Santa Rosa da Viterbo

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Santa Rosa da Viterbo, T.O.F.
Laica
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Santa
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Titolo
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Età alla morte 17 anni
Nascita Viterbo
9 luglio 1233
Morte Viterbo
6 marzo 1251
Sepoltura
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Extra Anni di pontificato
Nomine
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Proclamazioni
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Eventi

Iter verso la canonizzazione

Venerata da Chiesa cattolica
Venerabile il [[]]
Beatificazione 1457, da Callisto III
Canonizzazione [[]]
Ricorrenza 6 marzo
Altre ricorrenze 4 settembre
Santuario principale
Attributi saio, corona di rose sul capo
Devozioni particolari {{{devozioni}}}
Patrona di Viterbo
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 6 marzo, n. 10:
« A Viterbo, beata Rosa, vergine, del Terz'Ordine di San Francesco, che fu assidua nelle opere di carità e a soli diciotto anni concluse anzitempo la sua breve esistenza. »
(Santo di venerazione particolare o locale)
Santa Rosa da Viterbo (Viterbo, 9 luglio 1233; † Viterbo, 6 marzo 1251) è stata una laica italiana.

Biografia

Figlia dei coniugi Giovanni e Caterina, forse agricoltori nella contrada di Santa Maria in Poggio. Sui 16-17 anni, chiese di entrare nel convento delle Clarisse, ma fu respinta a causa della sua salute precaria. Si fece allora terziaria francescana, seguendo la regola in famiglia.

Dopo una miracolosa guarigione, si mise a percorrere Viterbo portando una piccola croce o un'immagine sacra: prega ad alta voce ed esorta tutti all'amore per Gesù e Maria e alla fedeltà verso la Chiesa. Nessuno le diede mai questo incarico.

Viterbo era coinvolta in una crisi fra la Santa Sede e Federico II imperatore. Occupata da quest'ultimo nel 1240, nel 1247 si sottomise all'imperatore. Rosa iniziò una campagna per rafforzare la fede cattolica, contro l'opera di vivaci gruppi del dissenso religioso, nella città dove comandavano i ghibellini, ligi all'imperatore e nemici del Papa. A causa di queste iniziative, il podestà mandò Rosa e famiglia in domicilio coatto a Soriano del Cimino.

Fu un breve esilio, perché nel 1250 morì Federico II e Viterbo tornò nuovamente alla Chiesa. Rosa visse ancora un breve periodo nella sua città, morì il 6 giugno probabilmente del 1251. Fu sepolta nella nuda terra, presso la chiesa di Santa Maria in Poggio.

Canonizzazione

Nel novembre 1252 Papa Innocenzo IV promosse il primo processo canonico, che forse non cominciò mai. La sua fama di santità comunque crebbe e nel 1457 Papa Callisto III ordinò un nuovo processo, regolarmente svolto, ma nel frattempo il Papa morì e Rosa non verrà mai canonizzata col solito rito solenne. Il suo nome lo troviamo già elencato tra i santi nell'edizione 1583 del Martirologio romano, mentre attualmente il martirologio la indica come beata.

Il culto a Viterbo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Festa di Santa Rosa (Viterbo).
« Quale grande risposta d'amore troviamo in quella meravigliosa giovinetta che fu la vostra santa Rosa! Essa, pur nella mutazione dei tempi, si presenta ancor oggi come modello per le ragazze e per le giovani, invitandole a comprendere a fondo, nella loro vita, l'assoluto di Dio in una piena donazione d'amore al di là di ogni rispetto umano! »
(Papa Giovanni Paolo II, Omelia durante la visita pastorale a Viterbo, 27 maggio 1984)

A Viterbo, città di cui è patrona, le è dedicata una grande festa il 3 settembre di ogni anno che rievoca la traslazione del corpo di Santa Rosa avvenuta nel 1258; la sera del 3 settembre viene trasportata in processione, sulle spalle di cento robusti portatori, denominati Facchini, la Macchina di Santa Rosa, un campanile illuminato rinnovato ogni 5 anni, con un'altezza di 28 metri e del peso di circa 50 quintali, sormontato dalla statua della santa.

A Viterbo e nei dintorni si trovano numerose raffigurazioni di Santa Rosa, per lo più in abiti dell'ordine francescano e con una corona di rose sul capo.

Il corpo

Il corpo, sepolto direttamente nella terra (senza bara), fu ritrovato integro nel 1258 e traslato, per disposizione di papa Alessandro IV, nella Chiesa di Santa Maria delle Rose in Viterbo, ove oggi sorge il Santuario della santa.

Nel corso degli anni non vennero mai prese particolari precauzioni per la sua conservazione, ma anzi, durante il Rinascimento era permesso ai fedeli toccare la santa attraverso una piccola apertura praticata sull'urna.

Nel 1921 fu eseguita una prima ricognizione durante la quale venne estratto il cuore ancora integro che venne riposto in un reliquiario d'argento.

Nel 1996 una nuova ricognizione ha permesso di effettuare una serie di indagini scientifiche, dalle quali è emerso che santa Rosa aveva un'età compresa tra i 18 e i 20 anni al momento del decesso. Inoltre era affetta da una rara patologia, la sindrome di Cantrell[1], caratterizzata da una mancanza congenita dello sterno, che normalmente porta a morte durante la primissima infanzia. Sul braccio sinistro è stata rilevata una cicatrice, compatibile con una ferita che le fonti storiche riferiscono Rosa abbia subìto durante l'assedio delle truppe di Federico II alla città di Viterbo.[2]

Santa Rosa inoltre doveva avere un'altezza di circa 1,55 m, occhi blu e capelli scuri. Questi dati e quelli tratti dalle radiografie del cranio, hanno permesso di effettuare una ricostruzione grafica del volto.

Opere musicali ispirate alla Santa

A tale personaggio s'ipirano i due oratori: Santa Rosa di Viterbo, musica di Francesco Monti, in prima esecuzione ad Ancona per la festa di San Ciriaco nel 1726; Santa Rosa di Viterbo del sacro ordine di San Francesco, a 5 voci, musica di Alessandro Melani, eseguito la prima volta in Firenze alla Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri nel 1693. La prima esecuzione moderna di quest'ultimo, curato in forma corrente da Saverio Franchi e Massimo Scapin, si diede nella Basilica Cattedrale di Viterbo durante il "Festival barocco" del 2000, nell'interpretazione dell'Orchestra da Camera della Scuola Musicale Comunale di Viterbo, direttore Massimo Scapin.

Note
  1. Cause of death of Italian saint uncovered, BBC News
  2. Vita di Santa Rosa dal sito Facchini di santa Rosa
Bibliografia
  • P. Ignace Beaufays (O.F.M), Sante Rose de Viterbe: Propagandiste de L'A.C., Bruxelles, Ed. du Chant D’Oiseau, 1937.
  • Frei Urbano Plens, Santa Rosa de Viterbo, Cadernos Franciscanos: ano VI, n. 1, fascículo 29, Belo Horizonte, 1980.
  • Clarisse del Monastero di Santa Rosa, Santuario di Santa Rosa, Viterbo, s.d.
  • Francesco Mecucci, Viterbo, Ed. laborintus GRAPHICS & EDITORS, Viterbo, 2004
  • Giovanni Faperdue, "La Santa dei Viterbesi", Grotte di Castro (Viterbo),2002
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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