Pontificio Consiglio della Cultura
| Pontificio Consiglio della Cultura Pontificium Consilium de Cultura | |
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| favorisce le relazioni tra la Santa Sede e il mondo della cultura, promuovendo in particolare il dialogo con le varie culture del nostro tempo, affinché la civiltà dell'uomo si apra sempre di più al Vangelo, e i cultori delle scienze, delle lettere e delle arti si sentano riconosciuti dalla Chiesa come persone a servizio del vero, del buono e del bello (Pastor Bonus, 166) | |
| Eretto: | 20 maggio 1982 |
| Soppresso: | 5 giugno 2022 |
| Successori Dicastero per la cultura e l'educazione | |
| Santa Sede · Chiesa cattolica elenco dicasteri della Curia Romana | |
Il Pontificio Consiglio della Cultura (in latino Pontificium Consilium de Cultura) è stato il dicastero della Curia Romana per coadiuvare il Sommo Pontefice nell'esercizio del suo supremo Ufficio pastorale per il bene e il servizio della Chiesa universale e delle Chiese particolari, in ciò che concerne:
- l'incontro tra il messaggio salvifico del Vangelo e le culture
- lo studio dei gravi fenomeni di frattura fra Vangelo e culture, di indifferenza religiosa e di non credenza
- le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con il mondo della cultura
Con la riforma della Curia sancita dalla Praedicate Evangelium dal 5 giugno 2022 è confluito, assieme alla Congregazione per l'educazione cattolica, nel Dicastero per la cultura e l'educazione.
Storia
L'origine del Pontificio Consiglio della Cultura, risale al Concilio Vaticano II. Il Concilio, infatti, ha sottolineato - dedicandovi un'intera sezione della costituzione pastorale Gaudium et Spes - l'importanza fondamentale della cultura per il pieno sviluppo dell'uomo, i molteplici legami tra il messaggio della salvezza e la cultura, il reciproco arricchimento della Chiesa e delle diverse culture nella comunione storica con le varie civiltà[1].
Il papa Paolo VI, raccogliendo il frutto dei lavori della Sessione del Sinodo dei Vescovi sull'evangelizzazione, tenutasi nell'autunno 1974, scrive:
| « | Il Vangelo, e quindi l'evangelizzazione, non si identificano certo con la cultura e sono indipendenti rispetto a tutte le culture. Tuttavia, il Regno che il Vangelo annunzia è vissuto da uomini profondamente legati a una cultura, e la costruzione del Regno non può non avvalersi degli elementi della cultura e delle culture umane. Indipendenti di fronte alle culture, il Vangelo e l'evangelizzazione non sono necessariamente incompatibili con esse, ma capaci di impregnarle tutte, senza asservirsi ad alcuna. » | |
(Evangelii Nuntiandi, n. 20)
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Raccogliendo la ricca eredità di Paolo VI, del Concilio Vaticano II e del Sinodo dei Vescovi, Giovanni Paolo II creò, nel 1982, il Pontificio Consiglio per la Cultura[2].
Con la Lettera Apostolica in forma di Motu proprio Inde a Pontificatus (25 marzo 1993) Giovanni Paolo II unì poi il Pontificio Consiglio per il Dialogo con i non credenti[3] al Pontificio Consiglio della Cultura, per formare un unico organismo che ritenne il nome del secondo.
Il 3 settembre 2007 papa Benedetto XVI ne nominò presidente mons. Gianfranco Ravasi, che precedentemente era prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Compiti
I compiti del Pontificio Consiglio della Cultura sono i seguenti:
- promuovere l'incontro tra il messaggio salvifico del Vangelo e le culture del nostro tempo[4];
- manifestare la sollecitudine pastorale della Chiesa di fronte ai gravi fenomeni di frattura tra Vangelo e culture[5];
- favorire le relazioni della Chiesa e della Santa Sede con il mondo della cultura, assumendo iniziative appropriate concernenti il dialogo tra la Fede e le culture, e il dialogo interculturale; seguire quelle che sono intraprese dalle varie Istituzioni della Chiesa e offrire la propria collaborazione ai corrispettivi Organismi delle Conferenze episcopali[6];
- stabilire il dialogo con coloro che non credono in Dio o non professano alcuna religione, ogni volta che costoro siano aperti a una sincera collaborazione[7];
- seguire e coordinare l'attività delle Pontificie Accademie[8], fatta salva l'autonomia dei rispettivi programmi di ricerca, in maniera da promuovere la ricerca interdisciplinare e dare maggiore risonanza alla loro opera[9];
- realizzare progetti comuni con altri Organismi della Santa Sede, in modo da facilitare il coordinamento dei loro incarichi per l'evangelizzazione delle culture, e assicurare la cooperazione delle istituzioni culturali della Santa Sede[10];
- dialogare con le Conferenze episcopali, le Conferenze dei Superiori e Superiore Maggiori, anche allo scopo di fare beneficiare tutta la Chiesa delle ricerche, iniziative, realizzazioni e creazioni che permettono alle Chiese locali un'attiva presenza nel proprio ambiente culturale;
- collaborare con le Organizzazioni internazionali cattoliche, universitarie, storiche, filosofiche, teologiche, scientifiche, artistiche, intellettuali, e promuovere la reciproca cooperazione;
- seguire l'azione degli organismi internazionali, a cominciare dall'UNESCO e dal Consiglio d'Europa, che s'interessano di cultura, e assicurare la partecipazione della Santa Sede ai Congressi internazionali che si occupano di scienza, di cultura e di educazione;
- seguire la politica e l'azione culturale dei diversi governi del mondo;
- facilitare il dialogo Chiesa-culture a livello di università e di centri di ricerca, specialmente i Centri Culturali Cattolici;
- accogliere a Roma i rappresentanti della cultura interessati a conoscere meglio l'azione della Chiesa in questo campo.
Struttura
Il Pontificio Consiglio della Cultura ha due sezioni:
- Fede e Cultura;
- Dialogo con le Culture.
L'attività ordinaria è affidata al personale permanente residente in Roma, e cioè:
- il Presidente, Card. Gianfranco Ravasi (Italia);
- il Delegato, Mons. Carlos Moreira Azevedo (Portogallo);
- il Segretario, Mons. Barthélemy Adoukonou (Benin);
- il Sotto-Segretario, Mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda (Spagna);
- il Capo Ufficio, Mons. Gergely Kovács (Romania);
- gli Officiali, sei presbiteri e un laico, che seguono le principali aree culturali geografiche, nonché i vari campi che fanno parte dell'attività del Dicastero: le scienze, i Centri Culturali Cattolici, l'arte e gli artisti, i mass-media, le Pontificie Accademie, le sette, ecc.;
- altri sette assistenti amministrativi e tecnici.
L'Assemblea plenaria del Dicastero ha luogo almeno una volta ogni tre anni, con il compito di studiare e definire i programmi del Dicastero, di dar vita a uno scambio di esperienze e di riflessioni circa le diverse situazioni culturali delle società contemporanee nella prospettiva dell'evangelizzazione e del dialogo della Chiesa con le culture.
Cronotassi dei presidenti
- Cardinale Gabriel-Marie Garrone (1982-1988)
- Cardinale Paul Joseph Jean Poupard (1988-2007)
- Cardinale Gianfranco Ravasi (2007 - 2022)
| Note | |
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