protocollo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Embolismo
Tu hai preservato la vergine Maria da ogni ombra di peccato originale
perché diventasse degna madre del tuo Verbo.
In lei, creatura di intatto splendore, trova inizio la Chiesa,
sposa di Cristo, senza macchia e senza ruga.
Da lei, vergine purissima, sarebbe nato il Figlio di Dio,
l'Agnello innocente che toglie i peccati del mondo.
Tu l'hai predestinata modello di santità
e avvocata di grazia per tutti i redenti.
Escatocollo
E noi, tuo popolo a lei devoto, uniti ai cori degli angeli,
esultando proclamiamo, o Padre, la tua gloria: Santo...  »

({{{4}}})



Note
  1. Prefazio su treccani.it, Istituto Treccani URL consultato il 07-01-2021
  2. Dal latino medievale protocollum, in greco πρωτόκολλον, protókollon, composto di πρῶτος, prôtos «primo» e κόλλα, kólla «colla».
  3. Dal latino tardo embolismus «intercalazione», der. del greco ἐμβάλλω, embállo «inserire».
  4. Dal greco ἔσχατος, éschatos «ultimo» e -collo di protocollo.
Bibliografia
  • Giorgio Guffanti, Claudio Antonio Fontana, Claudio Magnoli, Marco Navoni, Guida Pastorale per le Celebrazioni Liturgiche, Edizioni a cura della Commissione Liturgica Regionale Lombarda - Rito Ambrosiano, 2013, ISBN 978-88-8025-940-4
  • Dizionario di liturgia ambrosiana, Marco Navoni (a cura di), NED, Milano, 1996
Voci correlate
Collegamenti esterni

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