San Cirillo di Gerusalemme

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San Cirillo di Gerusalemme
Vescovo
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Santo
Padre e dottore della Chiesa

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Titolo
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Età alla morte circa 73 anni
Nascita Gerusalemme
313 / 315
Morte Gerusalemme
18 marzo 387
Sepoltura
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Ordinazione sacerdotale PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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Ordinazione presbiterale 335 da San Macario di Gerusalemme
Appartenenza
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Consacrazione 347
Ordinazione arcivescovile PARAMETRO OBSOLETO! Modifica questa pagina e correggilo in base a queste istruzioni.
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Cardinale elettore
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° vescovo di Roma
Elezione
al pontificato
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Consacrazione {{{consacrazione}}}
Fine del
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(per causa incerta o sconosciuta)
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Successore {{{successore}}}
Extra Anni di pontificato
Nomine
Cardinali creazioni
Proclamazioni
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Eventi
Venerato da Chiesa cattolica e
Chiese orientali
Venerabile il [[{{{aV}}}]]
Beatificazione [[{{{aB}}}]]
Canonizzazione [[{{{aS}}}]]
Ricorrenza 18 marzo
Altre ricorrenze nel Rito Ambrosiano il 9 aprile
Santuario principale
Attributi
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Patrono di
Collegamenti esterni
Tutti-i-santi.jpgNel Martirologio Romano, 18 marzo, n. 1 (nel Rito Ambrosiano il 9 aprile):
« San Cirillo, vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa, che, dopo avere sofferto molti oltraggi dagli ariani a causa della fede ed essere stato più volte scacciato dalla sua sede, spiegò mirabilmente ai fedeli la retta dottrina, le Scritture e i sacri misteri con omelie e catechesi. »
San Cirillo di Gerusalemme (Gerusalemme, 313 / 315; † Gerusalemme, 18 marzo 387) è stato un vescovo e teologo ebreo, di Gerusalemme. Sia la Chiesa cattolica sia la Chiesa ortodossa lo venerano come santo e ne celebrano la memoria il 18 marzo. Papa Leone XIII, il 28 luglio 1882, lo elevò a confessore e Dottore della Chiesa. È uno dei Padri della Chiesa.

Agiografia

Poco o nulla si sa della sua gioventù, incerta la data di nascita avvenuta probabilmente nel 313 o 315 a Gerusalemme o nei dintorni, da genitori cristiani. Le informazioni che abbiamo su questo vescovo ci giungono dai suoi contemporanei Rufino, Epifanio e Geronimo e da vari storici del V secolo tra cui Sozomeno, Socrate Scolastico e Teodoro.

Venne ordinato sacerdote dal vescovo San Macario di Gerusalemme o dal suo successore Massimo III nel 335. Sotto Massimo III operò come sacerdote della Diocesi di Gerusalemme, molto incline al dialogo e alla riconciliazione operò in questo senso, all'interno delle varie correnti filosofiche, nella Chiesa del momento. Egli abbracciò la corrente di Eusebio di Cesarea, che si situava in una posizione mediana tra la teologia di Atanasio di Alessandria (che divenne poi quella accettata dalla Chiesa), e quella di Ario, il tema era quello della divinità di Cristo. Gli ariani non la accettavano, Atanasio sosteneva la consustanzialità, stessa natura del Padre, mentre Eusebio e Cirillo erano per una posizione dove Cristo era definito ὅμοιος, hómoios (simile al Padre).

Egli operò in una città dove, dopo molti anni di violenze e di soprusi, ritornava l’interesse dei potenti; come Elena, la madre dell'imperatore, che vi si era recata nel 323. Mentre nel 335 lo stesso imperatore Costantino fa erigere la basilica del Santo Sepolcro, che vedrà il nostro vescovo operare e predicare. Sotto un altro imperatore, Giuliano l'apostata, si tentò anche di ricostruire il Tempio di Gerusalemme distrutto duecento anni prima.

Cirillo venne nominato vescovo nel 347 da Acacio metropolita dell'arcidiocesi di Cesarea di Palestina. Tra i due sorsero quasi immediatamente forti attriti, sia per questioni amministrative che per questioni teologiche. Questi dissidi sfociarono nella condanna all’esilio, formulata da un concilio indetto dal patriarca Acacio nel 358, Cirillo venne accusato di vendere proprietà della Chiesa per aiutare i poveri. Nel concilio di Seleucia del 359, presente Cirillo, Acacio venne deposto e il nostro vescovo poté, per un breve periodo, rientrare nella sua diocesi. Appena un anno dopo, questa volta ad opera dell’Imperatore Costanzo II, anch’egli filo ariano, venne di nuovo esiliato. Con l'avvento al potere di Giuliano nel 361, tutti i vescovi esiliati vengono riammessi alle loro cariche.

Nel 367 viene di nuovo esiliato, questo esilio durerà fino al 378. Nel 381 partecipa al grande concilio di Costantinopoli, dove venne definitivamente decisa l’adozione del credo niceno, che diventò verità di fede. Anche Cirillo sottoscrisse la definizione di Cristo come ὁμοιούσιος, homoioúsios (simile nella sostanza al Padre), convinto che questa era l'unica accettabile. Quando finalmente venne raggiunta, per lui e per la propria Chiesa, una chiara presa di posizione dopo una intera vita spesa a ragionare e ponderare quale fosse la vera sostanza del Cristo, poté trascorrere gli ultimi anni in tranquillità. Morì il 18 o il 20 marzo del 387.

Opere

Di questo vescovo ci sono pervenute: un sermone sul lago di Betsaida, una lettera all'imperatore Costantino, altri tre piccoli frammenti e ventiquattro sermoni per la Catechesi. La lettera all'imperatore descrive lo straordinario evento avvenuto nel mese di maggio agli inizi del suo episcopato, quando una grande croce comparve nel cielo tra il monte calvario e l'orto degli ulivi. I sermoni della catechesi, probabilmente trascritti da un catecumeno, includono un indirizzo introduttivo, diciotto sermoni tenuti in Quaresima quale preparazione al battesimo e che trattano del peccato, della penitenza, della fede, e illustrano il contenuto del Simbolo battesimale molto simile al Credo adottato dal primo concilio di Costantinopoli, e cinque prediche dette mistagogiche, ossia istruzioni rivolte nella settimana dopo Pasqua ai neo-battezzati.

Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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