Museo Missionario "Don Bosco" di Castelnuovo Don Bosco

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Museo Missionario "Don Bosco" di Castelnuovo Don Bosco
Castelnuovo Don Bosco MuEtnoMissio vetrinaOceania.jpg
Teca con oggetti provenienti dall'Oceania
Categoria Musei di Ordine religioso
Stato bandiera Italia
Regione ecclesiastica Regione ecclesiastica Piemonte
Regione Stemma Piemonte
Provincia Asti
Comune Castelnuovo Don Bosco
Località o frazione Morialdo
Diocesi Arcidiocesi di Torino
Indirizzo Frazione Morialdo, 30
14022 Castelnuovo Don Bosco (AT)
Telefono +39 011 9877229; +39 011 9877168
Fax +39 011 9877240
Posta elettronica museo@colledonbosco.it
Sito web [1]
Proprietà Società Salesiana di San Giovanni Bosco
Tipologia etnografico
Contenuti reperti etnografici
Servizi accoglienza al pubblico, bookshop, caffetteria, didattica, mediateca, ristorante, visite guidate
Sistema museale di appartenenza
Sede Museo Palazzo dei Pellegrini, primo piano
Datazione sede
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Fondatori
Data di fondazione 1988
Note
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Coordinate geografiche
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Il Museo Missionario "Don Bosco" di Castelnuovo Don Bosco (Asti), allestito al primo piano del Palazzo dei Pellegrini, è stato inaugurato nel 1988 in occasione del centenario della morte di san Giovanni Bosco, per conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio etnografico, proveniente dalle Missioni Salesiane in tutto il mondo.

Storia

Il Museo trae la sue origini nelle mostre missionarie che venivano allestite alla fine del XIX secolo. Infatti, gli oggetti furono portati in Italia con l'obiettivo sia di documentare la varietà dei contesti geografici, ambientali e culturali incontrati dai missionari, sia di testimoniare la presenza e lo sviluppo storico delle Missioni Salesiane. La prima spedizione missionaria salesiana prese il via nel 1875 in Argentina per volere del card. Giovanni Cagliero, originario di Castelnuovo come Don Bosco.

Il coraggio e l'impegno pastorale dei missionari portarono alla fine del XIX secolo la presenza salesiana in quasi tutti i paesi dell'America Latina: dalla Patagonia, alla Terra del Fuoco, in Cile, Colombia, fino al Mato Grosso brasiliano. All'inizio del XX secolo fu intrapresa anche l'attività missionaria salesiana in Palestina, Medio Oriente, Cina ed India.

Nel 1926 a Torino Valdocco venne allestita una Mostra Missionaria con lo scopo di ricordare il lavoro delle Missioni di Don Bosco a cinquantanni dalla prima spedizione del 1875.

Dopo la chiusura dell'esposizione, gli oggetti rimasti furono conservati in un deposito. Nel 1941 tutta la collezione, affinché fosse protetta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu trasferita a Colle Don Bosco, luogo dove era nato il Santo.

Percorso espositivo

L'itinerario museale presenta numerosi oggetti provenienti dall'America Meridionale, Africa, Asia e Oceania. Nel Museo figurano oggetti e opere d'arte che testimoniano di culture lontane o ormai scomparse.

L'itinerario museale si sviluppa in quattro sezioni espositive, lungo il quale sono presentati oggetti e reperti etnografici, ordinati per provenienza.

