Presentazione del Signore

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Presentazione del Signore

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Ambrogio Lorenzetti, Presentazione di Gesù al Tempio (1340 ca.), tempera su tavola; Firenze, Galleria degli Uffizi
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Mistero celebrato Presentazione di Gesù Cristo al Tempio di Gerusalemme.
Riferimenti
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Data 2 febbraio
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Rito
Note
Rito Romano
Tipologia Festa
Periodo Tempo Ordinario
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Rito Ambrosiano
Tipologia Festa del Signore
Periodo Tempo Dopo l'Epifania
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Celebrata in
Celebrata a
Tradizioni religiose
Data d'istituzione
Chiamata anche Purificazione di Maria,
popolarmente detta Candelora
Feste correlate
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 2 febbraio, n. 1:
« Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele. »

La presentazione del Signore è una festa del Signore con la quale si ricorda il corrispondente avvenimento della vita di Gesù, narrato in Lc 2,22-39. È celebrata dalla Chiesa Cattolica il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale.

È detta popolarmente Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, poiché nel passo evangelico Cristo è detto da Simeone "luce per illuminare le genti".

In precedenza la festa era anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, al momento della presentazione del figlio primogenito al Tempio, avveniva anche la purificazione della madre.

Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania) e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae (cap. 26).

La denominazione di Candelora data popolarmente alla festa, deriva dalla somiglianza del rito del Lucernario, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali;[1] tuttavia, la somiglianza più significativa tra le due festività, si ha nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica:

« Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione »

nell'altra riguardo alla februatio[2]:

« Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. (...) Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città e ciò considerano rito di purificazione. »
Stephan Lochner, Presentazione di Gesù al Tempio (part. Gruppo di bambini con le candele), 1447 ca., tempera su tavola; Darmstadt (Germania), Hessisches Landesmuseum

Durante il suo episcopato (tra il 492 e il 496), Papa Gelasio I ottenne dal Senato l'abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita, nella devozione popolare, la festa appunto della Candelora.

Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano I di Bisanzio al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.

Testi Liturgici

Il grado di celebrazione per il Rito Romano è Festa, mentre per il Rito Ambrosiano è Festa del Signore. Entrambi i riti adottano il colore liturgico bianco. Le letture seguono lo schema a struttura ternaria classica a ciclo unico e sono molto simili:

Rito Romano

Oppure: Eb 2,14-18: Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.

Rito Ambrosiano

Rito ambrosiano antico

Nel rito ambrosiano antico la solennità è denominata IN SOLEMNITATE PURIFICATIONIS BEATÆ VIRGINIS MARIÆ. Il grado della Celebrazione è solennità. Le letture in Rito moderno hanno subito notevoli cambiamenti rispetto al Rito antico, a eccezione del Vangelo.

  • Lectio: Sir 24,9-20
  • Psalmellus: Benedictus qui venit in nomine Domini: Deus Dominus, et illuxit nobis. Confitemini Domino, quoniam bonus, quoniam in sæculum misericordia ejus. (Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Signore Dio, ci ha illuminati. Lodate il Signore, perché è buono, perché eterna è la sua misericordia. Cfr. Sal 145[144]; 135[134])
  • Epistola: Rm 8,3-11
  • Halleluja: Jubilate Deo omnis terra: psalmum dicite nomini ejus. (Acclamate a Dio da tutta la terra: cantate inni al suo nome.)
  • Evangelium: Lc 2,22-40

Successivamente all'antifona dopo il Vangelo, il celebrante stende solennemente la Sindone[3] e recita la preghiera utilizzata in ogni celebrazione eucaristica, denominata Oratio Super Sindonem (Orazione sulla Sindone):

(LA) (IT)
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« Omnipotens sempiterne Deus, majestatem tuam supplices exoramus: ut sicut unigenitus Filius tuus hodierna die cum nostræ carnis substantia in templo est præsentatus, ita nos facias purificatis tibi mentibus præsentari. » « O Dio onnipotente ed eterno, invochiamo supplichevoli la tua maestà, affinché come oggi l'unigenito tuo Figlio fu presentato al tempio con un corpo preso dalla nostra carne, così tu faccia che noi ci presentiamo a te con l'anima purificata. »
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Opere d'arte

Tra le opere d'arte con questo soggetto si ricordano:

Note
  1. I Lupercali era un'antica festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio.
  2. Cfr. Ovidio, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss. Per informazioni sui flamini, vedi: Domenico Fasciano - Pierre Seguin, I Flamini e i loro dèi, Victrix, Forlì 2015.
  3. Velo che copre le Oblate, il pane e il vino posti sull'altare per il sacrificio.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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