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Santa Chiara d'Assisi

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Santa Chiara d'Assisi, O.S.C.
Religiosa
al secolo Chiara Scifi
Santa
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Assisi, Basilica di Santa Chiara. Particolare della tavola con storie della vita della Santa
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Titolo
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Età alla morte 60 anni
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Professione religiosa Assisi, 1211
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Elezione
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Proclamazioni
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Riconoscimenti
Canonizzazione
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Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione 15 agosto 1255, da Alessandro IV
Ricorrenza 11 agosto
Altre ricorrenze {{{altre ricorr}}}
Santuario principale Basilica di Santa Chiara, Assisi
Attributi giglio, ostia
Patrono di televisione, telecomunicazioni, coccinelle
Collegamenti esterni
Scheda su santiebeati.it
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Nel Martirologio Romano, 11 agosto:
«
Memoria di santa Chiara, vergine, che, primo virgulto delle Povere Signore dell’Ordine dei Minori, seguì san Francesco, conducendo ad Assisi in Umbria una vita aspra, ma ricca di opere di carità e di pietà; insigne amante della povertà, da essa mai, neppure nell’estrema indigenza e infermità, permise di essere separata. »
 

Santa Chiara d'Assisi, al secolo Chiara Scifi (Assisi, 1193 ca. – Assisi, 11 agosto 1253) è stata una religiosa italiana, collaboratrice di san Francesco e fondatrice delle Monache Clarisse: è stata dichiarata santa da papa Alessandro IV nel 1255. Il 17 febbraio 1958 venne dichiarata da papa Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

Indice

Biografia

Nata da Favarone di Offreduccio degli Scifi e da Ortolana Fiumi, appartenente ad un'alta classe sociale, dimostra forza d'animo nelle sue scelte radicali che la inducono a sfuggire il matrimonio concordato dalla famiglia di origine, per seguire il desiderio di dedicare la vita a Dio.

La notte del 28 marzo 1211 (è la sera della domenica delle Palme: Chiara ha solo 18 anni), stando alle testimonianze del processo di canonizzazione, fugge da una porta secondaria della casa paterna, situata nei pressi del Duomo di Assisi. Subito raggiunge Francesco d'Assisi e i primi frati minori presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, già da allora comunemente detta la Porziuncola, dipendente dal monastero di San Benedetto al Subasio.

A sottolineare la sua condizione di penitente, Francesco le taglia i capelli, le dà una tunica e la fa entrare nel monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, presso Bastia Umbra a 4 chilometri da Assisi, per poi cercarle ricovero presso un altro monastero benedettino alle pendici del monte Subasio: Sant'Angelo di Panzo. Qui, al riparo dalle ire familiari, viene presto raggiunta dalla sorella Agnese.

A San Damiano

Infine Chiara prese dimora nel piccolo fabbricato annesso alla chiesa di San Damiano, che era stata restaurata da Francesco, sotto le dipendenze del vescovo Guido. Qui Chiara fu raggiunta dall'altra sorella Beatrice e dalla madre Ortolana, oltre a gruppi di ragazze e donne, e presto furono una cinquantina. Qui trascorre quarantadue anni di cui ventinove aggravati dalla malattia.

Affascinata dalla predicazione e dall'esempio di Francesco, Chiara volle dare vita a una famiglia di claustrali povere, immerse nella preghiera per sé e per gli altri.

Chiamate popolarmente "Damianite" e da Francesco "Povere Dame", saranno poi per sempre note come "Clarisse", dove molte donne seguirono il suo esempio, quali santa Caterina da Bologna, Camilla da Varano, ossia la beata Battista, santa Eustochia, sant'Agnese di Praga.

Il Privilegio della povertà

Piero della Francesca, Santa Chiara

Ottenne da Francesco una prima regola fondata sulla povertà. Il carisma della donna si manifesta entro le mura del monastero in contemplazione e preghiera, seguendo in parte il modello benedettino da cui si differenzia per la ferma e coraggiosa difesa della povertà.

Questo è il tema centrale della sua esperienza mistica, la sequela Christi, da cui Chiara non vuole essere dispensata. Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le diede una nuova regola che attenuava la povertà, ma lei non accettò sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-1241) le concesse il privilegio della povertà, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.

Solo abbandonando i beni materiali e affidandosi a Dio, Chiara si sente libera di percorrere il suo cammino religioso. È questo l'argomento principale su cui vertono i rari scritti[1], e da essi emerge una donna decisa e fiduciosa; tali scritti non aiutano però a ricostruirne la figura storica. Soltanto dopo la sua morte, una Leggenda scritta da Tommaso da Celano ne narra la vita scandita dal silenzio, dalla preghiera, dalla ricerca continua di "altissima povertà".

Passò la seconda metà della vita quasi sempre a letto perché ammalata, pur partecipando sovente ai divini uffici. Portando l'Eucaristia sull'ostensorio, avrebbe salvato, secondo la tradizione religiosa, il convento da un attacco di Saraceni nel 1240.

Morì a San Damiano, fuori le mura di Assisi, l'11 agosto del 1253, a sessant'anni. A soli due anni dalla morte, Papa Alessandro IV la proclamò Santa ad Anagni (15 agosto 1255).

Leggende

Chiese

Santa Chiara in un affresco di Simone Martini († 1344 circa), Basilica inferiore di Assisi)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce: chiesa di Santa Chiara.

La principale chiesa dedicata a Chiara è la basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove si trova sepolta.

Note
  1. Si tratta di quattro lettere ad Agnese di Boemia, figlia del re Ottokar, e la Regola. Ci sono poi altri scritti di cui non si ha certezza di autenticità.
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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