Diocesi di Ascoli Piceno

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Diocesi di Ascoli Piceno
Dioecesis Asculana in Piceno
Chiesa latina

DuomoAscoliPiceno.JPG
vescovo Giovanni D'Ercole
Sede Ascoli Piceno

sede vacante
Ascoli Piceno

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Suffraganea dell'arcidiocesi di Fermo
Regione ecclesiastica Marche
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Mappa della diocesi
Nazione bandiera Italia
diocesi suffraganee
{{{suffraganee}}}
coadiutore
vicario
provicario
generale
ausiliari

Vescovi emeriti:

Parrocchie 70
Sacerdoti

111 di cui 84 secolari e 27 regolari
959 battezzati per sacerdote

29 religiosi 122 religiose 7 diaconi
107.503 abitanti in 840 km²
106.512 battezzati (99,1%% del totale)
Eretta IV secolo
Rito romano
cattedrale {{{cattedrale}}}
Santi patroni
Piazza Arringo 10/c, 63100 Ascoli Piceno, Italia
tel. +390736259901 fax. 0736.24.55.04 @

Sito ufficiale
[asco0 Scheda] su gcatholic.org

Dati dall'annuario pontificio 2012 Scheda
Chiesa cattolica in Italia
Tutte le diocesi della Chiesa cattolica
Il palazzo vescovile

La diocesi di Ascoli Piceno (in latino: Dioecesis Asculana in Piceno) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Fermo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2012 contava 106.512 battezzati su 107.503 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Silvano Montevecchi.

Territorio

La diocesi comprende la città di Ascoli Piceno, diciassette comuni della sua provincia (Offida, Monsampolo del Tronto, Arquata del Tronto, Montegallo, Castignano, Acquasanta Terme, Colli del Tronto, Folignano, Venarotta, Appignano del Tronto, Maltignano, Castel di Lama, Castorano, Spinetoli, Palmiano, Rotella, Roccafluvione) e due in provincia di Teramo (Ancarano, Valle Castellana). Il territorio dei comuni di Palmiano[1] e Roccafluvione[2] è diviso con l'arcidiocesi di Fermo, quello di Rotella[3] con la diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

Sede vescovile è la città di Ascoli Piceno, dove si trova la cattedrale di Sant'Emidio.

Il territorio è suddiviso in 70 parrocchie.

Storia

Le prime tracce della diocesi di Ascoli risalgono al IV secolo, quando sono noti i vescovi Emidio, martirizzato durante l'impero di Diocleziano; Claudio, presente al sinodo di Rimini (del 359, sulla controversia ariana); e, nel V secolo, Lucenzio, presente al sinodo di Milano che inviò una lettera a papa Leone I (440, 461). Originariamente la diocesi di Ascoli era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Intorno all'anno 1000 i vescovi di Ascoli assunsero anche il potere civile e nel 1150 il vescovo Presbitero ottenne a Norimberga il titolo di principe d'Ascoli dall'imperatore Corrado II.

Dal 1097 i vescovi furono eletti dal capitolo con approvazione della Santa Sede, ma dopo il 1343 il diritto di elezione passò interamente alla Santa Sede.

Il 15 gennaio 1458 fu istituito ad Ascoli il primo Monte di pietà della storia, per opera del beato Domenico da Leonessa.

Il vescovo di Ascoli Giulio de' Medici fu successivamente nominato papa con il nome di Clemente VII (1523-1534).

Nel 1571 fu fondato il seminario vescovile. In questo periodo Ascoli perde ogni autonomia amministrativa ed è assoggettata allo Stato pontificio.

Il 24 novembre 1586 la diocesi cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Montalto (oggi diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto).

Nel 1965 cedette il territorio di Amatrice alla diocesi di Rieti.

Il 12 marzo 2000 la diocesi è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Fermo.

Cronotassi dei vescovi

Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 107.434 persone contava 106.901 battezzati, corrispondenti al 99,7% del totale.

Note
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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