Guido Calcagnini

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Cardinale
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Titolo cardinalizio
Età alla morte 81 anni
Nascita Ferrara
25 settembre 1725
Morte Osimo
27 agosto 1807
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Ordinazione presbiterale 21 dicembre 1764
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Consacrazione vescovile 10 febbraio 1765
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... uomo niente pieghevole (benché polito e cortese), incapace di ogni dissimulazione, soverchiamente misurato fino alla noia (sebbene di una probità sommamente esemplare) e di un carattere niente fatto per la corte e per i cortigiani, quantunque fosse stato nunzio presso la corte di Napoli e maestro di Camera nei principii del pontefice Pio VI...
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(Ercole Consalvi, Memorie)

Guido Calcagnini (Ferrara, 25 settembre 1725; † Osimo, 27 agosto 1807) è stato un arcivescovo, nunzio apostolico e cardinale italiano.

Cenni biografici

Nacque a Ferrara il 25 settembre 1725, terzo dei cinque figli del conte palatino Cesare Calcagnini, marchese di Fusignano, e della moglie Caterina, nata degli Obizzi, marchesa del Sacro Romano Impero. Gli altri fratelli si chiamavano Francesco, Tommaso, Teresa e Placido. Il cardinale Carlo Leopoldo Calcagnini era loro parente.

Dopo i primi studi presso il collegio di san Carlo a Modena si laureò poi a Roma, nell'archiginnasio della Sapienza, in utroque iure nel 1747. Nel certificato di laurea [1] era già detto cameriere segreto di Benedetto XIV.

In Roma intraprese la carriera curiale, ricoprendovi le cariche di ponente delle congregazione del buon governo e dell'Immunità ecclesiastica; di votante della Segnatura di giustizia; di relatore sulle relazioni ad limina nella neoistituita Congregazione particolare super statu ecclesiarum; divenne inoltre avvocato concistoriale e referendario delle due Segnature. Nel 1764, poiché Clemente XIII intendeva nominarlo nunzio presso il re di Napoli, nel giro di pochi giorni il Calcagnini venne promosso al suddiaconato l'11 novembre e al diaconato il 30 novembre. Ricevette l'ordinazione sacerdotale il 21 dicembre. Infine fu provvisto dell'arcivescovato di Tarso in partibus infidelium il 4 febbraio dell'anno seguente e fu consacrato vescovo dal papa in Roma il 10 febbraio. Il 24 febbraio fu nominato assistente al Soglio pontificio.

Il 3 maggio 1765 gli fu assegnata la nunziatura presso il re di Napoli, che raggiunse nel giugno successivo. Restò in carica per un decennio, durante un periodo in cui la situazione ecclesiastica era notevolmente critica nel Regno. I rapporti con la Santa Sede erano regolati dal concordato concluso il 2 giugno 1741[2]. Durante la sua nunziatura il Calcagnini non riuscì a contrastare efficacemente il deciso anticurialismo del ministro Bernardo Tanucci che voleva ridimensionare i privilegi della Chiesa nel Regno.

Salito al soglio pontificio, Pio VI lo richiamò da Napoli e l'8 aprile 1775 lo nominò maestro di camera e l'anno seguente cardinale e vescovo di Osimo e Cingoli, con il titolo personale di arcivescovo. Il 15 luglio seguente ricevette il titolo di Santa Maria in Traspontina. Fece il solenne ingresso ad Osimo il 14 agosto 1776. Là si dedicò da allora in poi allo svolgimento di una fervida attività pastorale.

Dopo la morte in esilio di Pio VI, nel conclave che si tenne nell'Isola di san Giorgio, a Venezia, dal dicembre 1799 il cardinale Calcagnini vi assunse un ruolo di particolare rilievo, divenendo ad un certo momento uno dei protagonisti. Nel corso della ricerca di un compromesso, nel clima di tensione creatosi in seguito al contrasto fra la volontà del gruppo di cardinali favorevoli all'elezione del cardinal Carlo Bellisomi e il desiderio di Vienna di appoggiare la candidatura Mattei, tra il 3 e il 10 marzo 1800, il Calcagnini divenne uno dei papabili. La sua candidatura, presentata dal gruppo capeggiato dal nipote del defunto papa, il cardinale Romualdo Braschi Onesti, decadde per l'opposizione del cardinale František Herzan von Harras, portavoce dell'Impero, il quale, pur riconoscendogli il merito di una vita esemplare e di grande pietà, non lo ritenne uomo adatto ai tempi.

Terminati i lavori del conclave con l'elezione di papa Pio VII il porporato rientrò in sede, per continuare a dirigere il suo gregge. Morì a Osimo il 27 agosto del 1807 e fu sepolto nella cattedrale di Osimo.

Genealogia episcopale

Successione degli incarichi

Predecessore: Arcivescovo titolare di Tarso Successore: BishopCoA PioM.svg
Gennaro Guglielmini Ch 4 febbraio 1765 - 20 maggio 1776 Carlo Camuzi Ch I
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Gennaro Guglielmini Ch {{{data}}} Carlo Camuzi Ch
Predecessore: Nunzio apostolico per ilRegno delle Due Sicilie Successore: Flag of the Vatican City.svg
Tommaso Battiloro Ch 3 maggio 1765 - marzo 1775 Giuseppe Vincentini Ch I
II
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con
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Tommaso Battiloro Ch {{{data}}} Giuseppe Vincentini Ch
Predecessore: Vescovo di Ancona e Umana
(titolo personale di arcivescovo)
Successore: BishopCoA PioM.svg
Pompeo Compagnoni Ch 20 maggio 1776 - 27 agosto 1807 Giovanni Castiglione I
II
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con
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Pompeo Compagnoni Ch {{{data}}} Giovanni Castiglione
Predecessore: Cardinale presbitero di Santa Maria in Traspontina Successore: Stemma cardinale.png
Marcello Crescenzi 15 luglio 1776 - 27 agosto 1807 Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni I
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Marcello Crescenzi {{{data}}} Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni
Note
  1. copia in Arch. Segr. Vat., Proc. Dat.142, f. 22rv
  2. LE FASI PREPARATORIE DEL CONCORDATO DEL 1741 PDF online
Bibliografia
  • Lajos Pàsztor, Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 16 (1973), online

Suggerimenti



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