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Melitone di Sardi
Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
| Melitone di Sardi Vescovo | |
|---|---|
| Padre della Chiesa | |
| Sinagoga di Sardi (da:Cattolici Romani) | |
| Venerato da | Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa |
| Ricorrenza | 1 aprile |
| « | È lui, che in una Vergine s'incarnò, che sul legno fu sospeso, che in terra fu sepolto, che dai morti fu risuscitato, che alle altezze del cielo fu elevato. È lui l'agnello muto, è lui l'agnello sgozzato, è lui che nacque da Maria, l'Agnella pura, è lui che fu preso dal gregge e all'immolazione fu trascinato [...] »
|
| (Melitone di Sarde, Omelia sulla Pasqua n. 70-71)
|
Melitone di Sardi (... – Sardi, 190) è stato un martire e vescovo di nazionalità incerta della città di Sardi, Padre della Chiesa e apologeta del II secolo, in Lidia (Asia Minore)[1].
È uno dei più noti apologeti greci dell'epoca, che sostenne polemiche e controversie con il mondo pagano. Figura tra i primi autori assieme a San Giustino a rimproverare al popolo giudeo l'uccisione di Gesù, anche se Melitone non usò l'esplicito termine di popolo deicida, marca una tappa importante nella storia dell'antigiudaismo cristiano.
Nella sua Omelia di Pasqua è uno dei primi predicatori a formulare la teologia della sostituzione. Per Melitone, la Pasqua ebraica non ha più senso dopo la venuta del Cristo e per lui l'Antico Testamento non è che un prologo, una prefigurazione della cristianità. In altre parole la Chiesa cristiana sostituisce in tutto e per tutto il giudaismo. L'accusa agli Ebrei di aver ucciso Gesù (che verrà però definitivamente rifiutata del Concilio di Trento) è, secondo lui, la causa della distruzione di Gerusalemme e del suo Tempio e della successiva diaspora del popolo ebreo.
Indice |
Riferimenti biografici
Si pensa che Melitone provenga da una comunità quartodecimana di cristiani di origine giudaica che continuarono a celebrare la Pasqua secondo il calendario giudaico[2].
Melitone è il primo Padre della Chiesa a recarsi in pellegrinaggio sui luoghi della vita terrena di Gesù di Nazaret, per compiere ricerche e verifiche sui testi biblici[3].
Fu difensore della natura umana di Cristo e si oppose alle idee monofisite.
Una tradizione vuole che Melitone si sia autoevirato.
Opere e dottrina
La sua opera letteraria è conosciuta grazie alla lista lasciataci da Eusebio di Cesarea e da San Girolamo, fu per molto tempo conosciuta solo grazie a frammenti completati oggi da papiri e opere tradotte in latino, siriaco e copto.
È nella prefazione di una di queste opere trasmesseci da Eusebio, Estratti dalla Legge e dai Profeti[4] che vengono menzionate per la prima volta nella letteratura cristiana i libri dell' Antico Testamento, e ne fa la prima enumerazione conosciuta[5] nella quale non figurano il Libro di Ester e il Libro di Neemia.
Gli vengono falsamete attribuite molte opere tra cui il Transitus Mariæ, opera del VI-VII secolo anche chiamata Pseudo-Melitone. Questa opera conobbe una grande diffusione in Occidente e costituisce il testo di riferimento per il racconto della Dormitio e dell’Assunzione di Maria[6].
L'Apologia
Questa opera fu indirizzata all’imperatore romano Marco Aurelio. È conosciuta grazie a tre frammenti citati da Eusebio di Cesarea. Nei due primi, Melitone si lamenta delle vessazioni e delle spogliazioni inflitte ai cristiani di Asia, probabilmente dovute all’irrigidimento delle autorità dopo la rivolta di Avidus Cassius contro l’imperatore nel 175, denunciandolo come ingiusto[7]. Nel terzo frammento, costruisce, con una audace dimostrazione ideologica, una sincronizzazione degli eventi riguardanti il Cristianesimo con quelli riguardanti l’Impero Romano, per sottolinearne le concomitanze.
Melitone vi afferma che gli interessi dell' Impero e del cristianesimo sono convergenti, in quello che può essere letto come una prima "teologia dell’impero cristiano": i soli imperatori che perseguitarono i cristiano nel I secolo furono Caligola e Nerone che erano riconosciuti come malvagi dagli stessi Romani, e che i predecessori di Marco Aurelio ne avevano stigmatizzato la delazione[8].
