Neri Maria Corsini

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Neri Maria Corsini
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Cardinale
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Titolo cardinalizio
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Età alla morte 85 anni
Nascita Firenze
19 maggio 1685
Morte Roma
6 dicembre 1770
Sepoltura Basilica di San Giovanni in Laterano (Roma)
Appartenenza
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Professione religiosa [[]]
Ordinato diacono 27 dicembre 1730 da papa Clemente XII
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Ordinazione presbiterale 1733
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11 dicembre 1730 da Clemente XII (14 agosto 1730 in pectore) (vedi)
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Collegamenti esterni
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Neri Maria Corsini (Firenze, 19 maggio 1685; † Roma, 6 dicembre 1770) è stato un cardinale italiano.

Cenni biografici

Neri Maria nacque a Firenze il 19 maggio 1685, secondogenito di Filippo, nobile fiorentino fratello di Lorenzo Corsini, futuro pontefice Clemente XII e della moglie Lucrezia dei marchesi Rinuccini. A sette anni fu ammesso tra i cavalieri di santo Stefano e prestissimo fu a corte quale paggio di Cosimo III de' Medici.

Tra il 1709 e il 1713 compì un lungo viaggio formativo attraverso l'Europa visitando le principali capitali europee: Parigi, Londra, L'Aia e Vienna. Fu in seguito diplomatico al servizio del Granducato di Toscana. Fu dapprima ambasciatore a Parigi e nel 1718 a Londra. Fu ministro plenipotenziario al Congresso di Cambrai nel 1720. Dopo la morte del granduca nel 1723 fu a Roma. Dopo un breve rientro a Firenze nel 1725 tornò a Roma l'anno seguente come segretario di suo zio Lorenzo Corsini, fino alla elezione di quest'ultimo al pontificato nel 1730.

Consigliato dai suoi amici, tra cui il cardinale Gianantonio Davia, decise di intraprendere la carriera curiale. Ricevette la tonsura il 23 luglio 1730, fu nominato segretario dei Memoriali e referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e protonotario apostolico.

Lo zio, dopo la nomina a pontefice, lo creò cardinale in pectore nel concistoro del 14 agosto 1730, nomina pubblicata nel seguente concistoro dell'11 dicembre 1730. Ricevette la berretta rossa e, dopo l'ordinazione diaconale, avvenuta il 23 dicembre 1730, per mano del pontefice, ottenne la diaconia di Sant'Adriano, nel gennaio del 1731.

Fu ascritto alle principali congregazioni cardinalizie tra cui il Sant'Uffizio. Con la cecità e la malattia del papa e dopo la morte nel 1733 del segretario di Stato Antonio Banchieri, che fu sostituito con il debole Giuseppe Firrao, la sua influenza e il suo ruolo nella conduzione dello stato della Chiesa divennero preponderanti.

Nonostante la sua preparazione diplomatica, non riusci sempre a fronteggiare i gravi problemi che il papato dovette affrontare in quel decennio, in particolare le vicende della guerra di successione polacca e la fallita occupazione di San Marino nel 1739 da parte dello Stato della Chiesa, anche se la colpa fu addossata dal Corsini al cardinal Giulio Alberoni. Questi avvenimenti recarono un duro colpo, oltre che a tutto il Papato, anche al prestigio personale del cardinale, a cui si rimproverava pure l'incapacità di sanare la rovinosa situazione finanziaria e monetaria dello Stato, resa ancora più grave dalla guerra.

Nel conclave del 1740 il Corsini fu a capo del partito dei cardinali clementini contrapposti al partito del camerlengo Annibale Albani. Nel lungo conclave i due schieramenti si annullarono a vicenda e come spesso accadeva fu eletto un candidato terzo, Prospero Lorenzo Lambertini che prese il nome di Benedetto XIV.

Nel agosto di quell'anno fu nominato arciprete della basilica patriarcale del Laterano. Nel 1753 fu segretario dell'Inquisizione, carica che ricoprì sino alla morte. Fu filogiansenista, ma per motivi di opportunità politica attenuò questa sua tendenza nell'azione di segretario.

Prese parte ai due successivi conclavi del suo cardinalato, quello che vide eletto pontefice Carlo della Torre di Rezzonico nel 1758, che prese il nome di Clemente XIII, e quello del 1769 tutto dominato dalla questione della soppressione della Compagnia di Gesù. Tuttavia, il suo antigesuitismo, non gli impedì di respingere la proposta dei ministri spagnolo e francese di fare impegnare il cardinale da eleggersi, prima della votazione, a sopprimere la Compagnia.

Non vide l'abolizione dei Gesuiti poiché morì nel suo palazzo romano il 6 dicembre 1770. Fu sepolto nella magnifica cappella di famiglia, consacrata a sant'Andrea Corsini, fatta costruire dallo zio Lorenzo e da lui stesso nella basilica di San Giovanni in Laterano (Roma).

Successione degli incarichi

Predecessore: Segretario dei Memoriali Successore: Emblem Holy See.svg
Niccolò Coscia 23 luglio 1730 - 1º agosto 1740 Giuseppe Livizzani Mulazzani I
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Niccolò Coscia {{{data}}} Giuseppe Livizzani Mulazzani
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore: CardinalCoA PioM.svg
Giulio Alberoni 8 gennaio 1731 - 6 maggio 1737 Marcellino Corio I
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Giulio Alberoni {{{data}}} Marcellino Corio
Predecessore: Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica Successore: Emblem Holy See.svg
Alamanno Salviati 2 marzo 1733 - 6 dicembre 1770 Andrea Corsini I
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Alamanno Salviati {{{data}}} Andrea Corsini
Predecessore: Cardinale diacono di Sant'Eustachio Successore: CardinalCoA PioM.svg
Curzio Origo 6 maggio 1737 - 6 dicembre 1770 Giovanni Costanzo Caracciolo I
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Curzio Origo {{{data}}} Giovanni Costanzo Caracciolo
Predecessore: Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano Successore: Roma Basilica S Giovanni.jpg
Pietro Ottoboni 1º agosto 1740 - 6 dicembre 1770 Mario Compagnoni Marefoschi I
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Pietro Ottoboni {{{data}}} Mario Compagnoni Marefoschi
Predecessore: Segretario della Congregazione della Romana e Universale Inquisizione Successore: Emblem Holy See.svg
Tommaso Ruffo 26 febbraio 1753 - 6 dicembre 1770 Giovanni Francesco Stoppani I
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Tommaso Ruffo {{{data}}} Giovanni Francesco Stoppani
Bibliografia
  • Marina Caffiero, CORSINI Neri su treccani.it, Treccani Dizionario degli Italiani, 1983 URL consultato il 23-12-2018

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