Ordinazione di sant'Ambrogio

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Disambig-dark.svg
Questa voce tratta della Solennità liturgica dell'ordinazione di sant'Ambrogio
⇒  Se cercavi la biografia del santo, vedi Sant'Ambrogio di Milano.

Ordinazione di sant'Ambrogio

Torino Gal.Palatina A.daFossano S.Ambrogio-conacratoVescovo 1490.jpg
Bergognone, Sant'Ambrogio consacrato vescovo (1490), tavola; Torino, Galleria Sabauda
Commemorazione Ordinazione episcopale
di Sant'Ambrogio di Milano
Periodo Avvento
Data 7 dicembre
Data mobile

Data nel 2018: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.
Data nel 2019: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.
Data nel 2020: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.

Note
Nel Rito ambrosiano:
Qualora cadesse di domenica, la celebrazione è anticipata il 6 dicembre.
È prevista la Liturgia vigilare vespertina.
Rito Romano
Tipologia Memoria
Periodo
Data
Data
Data nel 2018: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.

Data nel 2019: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.
Data nel 2020: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.

Rito Ambrosiano
Tipologia Solennità
Periodo
Data
Data
Data nel 2018: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.

Data nel 2019: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.
Data nel 2020: Errore nell'espressione: operatore < inatteso.

Di precetto in {{{di precetto in}}}
Celebrata in
Celebrata a
Tradizioni religiose
Data d'istituzione
Chiamata anche
Feste correlate
Virgolette aperte.png
Qua veniamo, noi Milanesi Romani, com'egli fu, dov'egli fu, per ricordarlo, per venerarlo, in questo decimosesto centenario della sua singolare, precipitosa quasi, elevazione alla cattedra episcopale di Milano, per sentirlo a noi vicino. Non è la nostra una celebrazione adeguata a tale poliedrica figura tipica di nobile romano, di alunno del foro, di giurista, di amministratore, di consolare, di politico e di polemista, di letterato e di poeta, di scienziato e di oratore, di vescovo soprattutto e quindi pastore e di maestro, di dottore e di santo; per fortuna, a suo e proprio onore, la Città che ambrosiana si definisce, ha già provveduto a tributare a Sant'Ambrogio degno omaggio di memoria e di culto; basti ora a noi questo atto di venerazione, che stiamo per dire confidenziale e filiale, nell'intento, ben modesto, ma sincero di ascoltare da lui qualche sua parola per la nostra vita cristiana della quale Egli, Ambrogio, ebbe il genio, ebbe, come pochi a lui pari, lo spirito. Sant'Agostino ne fa garanzia, come bene sappiamo. Chi non ricorda la prima (prima fra molte successive) testimonianza di Agostino su Sant'Ambrogio? «Così venni a Milano dal vescovo Ambrogio, noto a tutto il mondo come un uomo dei migliori, pio cultore tuo, i cui discorsi, in quel tempo, strenuamente dispensavano al tuo popolo l'adipe del tuo frumento e la letizia dell'olio e la sobria ebbrezza del tuo vino. Ero condotto a lui da te, senza saperlo, affinché per lui, sapendolo, fossi condotto a te. Quell'uomo di Dio mi accolse paternamente e, da buon vescovo, si mostrò assai contento di quella mia venuta. E così cominciai ad amarlo...»
Virgolette chiuse.png
(Confess. V, 13, 23: PL 32, 717. Dall'omelia di Paolo VI in ricorrenza del 16º centenario della solennità di Sant'Ambrogio[1])
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 7 dicembre, n. 1 (solennità nel Rito Ambrosiano è anticipata il 6 dicembre se cade di domenica):
« Memoria di sant'Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l'episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l'arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto. »

Memoria e solennità

Sant'Ambrogio, pastore dell'Arcidiocesi di Milano, padre e dottore della Chiesa, è venerato dalla cristianità il 7 dicembre, data della sua ordinazione episcopale, avvenuta nell'anno 374. Caso unico nella storia della Chiesa, per la quale la data di ricorrenza per il culto dei santi, coincide sempre con quella della morte naturale, del martirio, del giorno della traslazione delle spoglie o strettamente correlata alla fine della vita terrena.