Melitone pensa che l’impero stia conoscendo un vero rilassamento religioso. Confronta il formalismo religioso dei culti politeisti e della religione ufficiale con la fede profonda, il comportamento esemplare e le esigenze morali dei cristiani del suo tempo. Si contrappone, così anche allo gnosticismo. Ritiene che l’impero non durerà se i suoi cittadini perdono la fede e se la morale non è legata che a uno stile di vita abituale o a filosofie naturali come quelle degli stoici. L' impero e i cristiani di devono dunque alleare. L' impero fornendo il potere politico, l'amministrazione e la sicurezza, il cristianesimo fornendo una filosofia e una rinascita morale con l’aiuto di Dio.
Lo scritto non ebbe conseguenze immediate su Roma ma prefigurò quello che si svilupperà con Costantino I, le sue proposte serviranno da fondamento per una teologia dell' impero cristiano seguite da Lattanzio e da Eusebio di Cesarea nel IV secolo-
L'Omelia di Pasqua
Questo testo comunemente attribuito a Melitone[9] risulta essere per l’epoca molto aggressivo nei confronti dei Giudei.
In una violenta invettiva Melitone attacca il giudaismo : la Pasqua ebraica non ha più senso dopo la venuta del Cristo verso il quale Israele è accusato di ingratitudine, ed essere responsabile di un delitto tremendo. "Dio è messo a morte, il Re dei Giudei è condannato dalla mano destra di Israele[10], crimine da cui discese la distruzione d' Israele[11] con una argomentazione che si prolungherà in seguito con la tradizione cristiana della punizione "meritata" e della colpa del popolo ebreo.
L’influenza di questo testo era ancora presente negli Improperia (rimproveri nei confronti degli Ebrei) ancora presenti fino a poco tempo fa nella liturgia cattolica del Venerdì Santo[12].
L' origine di queste argomentazioni antiebraiche a fondamento nella concorrenza, molto forte in Asia Minore al tempo di Melitone, tra le comunità giudaiche e le comunità cristiane il cui reciproco proselitismo era in concorrenza per raggiungere le popolazioni pagane, attratte dalle pratiche e dalle credenze religiose del giudaismo[13]: Così la potente comunità giudeo farisaica di Sardi è vista come concorrente nella corsa al recupero dell' eredità giudaica che ognuno rivendica per sé, infatti il cristianesimo nascente rivendica per sé la continuità con il "vero Israele" e l'autentica comprensione della Bibbia[14].
Secondo altri invece l’antigiudaismo di Melitone proveniva dal antimarcionismo[15].
Lo storico Simon Claude Mimouni vede in questo testo un punto di completo distacco dalle comunità farisaiche iniziato quasi cento anni prima[16].
Non ci sono giunti che scarsi frammenti, alcuni in lingua siriaca, altri in greco, tra cui il più cospicuo è quello di un' omelia sulla Passione, scoperto in un papiro del sec. IV. L’ultimo dato storico che possediamo è che Melitone, continuando la linea di Policarpo, difendeva la posizione quartodecimana sulla Pasqua. Dei suoi scritti si sono conservati una omelia sulla Pasqua e vari frammenti di altre opere.
Notevole il suo "uso" tipologico della Scrittura. Il cristiano sa che Cristo è il compimento di tutta la Scrittura, di tutta la rivelazione; Egli non annulla l’Antico Testamento, ma ne è la sua chiave di lettura più vera.
Gli autori cristiani del primo periodo – e poi sempre di nuovo nella storia – hanno scandagliato l' Antico Testamento alla ricerca dei "tipi" di Cristo, cioè di quelle figure, di quegli episodi che, letti dopo la venuta del Signore, si sono rivelati nella loro identità di prefigurazione, di anticipo non compiuto che si illumina di luce nuova dinanzi alla storia di Cristo.