Sezione I - America Meridionale

La sezione presenta nella eterogeneità del continente Sudamericano con una prevalenza di vetrine dedicate soprattutto ai seguenti territori geografici:

  • Bolivia e Paraguay: documenti che illustrano la vita nomade di gruppi di cacciatori e raccoglitori dediti all'allevamento di ovini e caprini;
Pariko (copricapo in piume) dei Bororo
  • Brasile: il materiale raccolto attesta la vita dei Bororo del Mato Grosso, in particolare arte plumaria di destinazione funeraria e oggetti di uso quotidiano; questa è la collezione numericamente più importante al mondo, dopo quella conservata il Museo Salesiano do Indio di Campo Grande.
  • Ecuador: dove vivono gli Shuar, dediti all'agricoltura, alla filatura del cotone, alla ceramica e alla decorazione del corpo con pigmenti vegetali e ornamenti in piume, semi e elitre di coleotteri;
  • Patagonia (regione divisa fra il Cile e l'Argentina): viene illustrata l’attività della caccia propria degli indigeni e quella dell’allevamento del bestiame dei coloni argentini, i quali occupando la zona con l'appoggio dell’esercito, contribuirono allo sterminio di queste popolazioni;
  • Rio Negro (Colombia): vengono proposti oggetti di uso quotidiano, quali canestri e intrecci per la lavorazione della manioca, che costituisce la base dell’alimentazione locale, armi per la caccia e la pesca, oltre a svariati ornamenti corporali usati nel corso di feste religiose:
  • Terra del Fuoco (Argentina): documentano popolazioni che basano la loro economia di sussistenza sulla caccia di guanaco, sulla pesca costiera e la raccolta di molluschi;
Modelli di canoa della Terra del Fuoco
  • Venezuela: dove vengono documentati i Yanomami, che periodicamente, in seguito all'accumulo di prodotti dell’orto e della caccia, si riuniscono per celebrazioni rituali, che permettono di ristabilire l’equilibrio tra i diversi gruppi, ostentare le proprie ricchezze e gli ornamenti, effettuare scambi e accordi e, unitamente a questa dimensione apparentemente mondana e terrena, accompagnare i loro defunti nell'aldilà. Anche in questo caso sono presentati oggetti per la caccia come armi, giacigli in fibra, terraglie, gerle e cesti per la raccolta e la preparazione di cibi, indumenti in fibra di cotone, ornamenti in piume da indossare durante le feste e strumenti necessari per il rituale funerario.

Sezione II - Africa

Questa sezione dedicata all'Africa sviluppa alcune tematiche che si rintracciano, anche se con alcune differenze locali, nelle diverse regioni del continente: oggetti di uso quotidiano, ornamenti, abiti e accessori che fanno parte dell'abbigliamento comune. La maggior parte dei materiali, provengono dal Kenya, dove risiedono gruppi di agricoltori stanziali, che utilizzano numerosi oggetti in legno, terracotta e pietra, e gruppi di pastori nomadi, che privilegiano contenitori e utensili più leggeri e facilmente trasportabili. Inoltre, sono conservati vesti ed ornamenti che sono considerati elementi fondamentali per sottolineare l’appartenenza etnica, lo status sociale e per esprimere l’estetica individuale e del gruppo.

Sezione III - Oceania

La sezione riservata all'Oceania è dedicata in gran parte alla regione del Kimberley (Australia) con oggetti domestici in corteccia battuta, indumenti in cotone e armi in legno, quali scudi e un propulsore, lo strumento inventato dagli aborigeni per allungare la gittata della lancia.

Sezione IV - Asia

La sezione presenta nella eterogeneità del continente asiatico con una prevalenza di vetrine dedicate alla Cina, al Giappone e all'India:

  • Cina: viene presentato il ruolo del Confucianesimo, sulla devozione popolare domestica e sulla produzione ceramica, inserite nel contesto storico-politico dell’inizio del XX secolo;
  • Giappone: viene documentato il ruolo della cultura del samurai, dello Shintoismo e del Buddhismo, spiegando attitudini spirituali e costumi popolari presenti ancora oggi.
  • India: rappresentato da una raccolta abbastanza omogenea di oggetti di uso quotidiano, rituale e cerimoniale.
Bibliografia
  • Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Editore Touring, Milano 2005, p. 196 - ISBN 9788836536535
  • Michele Ruffino (a cura di), Percorsi museali in Piemonte e Valle d'Aosta, Editore CULT,Torino 2011, p. 10
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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