È patrono di Milano, della Chiesa ambrosiana e della Regione Lombardia, nonché di altre località, professioni e persone giuridiche[2]. La messa in ricordo del santo è celebrata dalla Chiesa universale con il grado di memoria obbligatoria, ad eccezione delle comunità di Rito ambrosiano per il quale è riservato il grado di solennità.

Entrambi i riti identificano la liturgia eucaristica con il colore bianco. Nel Rito ambrosiano la solennità è preceduta dalla Liturgia vigilare vespertina.

La Liturgia nel Rito romano

Nel Rito romano la Liturgia della Parola segue i giorni propri del Tempo di Avvento in cui cade la memoria, ossia tra il giovedì della prima settimana e il mercoledì della seconda. Come per tutte le altre memorie viene però riservata la lettura agiografica del santo. Fanno eccezione le località[2] per le quali fu eletto a patrono, dove la liturgia presenta le letture più adeguate prese dal comune dei pastori, vescovi e dottori della Chiesa:

La Liturgia nel Rito Ambrosiano

Storia della celebrazione

Ambrogio, ad ogni anniversario della sua ordinazione episcopale, condivideva con i suoi fedeli, nelle omelie e nelle visite pastorali, i ricordi legati a quell'evento. Questo facilitò lo sviluppo di una tradizione che portò la comunità cristiana della diocesi, a perpetuare ogni anno questa consuetudine, anche dopo la scomparsa del vescovo.

Di fatto il 7 dicembre fu sempre una delle feste più popolari della città di Milano, nella quale un grande afflusso di fedeli si recava in pellegrinaggio alla basilica del santo. Secondo la testimonianza di Beroldo[3], la celebrazione liturgica, a partire dal Medioevo, acquistava particolare solennità: l'arcivescovo, con il clero della cattedrale, si recava processionalmente dalla basilica di Santa Maria Maggiore a quella di Sant'Ambrogio al canto di antiche antifone, nelle quali emergeva la figura del santo patrono come primo ed eccezionale protettore della vita civile ed ecclesiastica della città. Giunto nell'atrio della basilica, l'arcivescovo benediceva dodici otri di vino che, assieme a pane e carne, veniva poi distribuito ai poveri, sempre presenti in gran numero, come gesto di concreta e solidale carità verso i figli più bisognosi della famiglia ambrosiana. Solo dopo questo atto significativo, l'arcivescovo faceva il suo ingresso nella basilica, dove, con grande solennità di riti, veniva celebrato il pontificale in onore del santo patrono. Da notare inoltre che fino al 1911, nell'Arcidiocesi di Milano, il 7 dicembre fu sempre considerato festa di precetto.

Se il ricordo dell'ordinazione episcopale di Ambrogio fu la prima ricorrenza liturgica in onore del patrono, i più antichi libri liturgici della tradizione ambrosiana, sono concordi nel testimoniare il culto al santo anche in altre due date: quella del battesimo (30 novembre) e quella della morte (4 aprile 397, Sabato santo). Tuttavia, ancor oggi, il culto al santo patrono persiste, principalmente, nella liturgia e nella tradizione ambrosiana, con la solennità del 7 dicembre, per la quale l'arcivescovo si reca a celebrare il solenne pontificale nella basilica del santo, assistito nel servizio liturgico dal capitolo del Duomo.

Ultima osservazione, ma non per questo meno importante, ogni giorno, nella preghiera eucaristica della Messa, nella sezione delle intercessioni, ricorre sempre in maniera esplicita il nome del patrono, dal quale, la Chiesa di Milano e la sua particolare liturgia, si onorano di prendere il nome di «ambrosiana».

Liturgia della Parola

Dal Lezionario preconciliare

Prima della riforma volta a revisionare i riti latini in conformità alla Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, era vigente, per il Rito ambrosiano, il Messale[4] promulgato da San Carlo Borromeo, rivisto secondo le indicazioni del Concilio di Trento, la cui ultima edizione risaliva al 1954 per intervento del cardinal Schuster. Il lezionario[5] ambrosiano, invece, ha mantenuto invariate le letture bibliche dai tempi antichi fino al Concilio Vaticano II.