Éditions de Méliton
- Clavis Patrum Graecorum 1092-1098
- Othman Perler, Méliton de Sardes. Sur la Pâque et fragments, éd. Cerf, coll. « Sources chrétiennes » n°123, 1966 [1]
- (EN) S.G. Hall, Melitio of Sardis. on Pascha and fragments, éd. Oxford University Press, 1979
- ↑ *Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3, pag. 190
- ↑ Simon Claude Mimouni, Pour une histoire de la séparation entre les communautés "chrétiennes" et les communautés "pharisiennes" (ca 70-135 de notre ère), in Theo L. Hettema et Arie van der Kooij (dir.), Religious polemics in context : papers presented to the Second International Conference of the Leiden Institute for the Study of Religions (Lisor) held at Leiden, 27-28 April, 2000, éd. Uitgeverij Van Gorcum, 2004, p. 319, note 34, testo in linea in francese
- ↑ Robin Lane Fox, Païens et chrétiens: la religion et la vie religieuse dans l'Empire romain de la mort de Commode au concile de Nicée, éd. Presses Universitaires du Mirail, 1997, p.493 testo in linea in francese
- ↑ Histoire ecclésiatique, IV, 26, 13-14
- ↑ Martin Rose, Une herméneutique de l'Ancien testament: Comprendre, se comprendre, faire comprendre, éd. Labor et Fides, 2003, p. 29-30, testo in linea in francese
- ↑ Simon Claude Mimouni, Dormition et assomption de Marie: histoire des traditions anciennes, éd. pp. 264-276 testo in linea in francese.
- ↑ Ernest Renan, Marc-Aurèle ou la fin du monde antique dans <
- ↑ Claudio Moreschini et Enrico Norelli, Histoire de la littérature chrétienne antique grecque et latine, Vol. I., éd. Labor et Fides, 2000, pp. 174, testo in linea in francese
- ↑ Anche se non da tutti, come per Pierre Naudin
- ↑ Homélie de Pâque, 73-93. Template:Grec ancien, § 96 : « lingua greca Ὁ θεὸς πεφόνευται. Ὁ βασιλεὺς τοῦ Ἰσραὴλ ἀνῄρεται ὑπὸ δεξιᾶς Ἰσραηλίτιδος.» ; De pascha, P. Beatty 12, P. Bodmer 13, P.Oxy 1600, testo in linea in greco
- ↑ Homélie de Pâque, 94-99
- ↑ Claudio Moreschini et Enrico Norelli, Histoire de la littérature chrétienne antique grecque et latine, Vol. 1., éd. Labor et Fides, 2000, pp. 173, testo in linea in francese.
- ↑ Simon Claude Mimouni, Pour une histoire de la séparation ..., op. cit., pp.319-320 extrait en ligne
- ↑ Claudio Moreschini et Enrico Norelli, Histoire de la littérature chrétienne antique grecque et latine, Vol. 1., éd. Labor et Fides, 2000, pp. 174, extrait en ligne
- ↑ Simon Claude Mimouni, Pour une histoire de la séparation ..., op. cit., p.319, note 35, testo in linea in francese
- ↑ Simon Claude Mimouni, Pour une histoire de la séparation ..., op. cit., p. 320, testo in linea in francese
- R. Cantalamessa, I più antichi testi pasquali della Chiesa. Le omelie di Melitone di Sardi e dell' Anonimo Quattordecimano e altri testi del II secolo, Roma 1972
- J.-P.Laurant, Symbolisme et Ecriture : le cardinal Pitra et la "Clef" de Méliton de Sardes, éd. du Cerf, 1988 [2]
- E. Renan, Marc-Aurèle ou la fin du monde antique dans [3]
- (EN) A.T. Kraabel, Melito the Bishop and he Synagogue at Sardis : Text and Context, in D.G. Mitten et al, Studies Presented to George M.A. Haufmann, Mainz, 1971, pp.77-85
- (EN) L. H. Cohick, The Peri Pascha Attributed to Melito of Sardis : Setting, Purpose and Sources., in Brown Judaic Studies, N°327 éd. Brown University, 2000
- (EN) H. M. Knapp, Melito's Use of Scripture in Peri Pascha : Second Century Typology, in Vigiliae Christianae, n°54, 2000, pp.343-374
- R. Aasgaaar, Among Gentiles, Jews and Christian. Formation of Christian Identity in Melito of Sardis, in Richard S. Ascough (dir.), Religious rivalries and the struggle for success in Sardis and Smyrna, éd. Wilfrid Laurier University Press, 2005, pp. 156-174, extrait en ligne
- Voce Méliton de Sardes di fr.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato e aggiornamenti
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