Basilica di San Lorenzo in Lucina (Roma)

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1leftarrow.png Voce principale: Chiese di Roma.
Basilica di San Lorenzo in Lucina
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
San lorenzo in lucina 051208-01.JPG
Roma, Basilica di San Lorenzo in Lucina (XII secolo)
Altre denominazioni
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio


Regione ecclesiastica Lazio

Provincia Roma
Comune Stemma Roma
Località
Diocesi Roma
Vicariatus Urbis
Religione Cattolica
Indirizzo Piazza di San Lorenzo in Lucina 16/A - 00186 Roma
Telefono +39 06 6871494
Fax +39 06 68199122
Posta elettronica SanLorenzoinLucina@VicariatusUrbis.org
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione basilicale
Dedicazione San Lorenzo
Vescovo
Fondatore
Data fondazione
Architetto
Stile architettonico
Inizio della costruzione XI secolo
Completamento 1130
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione {{{AnnoInaugur}}}
Inaugurato da {{{InauguratoDa}}}
Data di consacrazione
Consacrato da {{{ConsacratoDa}}}
Titolo San Lorenzo in Lucina (titolo cardinalizio)
Strutture preesistenti resti romani
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore {{{Nome scopritore}}}
Datazione scavi {{{Datazione scavi}}}
Scavi condotti da {{{Scavi condotti da}}}
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima {{{LunghezzaMassima}}}
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
41°54′12″N 12°28′43″E / 41.903417, 12.478661 bandiera Italia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Tipologia {{{tipologia}}}
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Pericolo Bene non in pericolo
Anno [[{{{anno}}}]]
Scheda UNESCO
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La Basilica di San Lorenzo in Lucina è una chiesa di Roma, situata nel rione Colonna. È, inoltre, sede del titolo cardinalizio di San Lorenzo in Lucina: l’attuale titolare è il cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don.

Storia

La Basilica sorse nel IV secolo, sulla residenza dell'omonima matrona romana, dove permise ai primi romani convertiti al cristianesimo d'incontrarsi per pregare. La domus fu consacrata poi a luogo di culto ufficiale nell'anno 440 da papa Sisto III, per essere poi ricostruita sotto Pasquale II fino al completamento nel 1130.

Verso la metà del XVII secolo l'interno fu completamente trasformato da Cosimo Fanzago, che trasformò la chiesa in un'aula a navata unica e ridusse le navate laterali a cappelle gentilizie (notevole la Cappella di San Giuseppe concessa "in perpetuo" alla famiglia dei principi Ottoboni Duchi di Fiano e distrutta nel 1943 dal cardinale Carlo Cremonesi per farne il suo sepolcro). Un ulteriore restauro del XIX secolo eliminò le decorazioni in stile barocco lasciando in opera solo il pulpito.

Il 27 novembre 1908 papa Pio X l'ha elevata alla dignità di Basilica minore.[1]

Descrizione

La chiesa si presenta con un ingresso a portico, decorato da sei colonne in granito, con capitelli e basi, sormontate da un architrave realizzata da un enorme colonna antica scanalata, mentre sulla destra all'esterno,s'innalza un campanile romanico a cinque ordini. La basilica, che originariamente si presentava nel suo interno a tre navate, ha oggi quattro cappelle per lato che conducono all'altare centrale. La sua composizione oggi è data per proporre al fedele un percorso teologico spirituale, attraverso tre itinerari specifici:

Il primo è quello cristologico: partendo dalla prima cappella a sinistra , vi si trova il battistero dove vi è raffigurato il Battesimo di Gesù, in rappresentazione della sua nascita. Si passa poi alla meditazione della fine del percorso terreno di Gesù, con la crocifissione ben rappresentata sulla pala centrale, opera del Guido Reni, posta sopra l'altare disegnato da Carlo Rainaldi nel 1169. Ed infine si ha l'ascensione del Salvatore rappresentata sul tetto tutto lavorato in legno a cassettoni, dove è dipinto Cristo con papa Damaso I, San Lorenzo e la matrona Lucina.

Nel secondo itinerario viene invece proposta la figura della Madonna. Questo attraverso la rappresentazione della sua nascita, dell'Annunciazione, della Presentazione della Beata Vergine Maria ed infine nella cappella più titolata, quella dell'Immacolata Concezione.

Infine si ha il percorso laurentino,ovvero quello dedicato a San Lorenzo martire, patrono della basilica. Entrando nella prima cappella a destra sono raffigurati su tre tele i momenti salienti della vita del Santo e nell'altare in basso sono conservate le catene che servirono ad imprigionarlo. Mentre proprio sotto l'altare centrale viene conservata la graticola dove subì il martirio.

Importanti sono gli scavi sotto la basilica che hanno riportato alla luce scoperte archeologiche del II secolo che sono oggi visitabili, tra cui la originaria presenza dell'obelisco augusteo.

Tra le cappelle laterali vi è il settecentesco battistero, opera di Giuseppe Sardi, e soprattutto la cappella Fonseca, disegnata da Gian Lorenzo Bernini, con il busto marmoreo del committente, opera dello stesso Bernini. Nella cappella di San Francesco si possono ammirare alcune tele del caravaggesco francese Simon Vouet.

Nella chiesa sono sepolti:


Note
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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