Da questo lezionario possiamo risalire alla liturgia della parola così come veniva annunciata all'assemblea negli anni precedenti il Concilio Vaticano II[6]. I passi biblici per questa solennità sono prevalentemente gli stessi utilizzati nel Nuovo Lezionario Ambrosiano, seppur con terminologie della traduzione non perfettamente conformi alla versione CEI 2008:

La Prima lettura, estrapolata dal Libro del Siracide, era annunciata come segue:

« Ecco il gran sacerdote che ai suoi giorni piacque a Dio e fu santo e nei momenti di lotta apparve come mediatore di conciliazione. Fu impareggiabile nell'osservanza della legge di Dio: a lui affluirono le benedizioni delle popolazioni. Dio lo esaltò sopra i governanti e lo recinse di corona e di gloria: lo fece pontefice allietandolo di gloria nel ministero sacro di lodare Dio e di offrirgli l'incenso »

Il Salmello, era intonato in latino preso dal Sal 88[87]

(LA) (IT)
« Inveni David, servum meum: in oleo sancto unxi euro. Manus enim mea auxiliabitur ei: et brachium meum confortabit eum. Nihil proficiet inimicus in eo, et fìlius iniquitatis non nocebit eum Manus enim mea. » « Ho scelto Davide, mio servo e l'ho consacrato con crisma. La mia mano lo aiuterà. Il nemico non potrà fargli del male, perché il mio braccio lo difenderà. »

L'Epistola era presa dal capitolo tre della Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

« Fratelli, voi avete sentito dire della grazia che Dio mi ha dato, cioè di conoscere che la Redenzione di Gesù Cristo è per tutti. Questo per tanti secoli non si sapeva. Anche i pagani sono chiamati da Dio, per mezzo del Vangelo, a partecipare alle grazie di Gesù Cristo e a diventar membri della Chiesa. Proprio a me, l'ultimo dei cristiani, fu data la grazia di evangelizzare i pagani e di svelare a tutti gli immensi doni di Gesù Cristo. Cosicchè la sapienza di Dio, per mezzo della sua Chiesa, sia nota fino agli Angeli»

Canto al Vangelo:

(LA) (IT)
« Tu es sacerdos in aeternum secundum ordinem Melchisedech! » « Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec! »

Il Vangelo era estrapolato esclusivamente dal capitolo dieci di Giovanni:

« Diceva il Signore Gesù ai suoi discepoli: Io sono il buon pastore. Conosco tutte le mie pecorelle ed esse conoscono me. Se viene il lupo non fuggo come il mercenario, ma do anche la mia vita pur di salvarle. Ho altre pecorelle che non sono di questo ovile, ma si farà un solo ovile sotto un solo pastore. il Padre mi ama, perché do la mia vita per le pecorelle. »

Molto significativa era la preghiera dopo l'antifona, utilizzata in quegli anni in ogni celebrazione eucaristica, denominata Orazione sulla Sindone:

« O Dio creatore dell'universo che per mezzo di Gesù Cristo Sommo Sacerdote volesti che sant'Ambrogio fosse consacrato in questo giorno, benedici per sua intercessione la nostra consacrazione e il tuo popolo. »

Dal Lezionario postconciliare

Dal 1976 fino al 2008, le comunità di Rito Ambrosiano hanno celebrato l'Eucaristia lungo l'anno (festiva e feriale) con un Messale Ambrosiano rinnovato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II completo e autonomo (ad eccezione del Lezionario, ancora incompleto e supplementare rispetto al Lezionario Romano). Durante quest'ultimo periodo le letture della solennità hanno subito delle modifiche rispetto alle letture preconciliari[7]. Di seguito si elencano le letture confrontandole con quelle utilizzate nel Nuovo Lezionario Ambrosiano.

Dal Nuovo Lezionario Ambrosiano

Con la promulgazione del Nuovo Lezionario Ambrosiano nel 2008, la liturgia ambrosiana fu definitivamente fissata con le letture conformi alla Tradizione storica.

La Lettura propone l'uomo illustre che risulta dagli elogi fatti in questo libro della Scrittura, che raccoglie in sé e sintetizza i tratti e le virtù di Noè, giusto, mediatore e motivo di riconciliazione; di Abramo, col quale Dio stabilì l'alleanza fedelmente custodita; di Mosè, "uomo di pietà", autorevole guida, entrato nell'intimità con Dio; di Aronne, il sommo sacerdote, scelto a offrire i sacrifici. Questa figura ideale è vista dalla liturgia, realizzata dal maestro e padre della Chiesa ambrosiana. Le parole del Siracide riassumono in un modo splendido la vita di sant'Ambrogio, anzi, sono la chiave di lettura della sua personalità.

oppure:

Lettura agiografica: Vita di sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa

Il brano della Lettera agli Efesini mette in evidenza che per il dono della grazia divina, Paolo è diventato servo del mistero di Cristo che annuncia a tutte le genti: e questo vale per sant'Ambrogio, per ogni vescovo e per ogni discepolo di Cristo.

Il brano del Vangelo di Giovanni ci aiuta a capire la grandezza pastorale di Ambrogio. Essa è tale, perché si riferisce a Gesù Cristo e ne è un segno credibile.

Liturgia vigiliare vespertina

La liturgia vigiliare vespertina del 6 dicembre (o del 5 dicembre se la solennità cade di Domenica) è celebrata in forma solenne con la Lettura vigiliare agiografica del santo patrono, che prende il posto della tradizionale Lettura; nella liturgia postconciliare si leggeva un brano del Libro del Siracide (Sir 39,5-9). Il salmo, come nella messa del giorno, è il numero 89, ma con passi diversi ed è proclamato in forma di salmello, ossia cantato; nelle letture postconciliari si leggeva il Salmo 15 (Sal 16[15],1-2.5.7-8.11). Le successive letture restano identiche. L'Epistola presa dalla Lettera agli Ebrei si inserisce conformemente alla prima lettura della messa del giorno con il riferimento al sacerdozio e ad Aronne. La lettura del Vangelo, anche qui secondo Giovanni, attinge dal capitolo sesto dal quale traiamo l'insegnamento che la sicurezza della Chiesa non deriva dalle sue forze o dal favore mondano che la può circondare, ma dalla presenza di Cristo, che è Dio e che segue il popolo del suo riscatto pasquale. La liturgia della Parola si articola come segue:

  • Lettura vigiliare: Vita di sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa.
  • Salmello - 89[88],20bc.22a.23 - Rit.: «Ho portato aiuto a un prode, ho esaltato un eletto tra il mio popolo: la mia mano è il suo sostegno».

«Su di lui non trionferà il nemico, né l'opprimerà l'uomo perverso: la mia mano è il suo sostegno».

Note
  1. Paolo VI op. cit.
  2. 2,0 2,1 Città: Alassio (Sv), Monserrato (Ca), Buccheri (Sr), Cerami (En), Vigevano (Pv), Castel del Rio (Bo), Omegna (Vb).
    Altri: vescovi, apicoltori, coloro che lavorano la terra, prefetti.
  3. Vissuto a Milano nella prima metà del XII secolo, il suo nome è strettamente legato alla composizione di trattati liturgici e, principalmente, all'Ordo et caerimoniae Ecclesiae Ambrosianae Mediolanensis, scritto poco dopo il 1126.
  4. Libro ove sono contenute le preghiere e lezioni, i canti e le rubriche della Messa.
  5. Libro liturgico contenente determinate lectiones da leggersi durante le funzioni liturgiche; più propriamente contiene le raccolte delle pericopi della Sacra Scrittura lette dai lettori e dal sacerdote durante la Messa alla Prima lettura, al Salmo, all'Epistola e al Vangelo.
  6. Piccolo messale ambrosiano festivo op. cit..
  7. Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi op. cit.
Bibliografia
  • Dizionario di liturgia ambrosiana, Marco Navoni (a cura di), NED, Milano, 1996
  • Piccolo messale ambrosiano festivo, Tipografia G. De Silvestri, Milano, 1957
  • Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, Messale Ambrosiano Festivo, Edizioni Piemme, 1986
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.